Sep Vanmarcke non dovrà essere operato al ginocchio. Il belga della Blanco Pro Cycling, caduto ieri banalmente durante il trasferimento verso il chilometro 0 della quinta tappa della Tirreno-Adriatico, la Ortona-Chieti, aveva battuto malamente il ginocchio. La rotula si era gonfiata subito vistosamente e si temeva che un'operazione potesse mettere a repentaglio la campagna del Nord del belga. Vanmarcke ha solamente bisogno di una settimana di pieno recupero per ristabilirsi.
Dopo la seconda prova World Tour, la Parigi-Nizza vinta da Richie Porte, è lo stesso australiano a portarsi in testa alla massima serie del ciclismo. Porte supera Slagter mentre Talansky si porta in terza posizione. Questa la classifica individuale all'11 marzo:
Prenderà il via alle 13.40 il primo corridore che da Nizza affronterà i 9.6 km che portano al Col d'Èze. Rick Flens della Blanco, ultimo in classifica generale, aprirà le danze mentre la lotta per la maglia gialla sarà ristretta a Porte (che la detiene e parte per ultimo alle 16.25), Talansky (16.23) e difficilmente Chavanel (16.21) e Westra (16.19). Attenzione a Diego Ulissi, che scatterà alle 16.09 e lotterà non tanto per il successo di giornata quanto per mantenere (e, se possibile, incrementare) la nona posizione in classifica.
1 13:40:00 FLENS Rick BLA
La tappa regina della Parigi-Nizza, 176 km da Châteauneuf-du-Pape all'arrivo in salita de La Montagne de Lure, va a Richie Porte, che con una bella azione negli ultimi due chilometri di salita strappa la maglia gialla a Talansky. Subito dopo 14 km va via la fuga con Jens Voigt che si porta dietro Cyril Lemoine, Paolo Longo Borghini e Thierry Hupond. I quattro raggiungono un vantaggio massimo al km 80, con un margine di 6'35" sul gruppo. Man mano che l'ascesa finale s'avvicina il gap decresce ed i quattro arrivano all'inizio de La Montagne de Lure con 1'35" sul plotone.
Sarà una Parigi-Nizza, quella che prenderà il via domani con il cronoprologo di 2.9 km a Houilles, divisa come al solito in due parti: la prima dedicata alle ruote veloci ed a qualche colpo di mano, la seconda con tappe mosse, montuose, e l'epilogo con la cronoscalata al Col d'Èze. Sette tappe con i più importanti protagonisti della scena ciclistica mondiale, a partire dall'iridato Philippe Gilbert per continuare con Tom Boonen e Marcel Kittel, passando per gli olandesi Gesink, Kelderman e Kruijswijk.
È Moreno Moser il vincitore della settima edizione della Strade Bianche, primo italiano a trionfare in questa corsa. Gara vissuta sulla fuga di Ermeti, Saramotins, Belkov e Schär (lui il promotore dell'azione dopo 23 km). Sullo sterrato di Monte Sante Marie, mentre Paolini cade e si ritira, Juan Antonio Flecha allunga sul gruppo e si porta in caccia: a 19 km dall'arrivo è però dura andarli a prendere, anche perché il gruppo si fa sotto. Scatta Moreno Moser e si porta dietro Flecha, che però cede sullo strappo finale.
Sullo sterrato di San Giorgio (poco prima caduta di Garzelli, con Failli ad attenderlo: fuori dai giochi i due), con rampe molto impegnative (13 km all'arrivo), sempre Ermeti, Saramotins, Schär e Belkov in testa con 1'13" sul plotone. In gruppo ci sono ancora una sessantina di corridori, tra cui Sagan e Cancellara; lavorano Astana e Movistar, Flecha è stato ripreso nel tratto più impegnativo dello strappo sterrato. A 17 km dall'arrivo si muove Moreno Moser e Flecha, appena ripreso, prova ad andargli dietro.
Dopo lo sterrato di Monte Sante Marie (sterrato numero 5, 44 km al traguardo) Ermeti, Saramotins, Schär e Belkov in testa con 3'52" sul gruppo in forte rimonta. Sugli 11 km dello sterrato, buona parte dei quali in salita, il plotone esplode e si spezza in più tronconi (tirano Radioshack e Cannondale). Numerose anche le cadute e le forature (Pietropolli, Pellizotti e Dall'Antonia tra le vittime). Luca Paolini, vincitore della het Nieuwsblad sabato scorso, cade ed è costretto ad alzare bandiera bianca.