Gran sabato per Domenico - Pozzovivo, prima vittoria da pro'
Con quell'aria da eterno esordiente, Domenico Pozzovivo si è conquistato la simpatia di tanti, in questi primi - con quello in corso ormai sono cinque! - anni da pro'. E oggi, oltre alla simpatia ed agli elogi per le sue doti non comuni quando la strada sale, si è andato a prendere anche la prima, meritatissima, vittoria da professionista.
La tappa, la prima utile per dare uno scossone vero alla classifica dopo il nulla di fatto di ieri, presentava l'ascesa al Colle Maddalena posto a meno di 20 km dall'arrivo. Tutti aspettavano il seguito del festival Lpr-Farnese, dopo la vittoria della cronosquadre di apertura e del bis di Petacchi nei giorni seguenti. Stavolta è Danilo Di Luca, vincitore già dodici mesi fa, il predestinato, e la presenza costante dei suoi uomini nell'avanguardia del gruppo nei primi chilometri della salita decisiva fa ben sperare i tifosi del Killer.
Ma a questa Settimana Lombarda sono tanti i nomi di valore, oltre all'abruzzese e, tra questi, c'è un certo Mauricio Soler, certamente non a caso miglior scalatore nel Tour de France di Contador. Il colombiano, già buon protagonista sul Mont Faron al Tour Méditerranéen e discreto alla Settimana Coppi&Bartali, parte deciso negli ultimi chilometri della Maddalena e gli si accoda il solo Pozzovivo che però, dopo qualche pedalata fuori giri, capisce che il passo del sudamericano non è sostenibile per molto ancora ed preferisce aspettare di buon grado i primi inseguitori, non lontanissimi da lui.
Faccia da ragazzino, dicevamo, ma scelte sagge se è vero che prima Rebellin e Giunti e in un secondo momento Froome, Carrara e Pietropolli, agganciano il piccolo scalatore lucano e, dopo essere transitati sul GPM con meno di quaranta secondi di distacco, i sette mettono nel mirino Soler che viene ripreso ai cinque dall'arrivo. Tra i battistrada avrete notato l'assenza di Di Luca che ha sofferto più del previsto le rampe della Lombarda, non riuscendo ad accodarsi ai migliori, lasciando però via libera al luogotenente Pietropolli.
In questi casi, se con te hai gente come Giunti, Rebellin o lo stesso Pietropolli, non puoi certo sperare di giocarti la corsa in volata, se ti chiami Domenico Pozzovivo. Bisogna assolutamente studiare un piano B ed ogni momento può essere quello buono per sparigliare le carte con un colpo bene assestato. E il più classico dei momenti buoni è un rallentamento del gruppo all'ultimo chilometro, mentre quelli che sarebbero i favoriti allo sprint iniziano a studiarsi e a guardarsi di sottecchi per capire le condizioni l'uno dell'altro. Succede proprio questo in vista del triangolo rosso dell'ultimo chilometro e il buon Domenico non se lo fa ripetere due volte: scatto secco e a tutta fino all'arrivo. E finalmente si può brindare alla prima vittoria da professionista per chi, fino ad ora, aveva come miglior risultato in carriera un secondo nella tappa del Fedaia del Giro d'Italia 2008.
Il primo dei battuti è (per favore, niente facili ironie!) Rebellin, mentre Pietropolli, terzo, conquista la leadership della generale. La tappa conclusiva di domani non sarà certo una passerella per lui, visto che nei 131 chilometri da Montello a Bergamo, il gruppo dovrà affrontare il Colle del Gallo (7 km), il Colle Maddalena (11 km) e, nel finale, lo strappetto di Bergamo alta che, in caso di corsa tirata, potrebbe risultare anche decisivo per l'assegnazione di questa Settimana Lombarda. Pietropolli avrà però un alleato non da poco, quel Danilo Di Luca che oggi ha sì pagato più del dovuto (poco più di un minuto per Danilo sul traguardo di Flero), ma a darlo per morto si commetterebbe un grosso errore.
Se per Pozzovivo celebriamo la prima da professionista, non possiamo far finta di niente davanti al ritorno al successo, a distanza di quasi 10 anni, di Frank Vandenbroucke, a detta di chi ne sa, uno dei più grandi talenti sbocciati negli anni Novanta. Il belga ha vinto la crono di una piccola corsa a tappe francese, la Boucle de l'Artois. Ma in momenti come questi non contano i nomi delle corse. Chiudiamo per un attimo gli occhi e immaginiamo cosa potrà passare in queste ore per la mente di Frank, vincente nato e, per un motivo o per un altro, costretto a rincorrere un successo per dieci anni.
Giuseppe Cristiano