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Il CAntòn basco - Terzo Cunego. Delfinato a Valverde | Cicloweb

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Il CAntòn basco - Terzo Cunego. Delfinato a Valverde

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In questo Giro di Svizzera infarcito di difficoltà, oggi ci doveva essere il primo esame per i big, e così è stato. Alla fine l'ha spuntata un ragazzo basco, molto forte in salita, che, gestendosi ottimamente lungo l'ascesa finale, ha azzeccato il momento giusto per fare il vuoto e ha messo in fila gran parte dei pretendenti a questa corsa elvetica, Igor Antón. Pretendenti che, da domani in avanti, non potranno fare a meno di tenerlo in conto per la vittoria finale.
La corsa ha offerto tutti i suoi spunti tecnici negli ultimi 11 km, mentre i precedenti 186 avevano visto solamente una fuga solitaria della maglia a pois neri (che qui in Svizzera contraddistingue il leader della classifica a punti) Martin Elmiger che ha avuto fino a 20' di vantaggio ed è stato ripreso dopo poche centinaia di metri dell'ascesa finale. Come ieri Quick Step (ottimo lavoro di Tosatto) e CSC a menare le danze in testa al gruppo.
La salita, con pendenze mai arcigne ma costanti, ha fatto da subito la classica "selezione da dietro", assottigliandosi fino ad una trentina di unità. La miccia è stata accesa dal giovane belga Meersman dopo un paio di chilometri che ha dato il la alla tattica CSC. Dapprima Voigt si lancia all'inseguimento del corridore della Française des Jeux (e lo ha lascia a boccheggiare nel volgere di un chilometro) e rimane in avanscoperta per 5-6 km costringendo High Road, Lampre (con Tiralongo) e Astana (con Iglinskiy) ad un duro e faticoso inseguimento. Ai meno 5 ecco l'atto secondo: mentre il buon Jens sta per essere ripreso, accelerazione violenta di Andy Schleck con Cunego lestissimo a balzargli sulla ruota. E probabilmente era proprio questo che il fratellone, quatto quatto, aspettava: rasoiata in contropiede e veronese costretto a chinare il capo e sedersi sul sellino.
Chi non molla un metro è la maglia tricolore di Stijn Devolder, mentre dietro Antón rimane a 4-5 secondi e Cunego, pagato per qualche centinaio di metri lo sforzo, sale di buona lena, tenendo sempre a vista d'occhio i primi. Ai 1500 metri i quattro, con l'aggiunta di Zaugg, Kirchen, Kreuziger e Lövkvist che erano poco più indietro, si ricompattano ed è lo svizzero della Gerolsteiner a provare l'affondo a sopresa, guadagnando presto un discreto margine. È però un'azione dell'ottimo Kreuziger a riportare sotto il gruppetto dal quale, come una freccia, schizza via Antón che sul traguardo precede di 6'' Kirchen e Cunego. Andy, che oggi ha lavorato per il fratellone ma ha dimostrato una buona condizione, arriva appaiato a Klöden a 30''.
Insomma i grandi, chi un pochino meglio, chi un pochino peggio, son tutti lì (tranne un Dekker, come ieri segnalato in preoccupante ritardo) e saranno le prossime tappe (soprattutto l'altro arrivo in salita di Verbier giovedì e la cronoscalata al Klausenpass sabato) a decidere questo Giro di Svizzera e a darci qualche ulteriore spunto in ottica Tour de France. Certo, un Antón così, se sommato agli Astarloza, Zubeldia e Samuel Sànchez del Delfinato, rappresenta per i baschi dell'Euskadi un patrimonio da ben amministrare in vista delle montagne francesi. (Giuseppe Cristiano)

Alla fine anche l'ultima giornata di questo Delfinato 2008 si è chiusa come le tre che l'avevano preceduta, ossia con il tentativo da lontano che giunge fino al traguardo. Quest'oggi il semaforo verde, o, per meglio dire, bianco-verde come il colore della casacca della Credit Agricole che indossa, è scattato per l'esperto kazako Dimitri Fofonov, tornato a riassaporare la gioia del successo dopo ben 6 anni. Sul traguardo di Grenoble Fofonov ha regolato nello sprint ristretto il belga Jurgen Van de Walle e l'indomito russo Yuri Trofimov, per il quale vale ancora la pena spendere parole di elogio per averci provato ancora (soprattutto quando ha cercato di involarsi nuovamente da solo sul Col de Porte, ultima asperità di giornata), dopo aver superato la giornata difficile di ieri che l'aveva fatto uscire dalla top-ten nella generale. I tre hanno fatto parte di un drappello scattato al chilometro 15 di gara e che comprendeva anche Righi e i francesi Riblon, Augè e Sebastien Chavanel. La strada poi, con le pendenze del Granier, del Cucheron e del già citato Porte ha via via selezionato il drappello, rivelandosi un continuo tiramolla di sfilamenti e rientri per alcuni (Riblon e Righi in primis). Proprio sul Granier si è sviluppato l'unico tentativo degno di nota oltre a quello dei fuggitivi, quando sono usciti in avanscoperta in quattro dal plotone, saldamente controllato dai Caisse d'Epairgne: Casar, Wegelius, Rolland e Carrara. Per questi ultimi due alcune considerazioni: il francese della Credit Agricole con la sua azione ha consolidato la maglia a pois di miglior scalatore e, assieme a quel Clement Lhotellerie ammirato nella prima parte di stagione, rappresenta una delle tante speranze transalpine per il futuro; Matteo Carrara invece ha concluso nel migliore dei modi questo Delfinato, se è vero che la sua azione l'ha portato a giungere vicinissimo ai primi (ha chiuso 5° a soli 11'' e creando forse più di un imbarazzo al compagno Van de Walle, che, dopo essersi risparmiato, ha peccato un po' di ingenuità nello sprint), ma soprattutto gli ha consentito di chiudere al 10° posto la competizione, scalzando il rientrante Rogers e confermando i notevoli progressi in salita, già palesati lo scorso anno in Svizzera. Detto quindi che il gruppetto Carrara (regolato da Riblon) chiude a 11'' e quello di Rolland (regolato da Casar) termina a 1 minuto e mezzo cosa resta da dire? Che dietro non è successo assolutamente nulla ed in questo modo Alejandro Valverde aggiunge anche la breve corsa a tappe francese al proprio palmares e spera più che mai di bissare a questa maglia gialla quella ben più prestigiosa in palio al Tour de France tra poche settimane. Naturalmente Cadel Evans permettendo, visto che l'australiano proverà a scrollarsi di dosso l'etichetta di gran regolarista nelle occasioni che contano. Leipheimer chiude 3° con un podio-riscatto dopo un Giro corso in maniera assolutamente incolore, ma per l'americano ed i compagni dell'Astana, come ben sappiamo, quest'anno la Grand Boucle sarà possibile guardarla solamente alla tv. L'Euskaltel ha riprosto Zubeldia e Astarloza in buona forma (rispettivamente 5° e 7°), senza però dimenticare che ci si attende proprio da Samuel Sanchez, al momento in ombra, la scoperta delle carte migliori.

Vivian Ghianni

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