Garzelli vola: «Giro, a me» - Intervista con la maglia rosa 2000
A quasi 29 anni ci si può sentire sicuri come non mai, maturi e pronti a dimenticare definitivamente dubbi e timori, pronti a raccogliere ogni genere di sfida, pronti ad affrontare con la massima serenità ogni avversario. Se poi l'obiettivo è quello di vincere un Giro d'Italia, la determinazione è ancora più grande, la sicurezza nei propri mezzi necessariamente più forte.
Stefano Garzelli queste cose le sa bene, del resto è uno dei pochi in gruppo a potersi già fregiare di una vittoria nella corsa rosa. Una vittoria ottenuta nel 2000 dopo un appassionante testa a testa con Francesco Casagrande.
«Non sono mai stato così bene alla vigilia del Giro d'Italia, è logico che io parta per vincerlo. Sono in buone condizioni (si è visto a Larciano, ndr) e sono soddisfatto di quanto ho fatto finora».
«Più che altro direi tensione: si arriva al momento della resa dei conti, in cui tutto il lavoro fatto in precedenza deve trovare un senso. E questo discorso vale doppiamente per chi, come me, è tra i favoriti. Malgrado tutto, però, cerco di restare il più sereno possibile».
«E sarà una bella sfacchinata. Troppi trasferimenti per noi corridori saranno un avversario in più da affrontare. Ma si tratta comunque di una novità, e quindi aspettiamo di vedere quello che succede prima di giudicarla negativamente».
«Direi che in prima fila ci sono Simoni, Casagrande e Frigo, li rispetto allo stesso modo».
«Diciamo che spero che siano loro a mettersi alla mia ruota... Comunque in montagna seguirò con attenzione le mosse di Simoni e Casagrande, anche se in un'ottica generale credo che Frigo sia il più completo di tutti».
«In salita sicuramente su Noè e sull'australiano Evans. In pianura avrò al mio fianco gente come Fornaciari e Bramati; ma la nostra squadra è veramente completa e temibile, e non dimenticate la presenza di Nardello e di un certo Bettini tra le nostre fila».
«Mi sento meglio rispetto al passato, so di essere più forte del 2000, quando vinsi: ho più esperienza e sono maturato fisicamente».
«Dopo il Giro, dipende da come starò».
«Dico solo che non è bello ricevere certe notizie a sei giorni dal Giro: non entro nel merito della vicenda, ma critico questi metodi. La Procura antidoping poteva presentare le sue richieste in un momento diverso. Certo che se questa squalifica dovesse arrivare, penso proprio che Marco mollerebbe definitivamente le corse».