Warning: include() [function.include]: open_basedir restriction in effect. File(/opt/plesk/php/5.2/share/pear/BackgroundProcess.class.php) is not within the allowed path(s): (/var/www/vhosts/oldsite.cicloweb.it/:/tmp/) in /var/www/vhosts/oldsite.cicloweb.it/httpdocs/sites/all/modules/background_process/background_process.module on line 22

Warning: require() [function.require]: open_basedir restriction in effect. File(/opt/plesk/php/5.2/share/pear/context.core.inc) is not within the allowed path(s): (/var/www/vhosts/oldsite.cicloweb.it/:/tmp/) in /var/www/vhosts/oldsite.cicloweb.it/httpdocs/sites/all/modules/context/context.module on line 3
Tour de France 2012: Sagan brilla di luce propria - Tappa deludente, tante cadute; poi il Peter-show | Cicloweb

Il Portale del Ciclismo professionistico

.

Tour de France 2012: Sagan brilla di luce propria - Tappa deludente, tante cadute; poi il Peter-show

Versione stampabile

Peter Sagan fa Forrest Gump mentre dietro gli avversari mordono il manubrio © BettiniphotoL'altro giorno gli abbiamo dedicato un "tuttapagina" perché la prima vittoria di un personaggio del genere al Tour de France meritava tutti i riflettori. La prima vittoria di una lunga serie, abbiamo scritto, e la lunga serie in questione ha avuto già oggi il suo secondo capitolo. Peter Sagan a Boulogne-sur-Mer ha vinto, sì, ma in maniera quasi irridente nei confronti degli avversari. Una sensazione che forse qualcuno avrà sentito accentuarsi guardando il modo giocoso di esultare del ragazzo, che stavolta ha mimato la plastica corsa di Forrest Gump (secondo il nomignolo che gli hanno affibbiato in squadra). Da parte nostra non denunciamo alcun disturbo di fronte a questi siparietti che contribuiscono senz'altro a far uscire l'autore dal circolo chiuso del ciclismo, per imporlo come un personaggio a tutto tondo. Speriamo che gli avversari battuti non si sentano presi in giro, prima o poi, ma fin qui i sentimenti che si intuiscono, in loro, sono semmai di ammirazione nei confronti del gioiello slovacco: quando anche atleti molto più maturi del 22enne della Liquigas si producono in sperticati elogi per lui, significa che questo Sagan sta mettendo veramente d'accordo tutti.

Su cosa si dovrebbe poi dissentire? Sul fatto che sia un fenomeno? Da una stagione all'altra ha esibito passi in avanti da gigante, il che, considerando che era già fortissimo agli albori, ci fa pensare a quanto inesplorati siano i suoi limiti. Quest'anno ha mancato dei traguardi, pur correndo ottimamente le classiche: sul Cauberg si è afflosciato sul più bello, al momento dello sprint che valeva l'Amstel Gold Race: riguarderemo quelle immagini con tenerezza, probabilmente, ricordando di quando Peter era ancora battibile. Intanto lui brucia le tappe, nel senso che quasi letteralmente incendia i finali in cui decide di essere protagonista.

Nella frazione di oggi, a dire la verità, ci aspettavamo ben altro spettacolo: il finale molto mosso autorizzava a immaginare azioni di qualche big, e invece - come troppo spesso accade nel ciclismo contemporaneo - tutto è stato rinviato alla rampa d'arrivo. Non vale ragazzi, gli appassionati meritano di più.

Chi merita tanti applausi, invece, è Michael Morkov, terza tappa in linea e terza fuga da lontano per lui: tre giorni consecutivi all'attacco, per raccogliere il punticino dei Gpm di 4a categoria, conquistando prima e difendendo con orgoglio poi quella maglia a pois che oggi il danese ha baciato, sul palco delle premiazioni. Viste le prossime tappe, quella maglia non gliela toglierà nessuno fino a sabato (quando l'arrivo di La Planche des Belles Filles elargirà tanti punti), ma anzi visto che domani sono previsti 4 altri Gpm di 4a categoria, il ragazzo sa già cosa ci aspettiamo da lui.

