Il Portale del Ciclismo professionistico

.

Hai voluto la bicicletta? - Scopriamo il mondo di Riccardo Chiarini

Versione stampabile

Riccardo Chiarini è nato in un anno particolare, il 1984. Annata che ha dato al ciclismo italiano talenti come Vincenzo Nibali e Giovanni Visconti. Ma anche Riccardo non è assolutamente da meno pur non avendo lo stesso palmares dei suoi due colleghi. Il corridore di Marradi, città nel cuore dell'Appennino toscano, infatti è passato tra i professionisti a soli 22 anni, dopo tre ottime annate passate tra gli Under 23, proprio grazie al suo grande talento che fa di lui un corridore di sicuro affidamento e di grande sacrificio.
Allora Riccardo, quali sono le tue più grandi doti di corridore?
«Sono un passista scalatore. Vado molto forte sul passo e spesso anche in salita, infatti mi sacrifico spesso per i miei capitani svolgendo il lavoro duro, e lo svolgo bene anche perché non temo le salite e sono un discreto cronoman. In molti mi paragonano a Bruseghin proprio perché facciamo lo stesso tipo di lavoro in corsa. Ma lui ha fatto 3° in un Giro d'Italia, io finora niente di tutto ciò anche se quando ho la possibilità di giocarmi le corse riesco a ottenere ottimi piazzamenti e prestazioni di tutto rispetto».
A che età hai iniziato a correre?
«Era il 1998. Da Esordiente, quindi avevo 14 anni».
Per te la bici era ancora un gioco o già ti vedevi corridore professionista?
«No, per me era un gioco, un passatempo piacevole. I primi anni in bici li ho passati in modo spensierato. Correvo in una piccola squadra, si correva poche volte e per me il ciclismo significava prendere la bici e pedalare ovunque senza chissà quale obiettivo. Mi piaceva girare in bici. Tutto qua».
Poi però man mano hai cominciato a prendere il ciclismo in maniera più seria.
«Certo. Arrivato tra gli Juniores capisci se questo sport lo ami davvero. Si inizia a correre di più, a svolgere allenamenti più duri e specifici. Capisci insomma se vali davvero e se non ti pesa fare tutti quei sacrifici».
E a te quanto pesava fare la vita del ciclista?
«Beh, certo, sin da giovane ho dovuto fare qualche sacrificio, come non andare a divertirti la sera fino a tardi, andare sempre a letto presto o anche non poter andare a giocare a calcio con gli amici. Però queste cose vengono compensate dalla disciplina che la bici ti dà, si conduce una vita corretta e si percepiscono insegnamenti che rimangono per tutta la vita, sia se si riesce a diventare professionisti che se si finisce a fare tutt'altro lavoro».
Quando l'hai capito che da grande avresti potuto fare il ciclista?
«Da Juniores ho iniziato ad avere i primi risultati di rilievo, ho vinto diversi arrivi in salita collezionando in totale 4 successi. Poi quando passi tra gli Under 23 capisci che sei a un passo dal coronare il tuo sogno. Io per fortuna non ho avuto problemi particolari e dopo il primo anno un po' in sordina ho fatto gli altri due anni vincendo e convincendo. In particolare l'ultimo anno, alla Mastromarco, con Carlo Franceschi che è l'anima di quella squadra, ho ottenuto una marea di piazzamenti ma anche 3 vittorie determinanti per il mio passaggio alla Androni Giocattoli».
Il passaggio è stato indolore?
«Non proprio, perché ho firmato a dicembre, quindi solo da quel mese ho avuto la mente serena per preparare seriamente la stagione. Quindi diciamo che ho fatto apprendistato e solo nel finale di stagione ho preso confidenza con la nuova dimensione. Poi i tre anni alla LPR li considero tutti e tre positivi. Nel 2007 non avevamo un leader in squadra e sono stato libero di muovermi cogliendo due piazzamenti di rilievo alla Tre Valli e alla Coppa Placci. Nel 2008 con in squadra Di Luca e Savoldelli cambiano un po' i compiti: molto gregariato, il Giro d'Italia corso lavorando e senza pensare alle proprie ambizioni anche se ad esempio al Giro del Trentino del 2008 ho fatto 3° in una tappa».
Anche nel 2009 hai lavorato tanto per gli altri anche se nel finale di stagione senza un capitano come Di Luca hai potuto pensare maggiormente alle tue ambizioni.
«Sì, è vero. Nelle ultime corse mi sono ben comportato, ho fatto vedere che oltre a svolgere il lavoro duro riesco a giocarmi le mie chances. Ma tutta la squadra si è ben comportata. Salerno e Caruso spesso erano davanti nelle gare corse in estate in Italia».
A proposito della LPR, la squadra resterà in piedi ma con un altro nome. Chiarini farà parte di questo gruppo?
«La squadra si chiamerà De Rosa-Stacplastic e ci sarà tutto l'organico rimasto alla LPR con in più qualche nuovo innesto e tre neoprofessionisti. Non ci sarà più Bordonali, tutto passa infatti in mano a Fidanza. Per quanto mi riguarda correrò in questa squadra al 90%. In estate ho ricevuto delle offerte, ma per il 2010 il mio contratto mi legava ancora alla LPR. Adesso mi hanno concesso di aspettare qualche altro giorno nel caso qualche squadra voglia avanzare un'offerta».
Sogni da realizzare per il futuro?
«Sono cresciuto col mito di Pantani sognando un giorno di vincere il Giro. Ovviamente sarà impossibile però anche una tappa mi va benissimo. Poi mi affascina molto la Montepaschi Eroica, finora ho corso tutte e tre le edizioni e ho avuto sempre buone sensazioni. Infine penso che mi spiacerebbe smettere di correre senza aver mai partecipato al Tour de France».
Per porre le basi a queste ambizioni bisogna intanto fare un ottimo 2010.
«Eh sì, tra qualche giorno ho un'operazione alle tonsille. Poi mi aspettano 15 giorni di stop assoluto, dopodiché da metà novembre inizio la preparazione per la prossima stagione dividendomi tra bici e palestra».
Quindi c'è ancora un mese buono per dedicarti alle altre tue passioni.
«Sì, in genere lontano dalla bici mi piace giocare a calcio anche se non sono tifoso di nessuna squadra, lo seguo e basta. Poi mi piacciono tutte le attività che si possono fare fuoristrada: andare con la jeep tra i boschi, ma anche con la mountain bike. Spesso fino al mese di gennaio mi alleno solo in mountain bike. Abitare in una zona stupenda come la mia, dominata dalle vette appenniniche, ti invoglia a fare queste attività. Infatti vado spesso anche a caccia e a pesca. È meraviglioso stare a contatto con la natura. Poi è naturale fare queste attività per chi nasce in queste zone. Soprattutto per me visto che in famiglia abbiamo un'azienda che si occupa di legname».
Se non fossi diventato corridore saresti a lavorare nell'azienda di famiglia?
«Credo proprio di sì, infatti alle superiori ho fatto l'Istituto Agrario proprio in quest'ottica. Anche se già la bici mi impegnava tanto, non ho mai avuto difficoltà a scuola. Me la cavavo davvero bene».
Così come te la sei sempre cavata molto bene in bici.
«Infatti, sono volenteroso e non mi arrendo facilmente. Speriamo continui sempre così».
Se sei davvero come Bruseghin, allora è garantito.
«Ma è solo un paragone che han fatto i miei colleghi, ancora strada ne devo fare davvero tanta».



