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Il weekend di Stybar - Zdenek si ripete nel Superprestige

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La morale di questo weekend fiammingo può essere riassunta nella considerazione, forse banale ma esplicativa dei fatti, che non conviene mai portare allo sprint Zdenek Stybar. Il ceco infatti bissa il successo di sabato ad Hasselt imponendosi, sempre in una volata ristretta, anche ad Hamme-Zogge, quarta prova del Superprestige.
Il circuito, va detto, non è dei più adatti a fare selezione: breve, tecnico, a tratti spettacolare (per le sue collinette e gli ostacoli artificiali), non può certamente essere definito duro. Pure il fango, causa la bella giornata che solo verso il finale ospiterà qualche ininfluente goccia di pioggia, è presente in minima parte e in nessun modo influirà sulle prestazioni degli atleti, abituati a fondi ben più sconnessi e insidiosi. Chi ricorda la gara dello scorso anno, disputata sotto una tormenta di neve che costringeva i corridori a massaggi in corsa per riattivare la circolazione, senza contare le scivolate e la difficoltà a guidare il mezzo, stavolta si trova di fronte a tutt'altro scenario.
Al via i migliori riescono a mantenere più o meno le loro posizioni, compreso il nostro Franzoi, fresco di firma per la BKCP di Albert, della quale difenderà i colori dal prossimo primo gennaio. In testa guida la fila Vantornout, in un'immagine che si ripeterà spesso nel corso della gara. Il primo allungo deciso è però del campione del mondo, alla ricerca fin da subito di una corsa dura, forse scottato dalla sconfitta in volata di Hasselt. Ma lo stesso Vantornout, Pauwels e Stybar gli sono immediatamente sotto, e per un attimo sembra di rivedere una replica della gara di sabato.
Al secondo giro (dei dodici in programma) Albert forza ancora, e stavolta solo Vantornout resiste, almeno in prima battuta. Presto infatti in testa si forma un gruppetto comprendente anche Nys, Stybar, Pauwels e De Knegt, mentre Franzoi guida il plotoncino inseguitore staccato di una dozzina di secondi.
I sei continuano senza particolari sussulti, con qualche timido tentativo di allungo ad opera di Nys e Stybar, ma la marcatura è stretta, e così non solo quelli davanti non si frazionano, ma da dietro rinvengono pure Aernouts, Simunek, Verstraeten e Sven Vanthourenhout. Franzoi purtroppo perde il treno buono e resta a inseguire insieme a Vervecken, Peeters e Dieter Vanthourenhout, staccati di pochi secondi ma ormai tagliati fuori dalla lotta per la vittoria.
A metà gara Vantornout è autore di un attacco deciso, con cui porta via Nys e Stybar. Albert cede qualche secondo e i tre, con l'iridato attardato, collaborano per aumentare il gap. Ma il giovane fenomeno belga reagisce di forza, riportando sotto anche Pauwels, e il successivo rallentamento permette al gruppo di testa di tornare a essere formato da dieci unità.
Vantornout continua a provare, dando l'impressione di essere quello che oggi ne ha più di tutti. Ma la selezione non c'è, e bisogna affidarsi a eventi casuali, come quando Aernouts sbanda un poco in salita, spezzando il due il plotoncino di testa. Ma con Stybar dietro l'unità presto si riforma, e la situazione di stallo prosegue. Si va avanti col gruppetto che si allunga e si ricompone, a fisarmonica, a seconda del ritmo imposto dai big. Albert tenta addirittura un attacco in contropiede nel tratto in asfalto, come fosse un finisseur in una gara su strada. Intanto più dietro si avvicina Rob Peeters, e pure Franzoi e Vervecken non paiono troppo lontani.
Ma è ai tre-quarti di corsa che Albert piazza l'affondo che fa davvero male. Gli resistono infatti solo Nys e Stybar, mentre Vantornout rimane attardato di alcuni metri, pur riuscendo a riagganciarsi al primo rallentamento. Mancano tre giri al traguardo e la vittoria è ormai un affare fra i quattro davanti. Il gruppo inseguitore - nel quale è rientrato Franzoi - rimarrà sempre a una ventina di secondi, ma è chiaro che dietro ormai si lotta solo per le posizioni di rincalzo. Il suddetto gruppo inseguitore nel frattempo si è fatto ancora più nutrito, quasi a far invidia a una corsa su strada, e insieme procederà fino alla volata finale per il quinto posto.
Ma torniamo davanti, dove Vantornout - consapevole di non possedere la sparata degli altri tre - seguita a tenere un ritmo elevato sperando di fiaccare la resistenza dei suoi avversari. Stybar cede qualche metro a ogni allungo ma appare sornione e lucido, così non si capisce se paghi qualcosa alla fatica o sia talmente sicuro di sé da lasciar sfogare gli altri. L'opzione giusta è la seconda, come diventa chiaro all'inizio dell'ultimo giro, quando il ceco si piazza in testa a scandire un ritmo infernale, che finisce per mettere in difficoltà nientemeno che Albert. Coll'iridato in lieve crisi, è Nys a non voler essere da meno di Stybar, e così contrattacca di pura potenza. Per qualche secondo il campione nazionale belga sembra potercela fare a involarsi solitario verso il traguardo, ma Stybar e pure Vantornout stringono i denti e si riportano sotto. È il belga meno quotato a cercare l'ultimo ennesimo allungo nel finale, ma per lui niente da fare. Allo sprint non c'è storia, Nys prova a uscire dalla ruota di Stybar ma il vento contrario lo ricaccia indietro, e il ceco vince di due biciclette. Vantornout chiude il podio mentre Albert giunge quarto a una manciata di secondi. Più staccato il gruppo inseguitore, regolato da Sven Vanthourenhout su Vervecken, Simunek, Aernouts, Pauwels, Verstraeten e Franzoi, che chiude undicesimo.
In classifica generale ora troviamo Albert e Nys in testa alla pari, mentre Stybar è staccato di un solo punto. E domenica prossima la sfida continua nell'unica prova del Superprestige che non si corre nelle Fiandre, ma a Gieten, in Olanda.


Gianluca Colloca



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