Oggi i suoi compagni d'attacco sono stati Grivko, Bernaudeau, Pérez Moreno e Minard. Il loro vantaggio non è mai andato oltre i 5', e il gruppo li ha tenuti bene o male a tiro per andare a chiudere sull'ultimo superstite (Grivko) solo sulla Côte du Mont Lambert, a 7 km dalla conclusione. La giornata, però, oltre che sulle generose scalate di Morkov, si è incentrata su un altro tema: quello delle cadute, che secondo tradizione flagellano queste prime tappe.

Stavolta purtroppo contiamo anche delle fratture, con Siutsou che ci ha rimesso una tibia e Rojas una clavicola, in due distinti capitomboli. Il primo ruzzolone di un certo peso c'è stato a 113 km dalla fine, con Krivtsov che ha tirato giù Bozic e Brajkovic, provocando un primo frazionamento del gruppo (che al contempo perdeva pure Vinokourov per foratura). Ma tutti, in questo caso, sono rientrati abbastanza rapidamente, compreso Ryder Hesjedal che si era trovato al momento nelle retrovie.

A poco più di 50 dalla fine, altra caduta, quella in cui Siutsou si è fratturato: quasi commovente la scena in cui il bielorusso si è rialzato per poi risedersi subito, una volta constatata l'impossibilità di stare in piedi. Con il corridore della Sky (grave perdita per Wiggins in prospettiva salite!) sono andati giù Westra, Vichot, Urtasun e Farrar, e in questa occasione i frazionamenti in gruppo sono stati più profondi e duraturi, con tanti corridori intruppati dietro.

Ai 30 km, altra caduta che ha spezzato il plotone: stavolta è stato Rojas a finire malamente sull'asfalto, con altri corridori coinvolti e alcuni pure sbalzati fuori strada (Gerrans, Tjallingii, Lancaster, Oss, Vande Velde, Danielson, Caruso). Nell'occasione, le posizioni dei ritardatari hanno assunto uno stato di stabilità, con praticamente tutta la Garmin (escluso Hesjedal, rimasto coi primi) nel primo gruppo inseguitore, e gente come Voeckler o Cavendish nel secondo.

Numerose poi anche le forature: Sagan aveva dovuto cambiare bici ai 50 km (rientrato con qualche scia di troppo dalle ammiraglie); ai 28 km è stata la volta di Gilbert, che poi, tra un guaio meccanico e uno allo scarpino, ha alzato bandiera bianca, non provando nemmeno a rientrare. Ai 20 km è toccato a un nervosissimo Samuel Sánchez incappare in un problema al cambio, ai 16 km la stessa disavventura è capitata a Petacchi.

Questo bollettino della iella è quanto di meglio abbia proposto anche la parte più interessante del tracciato odierno, quella con le varie côte in successione: il gruppo, tirato da Liquigas (bravo e volitivo Basso) e Sky, non ha ricevuto alcuno scossone da attacchi, scatti e oggettistica simile. Abbiamo dovuto aspettare i 5.5 km (dopo che è stato superato il Mont Lambert) per vedere finalmente una maglia (biancoceleste, della Omega Pharma) schizzare fuori dal gruppo: si trattava di Sylvain Chavanel, impagabile come spesso capita, il quale ha messo insieme fino a 12" di vantaggio sul gruppo tirato da RadioShack e BMC, prima di sbagliare l'ingresso in una rotonda a 2.5 km dal traguardo, e giocarsi così parte del vantaggio.

In quello stesso punto, subito dopo, anche Valverde ha fatto un simile errore: e sì che l'Embatido aveva pure fatto lavorare i suoi, segno che sentiva buone sensazioni in vista di un traguardo adatto anche alle sue caratteristiche.

Ai 500 metri uno Chavanel ormai esausto si è arreso al rientro del gruppo, e ai 350 Albasini ha provato la stoccata vincente, seguito da Boeckmans. In quel momento, l'ennesima caduta, provocata da Taaramäe che cercava un passaggio impossibile tra Marcato e Menchov. Di nuovo gruppo frantumato in mille pezzi (tra i caduti o quantomeno frenati, citiamo anche Scarponi, Wiggins e Froome), ma senza problemi in classifica, visto che i ritardi di tutti i coinvolti sono stati neutralizzati (come da regolamento per le tappe non di montagna).

