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Tour of Oman 2013: Tutto è semplice per Peter Sagan - Seminati Van Avermaet e Gallopin. E domani arrivo in salita

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A Wadi Dayqah Dam Peter Sagan vince per distacco e rafforza la sua leadership © Lloyd ImagesQuando prende il ritmo non sa più smettere, Peter Sagan. È più forte di lui, che a sua volta è più forte di tutti, specie su traguardi che richiedono una buona dose di esplosività ma senza essere troppo velocisti; è lì che Sagan li mette tutti in riga, ridendo, scherzando, mai umiliando. È accaduto anche oggi a Wadi Dayqah Dam, teatro già nel 2012 della vittoria del fenomeno che viene dalla Slovacchia.

Dodici mesi dopo Greg Van Avermaet ha messo tutti fila, capitando per sua sfortuna nel periodo in cui Sagan olia gli ingranaggi ed inizia a rodare il motore. E così lo sforzo del belga della BMC è stato vanificato dalla progressione dello slovacco della Cannondale, che negli ultimi metri si è rialzato ad esultare, mentre dietro di lui (parecchi metri dietro) ancora si sprintava.

Quando prende il ritmo non sa più smettere, vale per Peter Sagan come per Bobbie Traksel. Olandese in forza alla Champion System, è andato in fuga nella prima tappa con il giapponese Uchima, ed aveva conquistato la maglia della combattività (ad oggi ancora sua). Ieri ha voluto ripetere l'esperienza, e sempre in compagnia di un giapponese, Tomohiro Kinoshita. Non c'è due senza tre ed anche nella terza tappa il buon Traksel si è portato sin dalle prime battute in avanscoperta scortato da un compagno di squadra, Chan Jae Jang, e dal giapponese Yusuke Hatanaka. Con loro, a formare un bel quartetto, Christian Delle Stelle.

Classe '89 nativo di Cuggiono (Lodi) ma residente a Vittuone, plurivincitore da Under 23 con la Trevigiani, è un passista veloce (ed anche molto) che tiene bene sulle salite di media difficoltà. Alla sua seconda stagione da professionista sogna la Sanremo, si ispira a Bettini e Pozzato, due che la Classicissima l'hanno già vinta. Per adesso però Delle Stelle si deve accontentare di Traksel, Jang e Hatanaka, conn i quali accumula subito un buon vantaggio sul gruppo.

Al primo Sprint, vinto da Traksel proprio su Delle Stelle, i fuggitivi hanno ben 8'35" sul plotone. In vista dell'unico Gpm di giornata, quello di Bousher Alamrat (sono passati 90 km dal via) il vantaggio è sensibilmente dimezzato: ora il gruppo si fa sotto ed è a 4'30". Delle Stelle tenta l'azione personale sulle rampe del Gpm e se ne va, lasciando Traksel, Jang e Hatanaka ad inseguire.

Al Gpm il portacolori della Bardiani-CSF Inox precede Traksel e Jang. Nella discesa sorprendentemente Traksel, che aveva come obiettivo il passaggio al Gpm ed il rafforzamento della classifica della combattività, si rialza, e così Delle Stelle rimane con i soli Jang e Hatanaka ad inseguire a 35". Il gruppo tirato da Omega Pharma, Sky e Cannondale è a 3' esatti. Jang ed Hatanaka raggiungono Delle Stelle ed il vantaggio risale a 4'10" sul gruppo quando il terzetto transita al secondo traguardo volante. Lì Delle Stelle fa valere il suo spunto veloce e s'impone su Jang e Hatanaka.

Mancano ancora 46 km all'arrivo, non proprio un traguardo per velocisti, con quella strada che tira un po' all'insù, ed i tre sono provati. Il primo a cedere è Jang, che ha i crampi e deve lasciar andare Delle Stelle ed Hatanaka, con il gruppo ancora a 3'. Vantaggio che continua a scendere ed a 30 km dall'arrivo è di 1'05"; il gruppo impiegherà meno di una decina di chilometri per riprendere Delle Stelle, mentre Hatanaka va fino in fondo ed è raggiunto ai -18.

