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Giro di Romandia 2016: Pinot, bomba a orologeria puntata sul Tour - Thibaut vince la crono, ancora secondo Tom Dumoulin. Nairo Quintana si difende bene e resta in testa

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Thibaut Pinot sul podio dopo la vittoria nella crono del Giro di Romandia @ Bettiniphoto

Si parla spesso dell'importanza che i materiali rivestono nel ciclismo contemporaneo, quello in cui i "marginal gains" sono la Bibbia per anglosassoni e non. Ebbene, investendo importanti risorse, la FDJ assieme al proprio fornitore Lapierre ha trascorso l'autunno e l'inverno a sperimentare nuovi mezzi, in special modo quelli per le prove contro il tempo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un miglioramento impressionante di tutti gli atleti, siano essi sprinter, cronoman o scalatori. Chi si è più giovato di tale sviluppo è Thibaut Pinot: il talento transalpino ha raccolto i frutti vincendo oggi la cronometro del Giro di Romandia, bissando quanto fatto un mese fa al Critérium International e proponendosi anche in chiave Tour de France con ambizioni diverse rispetto a quelle che covava un anno fa.

 

Ci prova Westra, ma Devenyns lo supera
A differenza dell'anno scorso, quando a Losanna fu l'appuntamento finale, il Giro di Romandia presenta la seconda cronometro come quarta delle sei tappe. La sede scelta per il 2016 è Sion, per una prova lunga poco più di 15 km caratterizzata dalla non semplice salita di Savièse a metà tracciato, nella quale gli scalatori possono provare a difendersi dagli specialisti puri.

Il primo a partire è il sudafricano Songezo Jim, ma l'atleta della Dimension Data non sorprenderà, concludendo la sua prova al terzultimo posto (dietro a lui solo Luis León Sánchez e Jesús Hernández). Più interessante è il tempo che fa registrare Steven Lammertink: l'olandese del Team LottoNl-Jumbo si issa in vetta con il parziale di 21'21". A superarlo ci pensa il connazionale Lieuwe Westra (Astana Pro Team), con 21'15", sufficiente a battere Michael Hepburn (Orica GreenEDGE) e il suo 21'17".

Devono trascorrere diversi minuti, tra cui si segnala ancora una volta la controprestazione di Michal Kwiatkowki (Team Sky), con i problemi di stomaco che gli permettono solo di stabilire un mediocre 22'46", prima di trovare un nuovo leader: è il belga Dries Devenyns (IAM Cycling), che è il primo a scendere sotto la barriera dei 21' con un buon 20'54". Da segnalare anche un discreto, quantomeno rispetto alle tappe precedenti, Andrew Talansky: lo statunitense della Cannondale termina a 21'22".

 

Froome dà una buona risposta; Jungels lo beffa di un niente
A spazzare via Devenyns ci pensa colui che più ha deluso nella frazione di ieri: Chris Froome (Team Sky) si produce in una prova di alto livello, superando di 14" il belga all'intermedio per poi rifilargli 24" al traguardo, con un importante 20'30". In linea con le aspettative l'esercizio di Jérémy Roy (FDJ) e di Daryl Impey (Orica GreenEDGE): il francese chiude a 21'06" mentre il sudafricano a 20'57", entrambi però capaci di rosicchiare qualcosa a Froome nella seconda metà di gara.

Tra le prove dei due atleti citati gareggia Tobias Ludvigsson: lo svedese del Team Giant-Alpecin va ad installarsi in seconda posizione provvisoria con 20'51", dopo aver recuperato 6" nella parte finale. Si avvicina ancor più Manuele Boaro: il veneto della Tinkoff supera Ludvigsson con 20'46", ponendosi a soli 16" da Froome. La leadership del keniano bianco dura meno di mezz'ora: a precederlo, con una seconda parte in cui gli recupera 4", è Bob Jungels. Il lussemburghese della Etixx-Quick Step termina anch'egli in 20'30" ma rispetto al rivale è più rapido di soli 51 centesimi.

Buona è la prestazione di Alexandre Geniez: lo scalatore della FDJ, che al Giro d'Italia punterà ad un posto nella top 10, fa segnare un ottimo 20'47" che lo pone al quarto posto provvisorio. Ancora sopra la sufficienza la prova di Moreno Moser: il trentino della Cannondale, sesto nel prologo di La Chaux-de-Fonds, conclude l'esercizio a 20'59. L'abilità della FDJ per questo tipo di prove viene riconfermata da Steve Morabito: lo svizzero balza in terza posizione con 20'43".

