Henderson, via col Venlo - Greg brucia l'anticipo Vacansoleil
Quanto possono valere 4 semplici successi in un'annata nella quale i propri capitani possono vantarne rispettivamente 21 e 15? Quanto è comunque importante, alla soglia dei 33 anni, far sapere alla propria squadra che - nel caso - si può anche contare su di te? Gregory Henderson, neozelandese alla 19esima vittoria in carriera (13 con la maglie di 7Up e Health Net prima di passare alla T-Mobile nel 2007 e poi proseguire col Team Columbia) ha ottenuto - curiosamente - tutti i suoi successi di quest'annata in Spagna: a marzo, vincendo la Clasica de Almeria e la 2a tappa della Vuelta a Murcia; a maggio, vincendo l'ultima frazione della Volta a Catalunya; e oggi, vincendo la 3a tappa della Vuelta a España, anche se geograficamente questo resterà un successo olandese, visto l'arrivo posto a Venlo (con tanto di sconfinamento, per pochi chilometri, in Germania).
La tappa di Venlo è stata tirata - e quindi bella - soltanto nell'ultima dozzina di chilometri, visto che prima solo un tentativo di Rosendo, Boom e Hoogerland - partito al km 2, vantaggio massimo 9'42" al km 28 - la stava animando. Lo spagnolo dell'Andalucía Cajasur è stato l'ultimo ad arrendersi, ma il gruppo ha ringlobato anche lui a circa 12 km dalla linea del traguardo.
Qualche chilometro prima Horner, Farrar e Dean avevano dovuto fare i conti con delle forature, ma il ritmo tutt'altro che infernale impresso da Quick Step, Team Milram e Garmin (fino alle forature di velocista e pesce-pilota, ovviamente) non ha pregiudicato la loro giornata.
Ai 3000 metri dalla conclusione la Garmin s'è tirata fuori dai giochi, col Team Columbia e la Quick Step che hanno al contempo provato ad organizzare un lavoro che permettesse a Boonen e Greipel di essere lanciati ad altissima velocità per le rispettive volate; le uova nel paniere alle due squadre le ha rotte un po' il percorso (con un curvone a sinistra ai 1500 metri e una chicane ai 600 metri), e un po' la Vacansoleil, con quel pazzo di Marco Marcato che è entrato a tutta velocità nella già citata chicane, uscendone ad altissima velocità, riuscendo anche a sgranare il gruppo. Purtroppo per il veneto, e per il suo compagno Bozic - costretto a partire da davanti con la velocità che s'era nel frattempo ridotta - il neozelandese Henderson non s'è curato più di tanto della posizione di Greipel e s'è incollato alla ruota dello sloveno, passandolo con relativa facilità a 100 metri dalla conclusione.
Da dietro, nonostante quest'oggi nessuno dei big paghi in termini di secondi (a differenza di quanto successo ieri), Ciolek, Boonen, Farrar e Bennati mancano l'assalto alla maglia amarillo di Cancellara, mentre Freire - in bella rimonta - va a prendersi il 3° posto di tappa proprio davanti a Greipel.
Domani la Vuelta lascerà l'Olanda per arrivare in Belgio, a Liegi per la precisione, dopo aver affrontato Gpm che si chiamano Cauberg (due volte) e - a circa 13 km dall'arrivo - uno strappo (vogliamo dire côte?) che si chiama Saint-Nicolas. Essendo una tappa di un GT, però, e non una classica come l'Amstel Gold Race o la Liegi-Bastogne-Liegi, facile assistere alla terza volata consecutiva. Con la speranza, però - vista la presenza di corridori come Gilbert, Ballan, Andy Schleck, Cunego, Joaquím Rodríguez; ma anche Valverde, Samuel Sánchez e tanti altri - che i chilometri nel mezzo possano essere (molto) più divertenti. O anche, perché no?, sorprendenti.