Gruppo nuovamente compatto e Cannondale in testa a tirare. Brett Lancaster prova a fregare tutti anticipando i tempi ma non guadagna più di 8" prima di venir ripreso dal gruppo. Il finale è tutto un su e giù, strade molto vallonate che terminano in cima ad uno strappetto. Impercettibile all'occhio umano, tutt'altro discorso se parliamo di gambe. Se poi Sagan, in vista del traguardo, si porta in prima posizione, come a voler lanciare la volata a qualche compagno, ma il suo ritmo è così elevato che lancia se stesso, staccando di 1" il gruppo, poco resta da aggiungere.

È facile vincere su un traguardo che si è già domato, che si conosce, ma per Sagan tutto sembra sempre un po' più facile: «La squadra è stata perfetta. L'arrivo me lo ricordavo bene e avevo già in mente l'ultimo strappo per attaccare. L'incognita era la concorrenza perché qui al Tour of Oman ci sono tanti campioni e diversi di loro potevano provare ad anticipare. Il ritmo sostenuto dei chilometri finali non ha dato libertà e questo mi ha aiutato. Non posso che dirmi più che soddisfatto ovviamente, sia per la vittoria sia per come sono riuscito a ottenerla». Sembra semplice, vero?

Alle sue spalle, mentre lui esulta come un bambino (è anche questo che fa di Peter Sagan un personaggio, la leggerezza), si fa la volata con il coltello tra i denti. Van Avermaet regola Tony Gallopin e, udite udite, Alberto Contador («Le gambe girano sempre meglio, giorno dopo giorno», twitterà dopo la corsa). Marco Marcato è 5° di tappa davanti ad Andrea Pasqualon, Philippe Gilbert, Rinaldo Nocentini, Peter Velits ed un Nacer Bouhanni che dà sempre più conferma di non essere solamente un puro e semplice velocista. Vincenzo Nibali, ieri all'attacco, chiude all'11° posto.

In classifica generale Sagan rinforza il primato. Ora ha 16" su Gallopin, 26" su Van Avermaet, 30" su Elmiger e 31" su Bouhanni. Marcato e Contador sono a braccetto, distanti 32", mentre Nibali è a 33", Peter Velits a 35" così come Pasqualon, che completa la top ten (stesso distacco per Nocentini e Gilbert, 11° e 12°, mentre Froome è 13° a 36").

Se Sagan si sta testando in vista delle Classiche, dalla Sanremo in su, altri hanno obiettivi più vicini; parliamo dei Contador, dei Gallopin, dei Nocentini, dei Nibali, dei Velits e dei Froome, che domani si sfideranno sulle rampe di Jabal Al Akhdhar, meglio noto come Green Mountain. Saranno 152 km di una tappa nel complesso non complicata ma con gli ultimi 11 km che emetteranno i primi verdetti stagionali su chi ha lavorato bene in inverno e chi ancora ha molto da fare. Sarà uno scherzo rispetto alle salite di Giro, Tour e Vuelta o meglio, un ottimo antipasto. Comunque deciderà chi sarà il vincitore di un Tour of Oman che ha regalato la prima vittoria a Kittel e Sagan, con quest'ultimo che ha voluto vincere ancora nella giornata odierna. 

Difficile ma non impossibile che domani possa (e voglia) tenere sulle rampe di Green Mountain, non è il suo terreno. Anche se «il finale è una salita vera - afferma Sagan - non certo uno strappo, e gli scalatori attaccheranno sia per la tappa che per la classifica generale. Tenere la maglia sarà difficile, ma per me innanzitutto sarà un test utile per capire la mia resistenza sulle salite impegnative».

Insomma, domani per lo slovacco sarà una giornata di test, per vedere fino a che punto potrà competere in futuro con i migliori sulle salite impegnative. E sebbene in vena di esperimenti, sarebbe un grave errore dare per scontata qualsiasi cosa quando c'è di mezzo un così grande fenomeno come Peter Sagan.

Francesco Sulas

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