Marco Fiorilla

RSS Facebook Twitter Youtube

30/Jul/2017 - 20:30
ESCLUSIVO: le immagini del folle che ha tagliato la strada al gruppo facendo cadere decine di corridori al Giro d'Italia

24/May/2016 - 21:06
All'An Post Rás giornata di gloria per James Gullen nella tappa "di montagna": Fankhauser diventa leader

24/May/2016 - 17:07
Giro, nel giorno della nuova delusione di Vincenzo Nibali vince Alejandro Valverde davanti a Kruijswijk e Zakarin

23/May/2016 - 22:12
An Post Rás, nella seconda tappa vince il padrone di casa Eoin Morton

23/May/2016 - 16:00
Giornata di rinnovi: André Greipel e Marcel Sieberg alla Lotto Soudal fino al 2018, Geraint Thomas prolunga con la Sky

23/May/2016 - 13:11
Benjamin Prades vince l'ultima tappa del Tour de Flores ma non basta, la generale va a Daniel Whitehouse

23/May/2016 - 12:39
Brutte notizie per il ciclismo elvetico: l'IAM Cycling comunica che cesserà l'attività a fine stagione

23/May/2016 - 11:22
Conclusi i Campionati Panamericani: l'ultimo oro è dell'ecuadoriano Jonathan Caicedo

22/May/2016 - 23:59
Il Tour of California si conclude con una imperiosa volata di Mark Cavendish. Classifica finale a Julian Alaphilippe

22/May/2016 - 23:39
Il Tour of Bihor si chiude nel segno dell'Androni Giocattoli-Sidermec: tappa a Marco Benfatto, generale a Egan Bernal

22/May/2016 - 23:20
Women's Tour of California: gioie finali per Kirsten Wild e Megan Guarnier. Le altre corse: ok Bertizzolo e Lepistö

22/May/2016 - 22:44
Velothon Wales, Thomas Stewart supera Rasmus Guldhammer e Ian Bibby

22/May/2016 - 22:24
Dilettanti, ulteriori vittorie per Nicola Bagioli e Riccardo Minali alla Due Giorni Marchigiana

22/May/2016 - 22:22
Scatta l'An Post Ras: la prima tappa va all'olandese Taco Van der Hoorn grazie ad un colpo di mano