«Squadra fortissima, Bruins eccezionale» - Emma elogia la Cervélo e racconta le fasi finali
Una condizione ottima ma anche una grande squadra alle spalle di Emma Pooley, come lei stessa racconta: «Mai mi era capitato di vincere una gara con uno sforzo così minimo, oggi la squadra è stata perfetta! Dopo la prima ascesa al Muro siamo rimaste in quattro nel gruppo buono, io, Bruins, Häusler e Laws e le mie compagne sono scattate a ripetizione, costringendo le altre squadre, soprattutto il Team HTC-Columbia a spremersi e a buttare via energie preziose che ovviamente sono mancate nel finale. Anche Marianne Vos, se è vero che per la prima volta non ha fatto la differenza sul Muro di Huy, vuol dire che ci è arrivata veramente stanca».
«Ho attaccato forse un po' presto - continua Emma - proprio nel punto più duro, nella S ai 400 metri, ma dovevo farlo perché stavo accumulando tensione, la bici mi tremava sotto i piedi e volevo scaricarmi al più presto di quella che sentivo quasi come una responsabilità. Così sono partita è ho fatto subito il buco, ma su un arrivo così non sai mai come si stanno gestendo le altre e quante energie ancora restano nelle loro gambe. Mancavano 300 metri, mi sono sembrati chilometri, ma ho tenuto duro e sono andata fino in fondo spingendo bene fino all'ultimo metro per una vittoria che non è solo di Coppa del Mondo, ma è carica di significati per la sua storia».
«Oggi davvero tutte hanno fatto al meglio il loro lavoro - conclude - ma qualche elogio in più lo merita sicuramente Regina Bruins che è stata autrice di una prova fantastica. È stata lei a pilotarmi nelle prime posizioni lungo la prima ascesa al Muro, poi ha avuto la forza non solo per rimanere con le prime, ma anche per andarsene a 10 km dalla fine e costringendo le altre squadre ad un lavoro supplementare. Credo che il momento della sua prima importante vittoria sia molto vicino».