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Classica Città di Padova 2012: Spunta la Small, una gran sorpresa - Anticipa il gruppo ma Simona Frapporti è a 3". Baccaille terza

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La statunitense Carmen Small precede Simona Frapporti sul traguardo della Classica Città di Padova © Ufficio stampa della corsadal nostro inviato

Doveva essere la giornata dei Campioni del Mondo: Mark Cavendish impegnato a Sanremo e Giorgia Bronzini alla classica Città di Padova, entrambi dotati di un'occasione d'oro per sfoggiare un importante successo in maglia iridata. Se al primo è andata malissimo, la seconda non può dire di tornare a casa soddisfatta da Padova: su un circuito piatto come un biliardo nel quale l'arrivo allo sprint sembrava l'unica soluzione attendibile l'americana che non ti aspetti, Carmen Small, è riuscita a vincere con un'azione in contropiede, battendo una brava Simona Frapporti ed il gruppo capitanato da Monia Baccaille.

La cronaca della gara: una giornata serena saluta le atlete al via dal Caffè Pedrocchi, punto di ritrovo storico del centro di Padova. Per alcune atlete la corsa finisce ancor prima di cominciare: le croate del CT Sloga Varazdin si presentano solamente in tre al via, sotto il numero legale, e il commissario UCI non permette loro di partire.  

Dopo un breve tratto di trasferimento le atlete si immettono nel circuito con arrivo a Camin di Padova che ripeteranno 9 volte. Come dicevamo prima, il circuito è piatto come un biliardo e la velocità tocca punte elevate già nei primi giri: 45 km/h di media finale e già 43 dopo il primo giro. Nessun'atleta riesce infatti a sganciarsi dal gruppo nelle prime tornate: la MCipollini sembra intenzionata a far andar via una fuga a tutti i costi e tenta di far sganciare Valentina Carretta e Marta Tagliaferro, invano. Dunque nei primi giri le uniche emozioni sono i traguardi volanti, con la Van Dijk (Specialized-Lululemon) che si aggiudica il primo e la Burchenkova (Michela Fanini) che va a prendersi il secondo proprio davanti alla Small. L'andatura è talmente elevata che le atlete non riescono neanche ad esprimersi in un vero sprint ma più in degli allunghi.

Al quinto giro è ancora la Tagliaferro a provarci, al termine del sesto allunga Marta Bastianelli ma non prende più di 10". Poco dopo va via un'azione ancora più articolata, con la Carretta, Giuseppina Grassi (Faren-Honda), Evelyn Stevens (Specialized-Lululemon), Inga Cilvinaite (Diadora-Pasta Zara), Sari Saarelainen (Forno D'Asolo) ed Aleksandra Sosenko (Vaiano) ma anche per queste atlete non c'è spazio. Sono soprattutto GreenEDGE, Usa, Specialized e Diadora, quando le loro componenti non si inseriscono, a tirare per non far andar via queste fughe. 

Al terz'ultimo giro la MCipollini prova a giocare anche la carta Elena Valentini, alla quale segue un tentativo di Hanka Kupfernagel, da quest'anno tra le fila della RusVelo. Niente, tutto sembra portare all'arrivo allo sprint quando un tentativo della Burchenkova cambia ogni cosa.

Mancano 30 km all'arrivo quando da un allungo della russa, da quest'anno alla Michela Fanini parte l'azione che deciderà la gara: van via atlete importanti, quali la Arndt (GreenEDGE), la Johansson (Hitec) e la Worrack (Specialized-Lululemon), ma ci sono anche la polacca Jasinska (MCipollini), seconda a Vaiano, la campionessa nazionale belga Evelyn Arys, la Small, la Cilvinaite e tre italiane: Presente anche la giovane vicentina Francesca Cauz (Fassa Bortolo), Simona Frapporti (Be Pink) e sopratutto Monia Bacaille, già vincitrice di un'edizione del Città di Padova.

Il successo di quest'azione non sta solo nella presenza di atlete fortissime, o nel fatto che ben 11 squadre, tra le più forti, vi sono rappresentate: l'andatura tenuta per tutta la gara dal gruppo fa sì che avvenga un momento di rilassamento totale, che permette all'azione di transitare dal traguardo con già 30" di margine, quando mancano 2 giri al termine.

La reazione avviene poco dopo ed è la Diadora della Campionessa del Mondo a tirare, nonostante la presenza di una sua atleta nella fuga: la Bronzini vuole assolutamente il primo successo stagionale. Le sue compagne alla frusta riescono a far sì che il margine divenga solo di 10" all'ultimo passaggio. Ma il ricongiungimento non avviene e a metà dell'ultimo giro, sono la Small e la Frapporti ad evadere, per l'azione buona. Small che riesce a forzare di nuovo l'andatura negli ultimi 2 km, a staccare la Frapporti ed arrivare in solitaria, con la bresciana seconda ed il gruppo, alle spalle, che riprende le altre e sprinta: la Baccaille riesce comunque a precedere la Bronzini in rimonta nella volata di gruppo. 5a la Guarischi (Fassa Bortolo), poi Johansson, Bras, Martisova, solo 9a la Hosking mentre la Arndt, 10a, chiude la top ten.

Per Carmen Small, 32enne proveniente dal Colorado e laureata in matematica, è il successo più prestigioso della carriera: l'atleta, che ha anche militato nei primi mesi del 2009 per la Michela Fanini, ha raccolto punti preziosi per gli Usa in vista delle Olimpiadi, per le quali sperano di scalzare l'Italia per ottenere un posto in più. Posto che potrebbe andare proprio alla Small, presente nella preselezione americana. 

Bella prova per Simona Frapporti, già in mostra in Belgio in questo inizio di stagione (7a nella Omloop van het Hageland): la giovane campionessa italiana su pista sembra aver trovato la sua dimensione su strada e anche lei potrebbe essere considerata in vista di Londra. Non delude nè entusiasma l'iridata Giorgia Bronzini ma il suo appuntamento con la vittoria per quest'anno è solo rimandato.

Per quanto riguarda la manifestazione, il tempo ci dirà se la sua nuova collocazione in concomitanza con la Sanremo farà bene o male. Non si può parlare di enorme successo di pubblico, ma questo certo non dipende dall'organizzazione, quanto dalla popolarità del ciclismo femminile. Un plauso va fatto agli organizzatori per il parco atlete di tutto rispetto che sono riusciti a raccogliere, con la presenza di diverse campionesse del mondo e olimpiche e un ordine d'arrivo di tutto rispetto; speriamo che la sfida venga raccolta di nuovo anche nel 2013 e con successo.

Nicola Stufano

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