 

Bene Dumoulin, delude Thomas
Vacilla pesantemente la posizione di Jungels con Jérôme Coppel: il campione francese dell'IAM Cycling termina anche lui con 20'30" ma, rispetto al lussemburghese, fa peggio di 66 centesimi, accodandosi quindi anche a Froome. Da non disprezzare quanto fatto da Damiano Caruso: il siciliano del BMC Racing Team, non certamente un cronoman, termina a 21'09" in quindicesima posizione provvisoria, immediatamente superato da chi lo precede in classifica, ossia l'australiano Damien Howson (Orica GreenEDGE), che conclude in 21' netti.

Discreta ma non eccezionale, se rapportata alle caratteristiche dell'atleta, la prestazione di Tejay van Garderen: lo statunitense del BMC Racing Team fa segnare un 20'46", solo qualche centesimo peggio di Boaro; peggio di lui fa Sébastien Reichenbach (FDJ), che stampa un 20'54" senza infamia e senza lode. Male, e molto, Geraint Thomas: il gallese del Team Sky non fa fede alla tradizione con un pessimo 21'20", che lo fa precipitare ancor più in classifica.

Era atteso, e conferma le previsioni, Tom Dumoulin: già primo all'intertempo, l'olandese del Team Giant-Alpecin finisce a 20'23", ossia 7" meglio del terzetto Jungels, Froome e Coppel, impedendo così al corridore della Etixx di diventare il primo lussemburghese a vincere in terra romancia dal 1948. 21'06" nella media per Rafal Majka (Tinkoff) mentre è disastroso Rigoberto Urán, capace solamente di un 21'53": non buone sensazioni per il colombiano in vista del Giro.

 

Eccezionale Pinot, ok Quintana
Non è una prova positiva neppure per Davide Formolo, caduto nella seconda parte e costretto a chiudere con un brutto 22'11". Non impressionano neppure Bauke Mollema (Trek-Segafredo) con 21'10" e Pierre Rolland (Cannondale) con 21'31". Ci si aspettava di meglio da Simon Spilak (Team Katusha), che fa segnare 20'59", medesimo tempo di un buon Mathias Fränk (IAM Cycling). Sotto le attese Alberto Rui Costa (FDJ) con 21'06", con il portoghese chiamato quindi ad un pronto riscatto già domani.

Chi, invece, sbalordisce ancora una volta è Thibaut Pinot: all'intertempo fa il vuoto dando 10" a Dumoulin per poi difendersi egregiamente in discesa e nel breve tratto pianeggiante. Il 20'21" gli permette di andare in testa togliendo a Dumoulin il primo successo stagionale: per l'olandese si tratta dell'ennesima beffa, visto che quest'anno ha disputato tre cronometro, tutte chiuse immancabilmente al secondo posto.

Mancano solamente i primi tre della generale: non ripete la vittoria del prologo ma Ion Izagirre (Movistar Team) si difende più che bene con 20'39". Un secondo meglio di lui termina Ilnur Zakarin (Team Katusha), che in discesa rischia tanto, forse troppo. Tocca infine al leader Nairo Quintana: il colombiano del Movistar Team è secondo all'intermedio a 8" da Pinot, margine che aumenta di 1" sul traguardo ponendosi a pari tempo con Jungels, Froome e Coppel, ma dietro a quest'ultimo.

 

Il colombiano rafforza la vetta, domani tanta montagna
Vince dunque Pinot, al quarto successo in una stagione che pare definitivamente averlo portato nell'élite del ciclismo. In stagione il venticinquenne vanta un ruolino invidiabile: secondo al Gp la Marseillaise, terzo all'Étoile de Bessèges, quarto alla Volta ao Algarve, quinto alla Tirreno-Adriatico, primo al Critérium International (con due tappe su tre vinte), quindi quarto alla Vuelta al País Vasco. Sarebbe stato il momento perfetto per puntare al successo al Giro, ma la tabella di marcia prevede un altro tentativo al Tour (vuolsi così colà dove si puote, ossia lo sponsor) prima un assalto nel 2017 al Giro.

La top 10 vede quindi Dumoulin secondo a 2", quindi il gruppone formato da Jungels, Froome, Coppel e Quintana a 9", Zakarin a 17", Izagirre a 18", Morabito a 22" e Boaro decimo a 25". In classifica Quintana consolida la leadership, guidando ora con 23" su Pinot, 26" su Zakarin e 29" su Izagirre; più distanti gli altri a partire da Dumoulin a 50", mentre da Fränk in poi si va sopra al minuto. Domani ultima possibilità per modificare la classifica con la Conthey-Villars sur Ollon: 172 km con cinque gpm, tre dei quali di prima categoria. Si parte con il Col des Planches a metà frazione per poi la salita di Barboleusaz da affrontare due volte, l'ultima delle quali con la vetta a 3 km dal traguardo.

Alberto Vigonesi

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