Bronzini regina anche su pista - A Giorgia la Coppa del Mondo di corsa a punti, Frisoni 2a nel keirin
Versione stampabileLa quinta e ultima prova di Coppa del Mondo, svoltasi questo fine settimana in Danimarca, ha consegnato nelle mani di Giorgia Bronzini la vittoria della classifica finale di corsa a punti.
Ottima la gestione di corsa per la squadra azzurra: nelle due batterie di qualificazione, Marta Tagliaferro ottiene un secondo posto vincendo l'ultimo sprint e Giorgia Bronzini, con due piazzamenti, ottiene facilmente l'accesso alla finale. Qui, mentre la piacentina va a caccia di punti preziosi, Marta Tagliaferro le copre le spalle, entrando nella fuga decisiva della corsa e impedendo alle avversarie di mettere in pericolo la leadership della compagna nella classifica finale. Il capolavoro si conclude con l'ultima volata: vittoria a Giorgia, e la maglia bianca della UCI World Cup 2008-2009 di specialità è sua.
Grande soddisfazione per lei, dunque, che apre la stagione mettendo a segno vittorie importanti (due tappe su tre al Ladies Tour of Qatar solo tre giorni prima) ad un mese dal Campionato del Mondo. Lì dovrà vedersela, tra le altre, con Marianne Vos, grande assente di questa stagione invernale su pista.
Ma non sono finite qui le buone notizie... La nostra velocista Elisa Frisoni, dopo il 15° posto nel torneo della velocità, vinto dall'iridata Victoria Pedleton, conquista il 7° posto nei 500m da fermo e chiude la trasferta con una brillante prestazione nel torneo del keirin: seconda dietro la francese Clara Sanchez. Questo piazzamento le ha consentito di guadagnare il terzo posto nella classifica finale di specialità.
Secondo noi è degna di nota la presenza della giovanissima velocista tedesca, Kristina Vogel, classe 1990, alla sua prima esperienza "tra le grandi": il piccolo fenomeno chiude al 2° posto la prova della velocità a squadre corsa con la connazionale Miriam Welte, al 5° il torneo della velocità (battendo per altro la cinese Shuang Guo, vice campionessa del mondo di specialità) e al 6° quello dei 500m da fermo. Tutto ciò non può che essere una conferma del suo grande talento mostrato già da Junior, quando vinse ben sei titoli iridati (tre al primo anno: velocità individuale e a squadre e 500m da fermo, e tre al secondo anno: velocità individuale, keirin e 500m da fermo). Sicuramente la tedesca sarà protagonista nelle prossime stagioni, quando, alla forza fisica, si unirà l'esperienza maturata nelle competizioni a livello professionistico.
Ha risentito invece dell'inseperienza la nostra giovane e promettente Valentina Scandolara, anche lei classe 1990, che, alla sua prima partecipazione alla Coppa del Mondo, ha concluso al 18° posto la finale dello scratch, dopo essersi piazzata dodicesima nella sua batteria di qualificazione. A lei va comunque il merito di essersi guadagnata la convocazione, dimostrando di essere già in buona condizione fisica. Sicuramente Valentina avrà modo di mettersi in luce nell'immediato futuro, e siamo certi che già quest'anno ci regalerà emozioni forti.
Non si può che essere soddisfatti, dunque, per quanto riguarda il bilancio finale di questa Coppa del Mondo.
Tuttavia, questa è stata l'ennesima dimostrazione che non sono i talenti a mancare, all'Italia, per ottenere risultati su pista. Le discipline di resistenza sono quelle in cui soffriamo di meno, ed è dovuto al fatto che i nostri atleti riescono a prepararsi senza aver necessariamente bisogno di un velodromo. Al contrario, le discipline veloci richiedono allenamenti necessariamente in pista e in palestra, quindi durante la stagione invernale la nostra Nazionale è costretta ad emigrare verso altri Paesi, provvisti delle strutture idonee.
A dover cambiare è soprattutto la mentalità - a nostro modo di vedere - ottusa di chi crede ancora che la pista sia solo un contorno, un contentino per chi su strada non riesce ad emergere. In realtà le cose non stanno proprio così.
I Centri di Avviamento alla pista sono 33 sparsi su tutto il territorio italiano. Tuttavia, quelli che veramente preparano e forniscono atleti in grado di competere a livello internazionale si contano sulle dita di una mano. Sono questi i Centri che la Federazione dovrebbe incentivare a continuare nel proprio lavoro, riconoscendone i meriti.
C'è da dire che le nuove manifestazioni seigiornistiche (la Sei Giorni di Milano e la Sei Giorni di Cremona che si sono affiancate alla Sei Giorni delle Rose) stanno dando nuovo slancio e visibilità al circuito di gare sul tondino, ma questo è solo il primo passo. Il percorso per riportare agli antichi splendori i risultati dell'Italia in tutte le discipline è lungo, ma non è certo impossibile. Basta crederci davvero.