MILANO - SANREMO
ALTIMETRIA, SCHEDA TECNICA E STARTING LIST
Una grande firma è quella impressa da Mark Cavendish (High Road) sull'edizione del Centenario della Milano-Sanremo. Il britannico ha conquistato la Classicissima alla prima partecipazione, confezionando un vero e proprio capolavoro sul lungomare Calvino, al termine di una gara poco selettiva e piuttosto deludente.
Si parte alle 9.40 e la notizia è la defezione dell'ultim'ora di Mirco Lorenzetto, uomo di punta della Lampre-NGC orfana di Ballan. Chi c'è ma è costretto ad abbandonare presto è Stuart O' Grady (Saxo Bank), vittima di una caduta al km 28: si assottiglia ulteriormente lo spessore tecnico del team di Riis, privo del vincitore 2008 Cancellara e di Frank Schleck.
La "tradizionale" fuga della prima ora giunge in realtà solo dopo 90 km di gara ed è un'azione di undici corridori: Sebastian Lang (Silence-Lotto), Bernhard Eisel (Team Columbia), Giampaolo Cheula (Barloworld), Thomas Bertolini (Diquigiovanni), Mikhail Ignatiev (Katusha), Yuriy Krivtsov (Ag2r), Sébastien Turgot (Bouygues Telecom), Christophe Le Mevel (Francaise des Jeux), Maxim Belkov (ISD), Kasper Klostergaard (Saxo Bank) e Maarten Tjallingii (Rabobank). Il gruppo, guidato da LPR, Cervélo e Quick-Step, marca però un'andatura elevatissima, complice il vento a favore, e contiene il distacco entro i 5'.
Entra successivamente in gioco l'Astana, che riduce a meno di 2' il distacco del gruppo-velocisti dalla testa della corsa, quando ci si trova in prossimità della salita delle Manie. La fuga viene tenuta facilmente a bada, il gruppo continua a procedere rapido e senza scossoni, neppure sulle Manie, che vedono tutti i favoriti passare indenni, a differenza di quanto avvenuto nel 2008 grazie al forcing organizzato dalla Lampre.
Per avere un po' di movimento bisogna attendere la salita di Costa Rainera, più nota come Cipressa: come da attese, pur tardivamente, è la Diquigiovanni ad andare all'attacco: nello specifico è il vincitore della Tirreno-Adriatico Scarponi a prendere l'iniziativa, con una progressione che allunga il gruppo e vede Garzelli (Acqua&Sapone), Egoi Martínez (Euskaltel), Nibali (Liquigas), Andy Schleck (Saxo) e Sylvain Chavanel (Quick-Step) molto reattivi. Il frazionamento è però effimero e la maggior parte dei velocisti rientra piuttosto agevolmente nel corso della discesa e nel tratto di pianura che anticipa il Poggio.
L'ultima salita viene affrontata anch'essa senza particolari scossoni, con Sylvain Chavanel (Quick Step) a dettare un ritmo tale da scoraggiare gli attacchi. È Rebellin (Diquigiovanni) a provarci comunque, scattando ai 650 metri dallo scollinamento, inseguito da Garzelli, Nibali - che resta passivo a ruota - Egoi Martínez e Pozzato (Katusha). Il vicentino prova ad allungare ulteriormente, portandosi appresso lo stesso Rebellin e ancora Nibali in versione stopper di lusso, mentre il francese Mondory (Ag2R) tentava l'aggancio.
Ma questa volta più che altre non c'era spazio per attacchi efficaci e il gruppo di testa si ricompone, forte di una sessantina di unità. Registrato un effimero allungo di Luis León Sánchez con poco meno di 2 km da percorrere, lo snodo è rappresentato dal tentativo della LPR di organizzare un mini-treno per Petacchi: all'ottimo Bernucci si aggiunge Pietropolli, mentre Di Luca rimane un po' troppo passivo. È però un maiuscolo Hincapie (High Road) a portarsi in testa, mentre Petacchi resta solo, anzi con la scomoda compagnia di Cavendish e Bennati alla ruota.
Intanto rinvengono dalle retrovie il neozelandese Julian Dean (Garmin) e la coppia Cervélo Hushovd-Haussler. Proprio il velocista tedesco parte con una splendida progressione ai 300 metri, con Hushovd che, incapace di seguirlo, decide di "fare il buco" al compagno di team. Il fattore sorpresa risulta efficace, ma l'unico ad avere la prontezza di reagire è anche il velocista più forte del pianeta: Mark Cavendish. Il britannico segue la sparata di Haussler con una volata di pari potenza, superando il corridore della Cervélo solo al fotofinish. 3° finisce Hushovd, 4° Allan Davis (Quick Step), mentre gli altri velocisti di grido deludono: 5° Petacchi, 6° Bennati, 15esimo Boonen, al pari di Pozzato (22esimo) e a differenza dei sorprendenti Galdos (Euskaltel, 7°) e Rossi (Flaminia, 8°) e il positivo Paolini (Acqua&Sapone, 9°).
S.R.