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Giro d'Italia 2014: Purito e Katusha attenti, ma Evans è già davanti - Bene Rodríguez e Cadel, Quintana resta coperto

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Sul traguardo di Viggiano Purito Rodríguez, Julián Arredondo, Rafal Majka e Cadel Evans © Bettiniphoto

Da Taranto a Viggiano, la prima tappa del Giro non riservata alle ruote veloci non ha certo emesso chissà quali verdetti, ma ha fatto capire che la Katusha, attardata di 1'33" sin dalla cronosquadre, è tutt'altro che morta. Sono stati proprio gli uomini di Purito Rodríguez, insieme alla BMC di Cadel Evans, a tener cucita la corsa e permettere l'arrivo in volata a ranghi ristrettissimi.

Ricapitolando, dopo la fuga degli 11 - ossia Ben Swift (Sky), Tyler Farrar e Fabian Wegmann (Garmin), Elia Viviani (Cannondale), Marco Frapporti (Androni), Kenny Dehaes e Tosh Van der Sande (Lotto), Miguel Ángel Rubiano (Colombia), Yonathan Monsalve (Neri), Tony Hurel e Björn Thurau (Europcar) - e la lenta resa, a poco a poco, di ciascuno, rimane da solo in testa Björn Thurau.

Mancano allora 17 km all'arrivo di Viggiano, ed un primo passaggio sul traguardo da effettuare. Inizia a piovere, visto che per oltre tre quarti di tappa, con il solo vento frontale, i girini si sentivano spaesati. Non appena due gocce d'acqua si posano, i tubolari volano. Caduta, con il coinvolgimento, tra gli altri, di Ivan Santaromita e Domenico Pozzovivo. Il lucano, che oggi corre in casa, rientra prontamente in gruppo, e Thurau è ancora là davanti. Il ragazzo, figlio di Didi, non molla.

Si mettono in testa a tirare la BMC, che ha in Cadel Evans la sua guida spirituale, e la Katusha di Joaquim Rodríguez. Anche la Sky prova a mettere un uomo davanti, Salvatore Puccio, ma la gran mole di lavoro se la sobbarcano russi e svizzeri. Quando Pucccio scompare dalle prime posizioni del gruppo, Thurau è già stato ripreso e la Katusha mette i suoi uomini migliori (Losada, Vicioso, Moreno) a scortare Purito. Il primo passaggio al Gpm di Viggiano vede una parata dei russi, con Vicioso a precedere proprio Capitan Rodríguez, mentre Scarponi segue attentamente.

Ecco, l'Astana. Se fino a lì avevano più che concrete speranze di giocarsi la tappa con Enrico Gasparotto, nella discesa i piani dei kazaki vanno a farsi benedire. Cade subito lo stesso Gasparotto, di fatto chiamandosi fuori per la vittoria di giornata. Ci sarebbe, oltre a Scarponi, Mikel Landa, che però esce male da un tornante a sinistra, va a terra, e saluta la compagnia. Anche lui fuori gioco. Il gesto tecnico migliore della giornata non è probabilmente quello di Diego Ulissi sul traguardo, ma quello di Gianluca Brambilla nella discesa di Viggiano.

Il portacolori dell'Omega Pharma-Quick Step allunga deciso e se ne va. Ci prova, guadagna una ventina di secondi sul gruppo, invita altri attaccanti - la coppia Europcar formata da Davide Malacarne e Pierre Rolland la più attiva - ad esporsi. Finché le strade sono veloci, tutto fila liscio, ma quando si riprende a salire, per l'ultima volta, verso Viggiano, il gruppo si rifà sotto. La Katusha e la BMC sono sempre le due squadre più attive: Malacarne viene ripreso in un amen, Brambilla si vede via via dimezzato il vantaggio.

Viene ripreso poco prima dell'ultimo chilometro ed è proprio in prossimità della flamme rouge che prova ad allungare l'irlandese della Tinkoff-Saxo Nicolas Roche. Per caratteristiche tecniche non sarebbe l'uomo sbagliato al momento sbagliato - anzi! - ma indovinate chi chiude immediatamente su di lui? Proprio la Katusha. Dani Moreno e Purito Rodríguez allungano, Julián Arredondo ed Edvald Boasson Hagen sono attenti e vanno dietro alla coppia collaudatissima.

Dietro Evans lancia l'inseguimento, Arredondo non molla la presa (e Michael Matthews, che prima chiude il buco, poi si lancia in uno sprint disperato che lo vede 6°?), Rigoberto Urán dà un primo segnale ma chi vince non è un uomo Katusha, bensì Diego Ulissi. Cercava una tappa, eccola servita. La lotta tra i big, quelli che la rosa se la giocheranno, presumibilmente, non vede cambiamenti rispetto a ieri, ma qualche segnale arriva. per esempio da Cadel Evans, in crescita di condizione ed alla ricerca del primo Giro d'Italia della sua lunga e bellissima carriera.

Rigoberto Urán, a dispetto di un Romandia non proprio fantastico, fa capire di essere ancora in prima fila per la maglia vestita anche oggi da Michael Matthews, così come Rafal Majka, giunto 5° proprio davanti alla maglia rosa. Di Purito s'è già detto: la sua squadra sembra una delle più solide in corsa, lui è 7°, davanti a Kelderman, Pozzovivo e Quintana, in un folto gruppo comprendente anche Scarponi, Cataldo e via discorrendo. Dei big, solo Robert Kiserlovski perde terreno (23") a causa di una foratura ai -3 km.

La classifica, quella ufficiale, vede Michael Matthew sempre, tenacemente in rosa. Dei pretendenti alla vittoria finale Cadel Evans è il primo. L'australiano della BMC precede Urán di 4", Majka di 11", Scarponi di 26", Cataldo di 34", Aru di 37". Ivan Basso è a 52", Nairo Quintana a 54", Pozzovivo e Kelderman a 57", Arredondo a 1'05", Cunego e Niemiec a 1'19", Samuel Sánchez a 1'20", Joaquim Rodríguez a 1'32".

Ora, sebbene Quintana, fino a prova contraria, sia ancora il favorito numero uno per la vittoria finale, proprio Purito e la sua Katusha oggi hanno dato una grande prova di forza. Tra lui, Evans, Urán ed il colombiano della Movistar ancora non c'è stata lotta, ma appena la strada salirà sul serio vedrete che fendenti voleranno.

Francesco Sulas

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