Tour de France 2010: Dopo l'inferno di Stockeu - Molti i big ammaccati
Versione stampabileSe ieri, al termine della tappa le circostanze che avevano portato alla maxi caduta lungo la discesa della Côte de Stockeu, ci sono stati parecchi dubbi su quanto avvenuto, con il passare delle ore si è riuscito a fare un po' di chiarezza su quanto è successo in quei 500 metri infernali.
Dalle dichiarazioni di molti corridori ed alcuni team manager, pare che la causa scatenante sia stata la caduta di una moto che precedeva il gruppo ed una perdita d'olio della stessa: questo misto letale tra olio, acqua e una discesa ripida e veloce ha reso letteralmente incontrollabili le biciclette, e spiega anche perché parecchi ciclisti siano caduti per ben due volte nel giro di poche centinaia di metri.
Purtroppo, quando più di cinquanta corridori finiscono a terra ad una velocità di circa 60 km/h, le conseguenze possono essere drammatiche: fortunatamente tutti i corridori coinvolti sono riusciti a ripartire e a terminare la tappa (Delage s'era ritirato per una caduta precedente), ma all'arrivo s'è cominciato a contare i feriti e a stilare un vero e proprio bollettino di guerra.
Quello che ha riportato le conseguenze più gravi è stato Christian Vande Velde, che ha riportato la frattura di due costole e vede continuare il suo anno nero: dopo il Giro d'Italia, anche il suo Tour de France si ferma alla terza tappa. Sempre restando in casa Garmin-Transitions, dobbiamo segnalare le proibitive condizioni di Tyler Farrar: il forte velocista proverà oggi a partire nonostante una frattura al polso e significative contusioni e abrasioni su tutto il corpo.
Molto profonda e dolorosa anche la ferita al gomito di Robbie McEwen, che tuttavia ha ricevuto il via libera per correre da parte dei medici. Decisamente sfortunato anche lo scalatore olandese Robert Gesink che, dopo le cadute a Tour e Vuelta nel 2009, rischia di vedere compromessa la sua Grande Boucle: la Rabobank ha confermato che il suo corridore ha subito una frattura all'ulna del braccio sinistro ma, nonostante il dolore, dovrebbe prendere il via nella tappa di oggi. Un vero peccato perché Gesink aveva dimostrato al Giro di Svizzera di essere molto pimpante in salita e, così come Vande Velde, poteva essere un ottimo outsider per la classifica generale.
Anche tra i grandi favoriti della corsa in molti sono finiti a terra: Armstrong, Klöden, Leipheimer, Kreuziger, Andy e Fränk Schleck, Contador e Van den Broeck hanno tutti assaggiato l'asfalto, ma nessuno di loro dovrebbe aver riportato più che qualche piccola ferita o contusione.
Tutto sommato, se oggi ci fosse stato un giorno di riposo, o comunque una tappa tranquilla, il bilancio non sarebbe poi così tragico: invece, ironia della sorte, oggi i corridori si troveranno a dover affrontare ben sette tratti di pavé con i quattro più impegnativi tutti racchiusi negli ultimi trenta chilometri. Per chi accusa ancora forti dolori, questo terreno è un vero e proprio infermo perché le sollecitazioni renderanno ancora più atroce la sofferenza: la tappa sarà condizionata pesantemente da ciò che è successo ieri e alcuni corridori potrebbero non riuscire a portarla a termine. Oppure ci aspetterà di nuovo tutti andando a passo d'uomo?