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L'intervista: Il cuore è a posto, Cattaneo riparte - Mattia: «Fermo 4 mesi per un guaio fisico»

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Mattia Cattaneo al Giro del Trentino 2013 © Bettiniphoto

Mattia Cattaneo, bergamasco classe '90, è uno dei giovani più promettenti tra quelli passati di recente al professionismo. Purtroppo, però, nella seconda parte della sua prima stagione da pro' (veste la maglia della Lampre), abbiamo perso le sue tracce. È lo stesso Mattia a spiegarci la disavventura in cui è incorso e che gli ha di fatto rubato 4 mesi di attività: «Ho avuto un periodo un po' così...», esordisce timidamente il vincitore del GiroBio 2011.

Puoi spiegarci nel dettaglio cosa ti è successo?
«Dopo il Campionato Italiano, a inizio luglio, mi sentivo strano, debole, non posso dire che si trattasse di stanchezza, ma sentivo che c'era qualcosa che non andava. Seguito dai medici, ho fatto degli accertamenti, ed è emerso che forse avevo un problema cardiaco. A quel punto ho dovuto fermarmi per oltre 4 mesi, e stare lontano da ogni sforzo prima di fare nuovi esami. Ora che li ho fatti so di cosa si trattava: un semplice stress psicofisico».

Ora come stai? Ci saranno ripercussioni sul prosieguo della tua carriera?
«Ho ripreso la bici da 20 giorni, tutto è normale, come prima di questa disavventura. All'inizio sembrava che in effetti la mia carriera potesse essere pregiudicata da questo problema, ma ora posso dire che non ci saranno strascichi».

Ti è rimasto qualche timore per la tua salute?
«No, finalmente mi posso lasciare tutto alle spalle perché so che non corro pericoli, ora son tranquillo, dopo qualche mese in cui sono stato abbastanza preoccupato».

Dipende da questa situazione di debolezza fisica un Giro d'Italia in cui non ti abbiamo visto al top?
«Fino alla caduta dell'ottava tappa sono stato coperto, perché con la squadra avevamo pianificato di raggiungere il picco nella terza settimana, nella quale avrei dovuto aiutare Scarponi. Questo perché venivo da un calendario abbastanza impegnativo nei primi mesi della stagione, e quindi non potevo partire subito al massimo. Però sentivo che la gamba cresceva, e sono convinto che sarei effettivamente emerso nelle ultime tappe. Purtroppo la caduta con il conseguente problema all'anca mi ha costretto al ritiro. E semmai questo è stato probabilmente uno dei motivi di stress che mi hanno portato poi allo stop, perché la botta morale dell'uscita di scena dal Giro è stata pesante».

Come ti allenerai in vista del 2014?
«Come dicevo, ho ripreso la bici da 20 giorni, e procedo pian pianino, ma sento che sto già migliorando. Certo, 4 mesi di inattività non si recuperano subito, ma col team stiamo programmando al meglio il mio rientro».

Rientro che avverrà quando?
«Non in gennaio, visto che sono ancora indietro di condizione, ma in febbraio. Per il resto, non conosco ancora nel dettaglio i programmi per la nuova stagione, stabiliremo tutto la prossima settimana nel ritiro di Boario».

La partenza di Scarponi potrebbe aprire qualche spiraglio perché tu abbia maggiore libertà al Giro o in generale nelle gare a tappe?
«Sinceramente? Penso solo a tornare a livelli accettabili, poi farò quel che mi chiederà la squadra, e sarò felicissimo di aiutare quelli che saranno i capitani, pronto all'occorrenza a cogliere qualche occasione che mi si dovesse presentare strada facendo».

Come ti è sembrato il mercato della Lampre?
«La nostra è una squadra molto giovane ma la vedo molto competitiva, sono stati fatti ottimi acquisti e penso che arriveranno di conseguenza ottimi risultati; ai quali spero di contribuire anch'io...».

La tua annata migliore, fin qui, resta il 2011, con le vittorie al GiroBio, al Giro delle Pesche Nettarine, a Capodarco...
«Diciamo che è stata l'unica stagione senza problemi. Nei primi due anni da Under ho avuto problemi alle ginocchia, nel 2011 invece tutto è filato liscio e lì mi sono conquistato il contratto da professionista con la Lampre. L'anno dopo puntavo a ripetermi al GiroBio, ma in una caduta 10 giorni prima del via mi ruppi il braccio e mi ritrovai a dover portare il gesso per 40 giorni...».

C'è da ammettere che sei tanto giovane ma già parecchio in credito con la fortuna!
«Penso proprio di sì!».

Di che Mattia Cattaneo parleremo tra 12 mesi?
«Spero che parleremo dell'ottima stagione che avrò fatto».

Come hai visto invece i corridori della tua generazione passati pro' più o meno insieme a te?
«Tra gli altri, nella prima parte di stagione (che è quella che ho seguito, perché poi dopo il manifestarsi del mio problema non ho neanche più guardato le corse), mi è piaciuto Aru, che si è comportato molto bene essendo competitivo fino alla terza settimana del Giro d'Italia. In generale, comunque, pare che dalla generazione '89-'90, alla quale appartengo, possano emergere diversi begli atleti».

Marco Grassi

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