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Campionati Europei Under 23 WE: Che bel bronzo, Longo Borghini! - Cronometro: l'oro va alla Van der Breggen

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Anna Van der Breggen sul gradino più alto del podio tra Mieke Kröger ed Elisa Longo Borghini nella crono degli Europei 2012 © Sengers Ladies Cycling Team

Di bene in meglio, dall'ingresso in punta di piedi nel mondo delle Élite ai Mondiali di Copenhagen corsi come una veterana, dal secondo posto agli italiani a crono a questo bronzo europeo sempre contro il tempo. Elisa Longo Borghini fa passi da gigante e non ha la minima intenzione di fermarsi. Un anno e mezzo fa le cronometro quasi non le correva, poi con il suo preparatore Paolo Slongo s'è adattata, s'è testata, ha capito che in una gara a tappe le lancette, se non sono fondamentali, fanno comunque tanto. Con il motore che si ritrova l'atleta ornavassese non ci ha messo molto per levarsi delle grandi soddisfazioni e la striscia prosegue anche in quel di Goes, Olanda, terra battuta dal sole e dal vento.

Non va sul gradino più alto del podio, Elisa, ma solo perché si trova davanti un paio di atlete altamente specializzate ed abituate a correre (e vincere) le cronometro. Anna Van der Breggen, ottime prestazioni in questo 2012, tra cui la vittoria al Tour de Bretagne (con relativa crono) e la cronometro del Tour en Limousin, in cui è stata superiore solo alla connazionale Marianne Vos. Non certo prestazioni di cui non tener conto. Questa classe '90 è l'unica che nei 24.9 km attorno a Goes scende sotto il muro dei 33', facendo segnare un 32'31" che le regala uno splendido e meritatissimo oro.

Una prestazione al di sopra di tutte le altre contendenti, cui solo la tedesca Mieke Kröger ed appunto Elisa Longo Borghini sanno avvicinarsi, con un distacco che si registra rispettivamente in 51" ed in 54". Le altre sono tutte ad oltre un minuto dalla Van der Breggen, a partire da Thalita De Jong, gioiellino classe '93 della Rabobank, molto brava sul passo (diverse le vittorie nelle cronometro da Junior) e data tra le favorite per la gara di oggi. Per la De Jong medaglia di legno a 1'05" dalla connazionale più esperta di ben tre anni, che non è poco. Avrà tempo e modo di rifarsi.

Seguono due classe '90, l'ucraina Ivanna Borovichenko (a 1'28") e la belga Jessie Daams, che all'ultima tappa del Thüringen ha trovato la prima vittoria da Élite e qui porta a casa un sesto posto davvero incoraggiante per il futuro. Deludono invece le francesi: e se Aude Biannic con il suo settimo posto era preventivabile e si può accettare, non è possibile dire lo stesso per la Campionessa continentale uscente della specialità, Mélodie Lesueur. Non troppo brillante in questa stagione, la Lesueur si piazza solamente decima a ben 2'01" da una Van der Breggen che comunque è andata fortissimo (la media dell'olandese sarà di 46 km/h). Tra le due transalpine un paio di lituane, Aleksandra Sosenko e Katazyna Sosna, occupano l'ottava e la nona posizione. Non bene anche la russa Larisa Pankova, nel 2011 seconda, oggi dieci posizioni più arretrata, a 2'13" dalla vincitrice.

Le altre italiane non sono lontane ma nemmeno vicinissime: Rossella Ratto, che nel 2011 tra le Juniores aveva vinto l'Europeo su strada ed a crono, segnando un fantastico double, è solo 14a a 2'24". Diciottesima piazza invece per Beatrice Bartelloni, a 2'52". Insomma, la Longo Borghini salva la baracca azzurra, andando a conquistare una medaglia europea che nelle crono non giungeva dal lontano 2006: si correva a Valkenburg - che combinazione, ancora Olanda - e fu Tatiana Guderzo a vincere l'argento dietro a Linda Villumsen. La stessa Guderzo che nella gara in linea avrebbe colto un altro argento, stavolta alle spalle di Marianne Vos. Proprio la stessa Guderzo che otto giorni fa s'è piazzata quart'ultima nella prova olimpica contro il tempo (e con la Cantele terz'ultima, entrambe a più di quattro minuti dall'oro di Kristin Armstrong), lanciando un clamoroso ma non certo inaspettato SOS: l'Italia ha bisogno di cronowomen (e di cronomen, ovviamente).

Se non possiamo dire che la prestazione di Elisa Longo Borghini estirpi il problema della carenza di attrici del cronometro, di certo dà un pizzico di serenità in più a chi deve forgiare le cronowomen del futuro, oltre a conferire consapevolezza al team azzurro: abbiamo una ragazza che nelle gare contro il tempo ha messo le ali ed in un futuro è pronta a volare sui gradini del podio che oggi non è riuscita a raggiungere.

Domani, giusto per dare un'occhiata a ciò che ci riservano il futuro e le lancette, alle 10 scenderanno in pista le Juniores sulla distanza di 14.8 km (oggi i maschi della stessa categoria hanno visto vincere il danese Mathias Krigbaum sull'irlandese Ryan Mullen e sullo sloveno Matej Mohoric. Solo settimo il primo italiano, Giacomo Peroni), con Stella Riverditi, Ilaria Sanguineti e Sara Romanin che potrebbero centrare il bersaglio grosso. Nel pomeriggio toccherà agli Under 23, con Massimo Coledan, Davide Martinelli e Diego Florio che cercheranno un buon risultato sui 24.9 km attorno a Goes.

Nessuna medaglia è assicurata, questo è certo, ma se vale il detto che chi ben comincia è a metà dell'opera possiamo tranquillamente affermare che questo bronzo targato Elisa Longo Borghini ci porta a guardare serenamente al futuro immediato, ma non solo a quello.

Francesco Sulas

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