Ai 250 metri, senza più trattenere la gamba, Sagan è partito secco, facendo una curva da 200metrista dell'atletica, mandando in confusione Boeckmans (che l'ha presa larga finendo nel passaggio riservato alle ammiraglie), e lasciando impietrito (nonché spettinato) Albasini. Vittoria nettissima, per distacco (1" di vantaggio, gli hanno contato i cronometristi), con annessi lo show citato in apertura e le ovazioni degli astanti. Boasson Hagen, che rischia di dover maledire Peter ancora per tanti anni, è arrivato secondo, davanti a Peter Velits, Cancellara, Albasini ed Evans. La classifica non cambia, se non per l'uscita di scena di corridori come Daniel Martin (5'05" di ritardo oggi), Voeckler (7'27") e Danielson (9'11" e una spalla slogata).

Il Nibali ben piazzato al decimo posto di tappa e all'ottavo della generale (a 18" da Cancellara in giallo, e subito alle spalle di Menchov ed Evans) continua a far ben sperare, visto che si conferma concentratissimo sull'obiettivo, e del resto fin qui il siciliano non ha perso una pedalata e il clima in squadra, rasserenato dalle vittorie di Sagan, promette di essere l'ideale per accostarsi senza eccessive pressioni alle tappe più importanti.

Quella di domani non sarà fondamentale, ma chissà: tanto del percorso tra Abbeville e Rouen sarà esposto al vento da nord, quindi servirà la massima attenzione, in una giornata in cui i gregari saranno spremuti a livello mentale prima ancora che fisico. Se poi si arriverà - come anche possibile - allo sprint di gruppo, attenderemo al secondo brindisi anche Cavendish: c'è una salitella a 12 km dal traguardo, ma non dovrebbe far troppi danni.

Marco Grassi

RSS Facebook Twitter Youtube

30/Jul/2017 - 20:30
ESCLUSIVO: le immagini del folle che ha tagliato la strada al gruppo facendo cadere decine di corridori al Giro d'Italia

24/May/2016 - 21:06
All'An Post Rás giornata di gloria per James Gullen nella tappa "di montagna": Fankhauser diventa leader

24/May/2016 - 17:07
Giro, nel giorno della nuova delusione di Vincenzo Nibali vince Alejandro Valverde davanti a Kruijswijk e Zakarin

23/May/2016 - 22:12
An Post Rás, nella seconda tappa vince il padrone di casa Eoin Morton

23/May/2016 - 16:00
Giornata di rinnovi: André Greipel e Marcel Sieberg alla Lotto Soudal fino al 2018, Geraint Thomas prolunga con la Sky

23/May/2016 - 13:11
Benjamin Prades vince l'ultima tappa del Tour de Flores ma non basta, la generale va a Daniel Whitehouse

23/May/2016 - 12:39
Brutte notizie per il ciclismo elvetico: l'IAM Cycling comunica che cesserà l'attività a fine stagione

23/May/2016 - 11:22
Conclusi i Campionati Panamericani: l'ultimo oro è dell'ecuadoriano Jonathan Caicedo

22/May/2016 - 23:59
Il Tour of California si conclude con una imperiosa volata di Mark Cavendish. Classifica finale a Julian Alaphilippe

22/May/2016 - 23:39
Il Tour of Bihor si chiude nel segno dell'Androni Giocattoli-Sidermec: tappa a Marco Benfatto, generale a Egan Bernal

22/May/2016 - 23:20
Women's Tour of California: gioie finali per Kirsten Wild e Megan Guarnier. Le altre corse: ok Bertizzolo e Lepistö

22/May/2016 - 22:44
Velothon Wales, Thomas Stewart supera Rasmus Guldhammer e Ian Bibby

22/May/2016 - 22:24
Dilettanti, ulteriori vittorie per Nicola Bagioli e Riccardo Minali alla Due Giorni Marchigiana

22/May/2016 - 22:22
Scatta l'An Post Ras: la prima tappa va all'olandese Taco Van der Hoorn grazie ad un colpo di mano