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Blockhaus, blocco neve - Cima Coppi, le ragioni del taglio

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Cambia la Cima Coppi al Giro d'Italia del Centenario, ed è una notizia che passa quasi sotto silenzio nel panorama dell'informazione nazionale, ciclistica e non.
La Gazzetta dello Sport comunica la notizia con un trafiletto (
qui) e non con un articolo, come se il fatto che venga spostata la vetta più alta della Corsa Rosa (la Cima Coppi, appunto) a due giorni dall'inizio del Giro d'Italia fosse una cosa di poco conto, che gli appassionati possono digerire grazie ad un trafiletto o a pochi secondi di spiegazioni di Bulbarelli durante la diretta Rai.
Niente arrivo in cima al Blockhaus, dunque, ma striscione del traguardo posto in località Fonte Tettone; non più a quota 2064 metri sul livello del mare, ma addirittura 1700 metri. Si arriverà circa 800 metri dopo il rifiugio Mamma Rosa, togliendo alla salita qualcosa come 6 km.
Parte di questi 6 km saranno recuperati inserendo 4 km "nuovi"; si passerà da Miglianico, paese natale del ciclista Dario Cataldo (in corsa con la Quick Step), con 1 km di salita che presenta punte al 20%.
La notizia è stata data per prima dal sito abruzzese
PrimaDaNoi.it (coerente col suo nome, evidentemente), che parla esclusivamente di problemi logistici di locazione degli imponenti mezzi Rai, mentre nel trafiletto della Gazzetta si legge (con tanti condizionali, che invece sono certezze) di problemi causati dalla neve.

Per capire meglio abbiamo sentito Maurizio Formichetti, presidente del Comitato Tappa: «È vero, i problemi maggiori sono causati dai 10 metri di neve che sono caduti quest'inverno e che hanno reso difficoltoso persino il sopralluogo. È per la neve che sorgono dunque i problemi logistici per i parcheggi dei mezzi Rai, e sorgerebbero anche per la rimodulazione dell'asfalto, ovviamente deteriorato dalle condizioni climatiche».
Quindi l'arrivo a quota 1700 metri è certo? «Sì, di comune accordo con l'organizzazione di RCS Sport e con la Rai s'è deciso di abbassare la quota d'arrivo per ragioni di pura sicurezza. Quindi non esistono condizionali, ma certezze. Forse un po' di confusione nasce dalla denominazione Blockhaus, visto che da queste parti è così chiamato tutto il blocco montagnoso della Majella. Ma assicuro - nostro malgrado - che non si arriverà in cima. Dal punto di vista paesaggistico e sportivo si perde sicuramente qualcosa, e noi del Comitato Tappa abbiamo provato in tutti i modi a salvaguardare il percorso originario, ma poi ha prevalso il buonsenso e la voglia di garantire le migliori condizioni di lavoro per tutti».
Ma la decisione poteva essere presa prima? Si doveva arrivare a ridosso del Giro per tagliare la Cima Coppi? «Purtroppo la certezza si è avuta soltanto durante l'ultimo sopralluogo dei giorni scorsi. La neve ci negava ancora la possibilità di prevedere dei parcheggi nell'Ente Parco, che era la zona che era stata individuata per la logistica dei mezzi pesanti. Ma purtroppo la Provincia di Chieti sarebbe potuta intervenire sino ad un certo punto per sgomberare la zona, mentre l'Ente Parco purtroppo non dispone di spazzaneve».

Il taglio del Blockhaus si aggiunge al micidiale taglio di percorso che ha falcidiato la Cuneo-Pinerolo, la tappa che doveva ricordare la leggendaria cavalcata solitaria di Fausto Coppi e che invece sarà totalmente diversa dalla tappa vinta dal Campionissimo: niente Colle della Maddalena, niente Col de Vars, niente Col d'Izoard, niente Monginevro.
Rimane il Sestrière - nuova Cima Coppi coi suoi 2035 metri sul livello del mare - preceduta dal Moncenisio e seguita dalla salita di Pramartino.
Insomma, sarà sicuramente anche causa della neve, ma ciò che di storico e leggendario doveva avere l'edizione del Giro del Centenario, ahinoi è stato cancellato, modificato, riadattato; e, cosa forse più grave, somministrato agli appassionati quasi sottovoce, forse per paura di farsi sentire e - conseguentemente - ricevere delle critiche.
O dobbiamo per forza sperare che siano i corridori a rendere duro un percorso?

Mario Casaldi



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