Nella notte tra l'11 ed il 12 Maggio l'attività stromboliana sull'Etna ha subìto una brusca accelerata. Dalle 2 alle 6 del mattino, infatti, il 'pit crater' sul fianco orientale del cono del cratere ha provocato forti boati e fatto fuoriuscire lava e cenere, riversatisi su Catania e sui paesi limitrofi. Vi è stato anche un innalzamento del tremore dei condotti vulcanici interni, ora comunque in attenuazione. In via precauzionale, il traffico dell'aeroporto catanese di Fontanarossa è stato sospeso. La situazione è monitorata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania.
Il dorsale 108 non comparirà mai più al Giro d'Italia. Così la corsa rosa ha deciso di rendere omaggio e ricordare il velocista fiammingo della Leopard Trek deceduto lunedì 9 maggio durante la terza tappa, in séguito ad una caduta lungo la discesa del Passo del Bocco, per lui fatale. Si tratta di un caso tanto tragico quanto esclusivo per il mondo delle due ruote. Soltanto la Settimana Internazionale Coppi & Bartali non assegna dal 2004 il numero 145, dorsale con cui Marco Pantani colse l'ultimo podio a Sassuolo.
«La miglior difesa è l'attacco, per cui nello sterrato ho preferito star davanti e attaccare con Tankink anziché prendere polvere in fondo al gruppo».
Così il vincitore di tappa Pieter Weening ha spiegato in conferenza stampa la sua azione di oggi. «Quando ero con Gadret già credevo di poter fare il colpaccio ma poi, una volta rimasto solo, ho temuto che non ce la facessi. Solo quando è terminato lo strappo - ha continuato l'olandese - ho capito che ce l'avrei fatta».
La prima tappa che ha fatto segnare qualche distacco in classifica lascia soddisfatti la Lampre di Scarponi e la Liquigas di Nibali.
Daniele Righi e Valerio Agnoli, gregari dei due campioni venuti al Giro per vincere, dopo l'arrivo pongono l'accento sul fatto che le Strade Bianche non abbiano creato problemi ai capitani.
«La Lampre ha lavorato nel finale per fare in modo che Scarponi stesse davanti - ha detto Daniele Righi. Con Scarponi c'è da star tranquilli e da parte nostra possiamo dire che siamo stati protagonisti pur non avendo vinto».
Se José Rujano guarda alle salite del finale della seconda settimana come al momento in cui iniziare a mettersi in mostra in questo Giro, Michele Scarponi è conscio delle attese che si addensano intorno alla sua presenza nella corsa rosa, di cui è un favorito. E non manca, il marchigiano, di dedicare ancora un pensiero al povero Wouter Weylandt. Entrambi i corridori sono stati sentiti prima della partenza della quinta tappa, da Piombino a Orvieto.
I corridori della Leopard Trek hanno deciso di abbandonare il Giro d'Italia a partire da stasera dopo la tragica scomparsa del loro compagno Wouter Weylandt. Il general manager Brian Nygaard ha spiegato che la decisione "doveva essere presa dai corridori perché sono loro che pedalano sulle strade e che ogni loro azione sarebbe stata accettata da tutto lo staff"; la dirigenza della squadra lussemburghese ha voluto anche ringraziare tutte le squadre, gli organizzatori della corsa, le autorità e tutti gli appassionati che hanno onorato la memoria di Weylandt nel tratto tra Genova e Livorno.