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Trofeo Ses Salines 2014: Modolo non fa più prigionieri - Anche Horner al suo servizio, piegati Swift e Meersman

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Per Sacha Modolo seconda vittoria in due giorni alla Challenge di Maiorca © BettiniphotoSe il Trofeo Palma di ieri con i suoi 116 km pianeggianti in circuito si poteva considerare poco più di una kermesse, lo stesso non si può dire per il Trofeo Ses Salines di oggi: nonostante chilometraggio maggiore (183 km), un tracciato e un finale più movimentato dal punto di vista altimetrico e soprattutto l'insidia portata dal vento, il risultato non è cambiato ed il primo a tagliare il traguardo è stato di nuovo Sacha Modolo.

In questo inizio di stagione il neoacquisto della Lampre-Merida è veramente in forma smagliante e lo stesso vale anche per tutta la squadra che con quattro successi in meno di un mese è partita con un passo decisamente migliore rispetto agli ultimi due anni: è vero che adesso Modolo e tutto il team dovranno mantenere questa forma anche nelle corse più importanti, ma di sicuro la strada è quella giusta e tutto l'ambiente potrà arrivare ai grandi appuntamenti con il morale alto ed una maggiore tranquillità per aver già ottenuto buoni risultati. Dopo aver fatto vedere che in volata è pronto, adesso Modolo dovrà testarsi anche in salita per capire con quali ambizioni potrà schierarsi al via di una corsa come la Milano-Sanremo in cui è stato 4° da neoprofessionista ma che sarà un'incognita per tutti con il nuovo tracciato.

La fuga di giornata è nata già dopo appena 9 km su impulso di Bjorn Thurau e Jan Barta: il tedesco dell'Europcar ed il ceco del Team NetApp sono stati i primi ad attaccare ma dopo qualche chilometro sono stati raggiunti anche da Illart Zuazubiskar (Euskadi), Pablo Torres (Burgos BH), Emanuel Piaskowy (Active Jet), Coen Vermeltfoort (De Rijke) e Antonio Molina (Caja Rural). Questi sette battistrada hanno approfittato di un paio di salitelle di quarta categoria per scavare un margine di vantaggio sul gruppo di quasi dieci minuti intorno al chilometro 65 di gara.

La situazione di corsa è rimasta abbastanza stabile fino al chilometro 110 quando la Omega Pharma-Quick Step, ispirata dalle azioni dei suoi uomini in Qatar, ha preso con decisione la testa del gruppo e con una tirata violenta è riuscita a farlo esplodere con due o tre ventagli: nella prima parte addirittura erano rimasti soli 13 uomini tra cui ben 8 dell'Omega Pharma (con il nostro Trentin). Le uniche altre formazioni rappresentate in questo gruppo erano la Movistar con 3 corridori e Orica e Lotto con un uomo a testa: la prima squadra a reagire è stata quindi la Sky ma per ricucire definitivamente il gap è stato decisivo l'intervento anche della solita Lampre che una volta di più ha dimostrato grande compattezza.

A seguito di questa sfuriata il gruppo ha condotto più tranquillamente l'inseguimento a Bjorn Thurau che nel frattempo era rimasto da solo in testa: l'azione del corridore dell'Europcar s'è esaurita solamente sull'ultima salitella, il Coll de Santanyí, anche per via di un contrattacco di cinque corridori tra cui i nostri Paolo Tiralongo e Cesare Benedetti. Dal gran premio della montagna all'arrivo c'erano solo 6900 metri in cui i treni hanno ricompattato il gruppo e preparato a gran velocità lo sprint finale in leggera salita. Addirittura tra gli uomini che si sono messi a disposizione di Modolo nel finale c'è stato anche Chris Horner, al debutto in maglia blu-fucsia: l'americano ha fatto il suo lavoro negli ultimi chilometri e poi s'è fatto sfilare tagliando il traguardo a 52".

Il plotone è arrivato molto allungato al finale e questa volta il successo di Sacha Modolo è stato netto, più di una bici di vantaggio su Ben Swift, rientrante dopo un'operazione alla spalla in inverno, e Gianni Meersman che ha completato il podio in terza posizione. Buono il quarto posto del nostro Matteo Trentin mentre tra gli italiani si segnalano anche il 10° posto di Kristian Sbaragli, l'11° di Andre Peron ed il 14° di Davide Viganò. Domani la Challenge di Maiorca prosegue con il Trofeo Deià-Serra de Tramuntana, prova altimetricamente più difficile delle prime due: 152 i km della gara, e il lungo Col de Puig Major a caratterizzarne le fasi conclusive (il Gpm è a circa 20 km dalla conclusione).

Sebastiano Cipriani

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