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Prendi l'asino per le Kuurne - Boonen si impone su Eisel e Hunt

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Almeno oggi non abbiamo dovuto fare i conti con indebite scie di questa o quella moto a favore dei belgi in gara nella Kuurne-Bruxelles-Kuurne, come accaduto ieri in una Het Volk da dimenticare. Nel secondo appuntamento della due giorni d'apertura del calendario fiammingo ha prevalso il buon senso prima ancora che prevalesse Tom Boonen; in ogni modo, meglio così e speriamo di non rivivere scene come quelle di ieri.
La Kuurne-Bruxelles-Kuurne è in genere più facile e aperta ai velocisti rispetto alla Het Volk; ciò non vuol dire che sia anche di più facile gestione, visto che le tante anime da gatto del gruppo sono come punte dalla tarantola e danno vita a mille azioni e a continui rimescolamenti: oggi non si è sfuggiti alla regola, e se l'attacco di Leezer, Ladagnous, Gaudien, Ivanov, Ravard, Traksel, Veelers, Duyn, Hoornaert, Mortensen e Hunt, partito a 100 km dal traguardo, non ha trovato grosso spazio (non più di 1'10"), visto che Quick Step e Milram hanno badato a tenere le redini corte, meglio è andata a un più corposo gruppo di oltre 20 uomini isolatosi al comando a poco meno di 60 km da Kuurne.
Tra di loro Boonen era lo spauracchio, ma la presenza di gente come McEwen, Kroon, Nuyens, Eisel, Cooke, Flecha e Haussler (già ottimo ieri) preludeva ad un finale non così scontato. L'ultimo Campione del Mondo non italiano aveva però un asso nella manica, una carta vincente che gli ha permesso di non perdere la serenità né tantomeno il contatto con tutti i più pericolosi rivali; e questa formidabile arma segreta altri non è se non Sylvain Chavanel, il quale ha dimostrato abbondantemente quanto possa essere prezioso per Boonen nel prosieguo di questa campagna del Nord.
Il francese ha prima collaborato a tenere alto il ritmo (impedendo il rientro di corridori insidiosi dalle retrovie: poco - ma via via più - distante dai primi c'era infatti un gruppetto con Steegmans e Voeckler, ricacciato indietro dal lavoro di Sylvain e dei Rabobank (presenti in forze: Nuyens, Leezer e Flecha); dopo di ciò, Chavanel ha anche ricucito tutto quel che c'era da ricucire, quando nei 10 km finali è iniziata la sarabanda di scatti continui.
Vani i tentativi di Nuyens e Kroon tra gli altri, il più pericoloso è risultato alla fine Flecha, che è andato all'arrembaggio ai 4 km, un attacco secco che gli ha concesso di vedersi appiccicare una taglia grossa sul capoccione.
Il bounty killer della situazione è stato per l'appunto Chavanel, che è andato personalmente ad annullare le distanze dallo spagnolo a 600 metri dal traguardo. A quel punto si poteva lanciare la volata, e Hunt, uno dei più attivi della giornata, ha giustamente pensato, visto che nessuno si muoveva, di colpire per primo, lanciandosi ai 150 metri. Purtroppo per il britannico, Boonen a quel punto non poteva - più che altro per una questione etica - non monetizzare il gran lavoro del suo onorevole gregario di giornata, e ai 100 metri è uscito dalla ruota dello stesso Hunt per svolazzare potente verso la vittoria, non messa in discussione nemmeno dalla bella rimonta di Eisel che è andato a prendersi il secondo posto.
Per Tom è la seconda vittoria (la quarta consecutiva per la Quick Step) nella Kuurne-Bruxelles-Kuurne, la cosiddetta Corsa degli Asini, e il successo odierno rappresenta un bel biglietto da visita per il fiammingo in vista di appuntamenti più centrali nelle prossime settimane. Chi esce con la testa bassa da questa due giorni belga è invece la Rabobank, capace di combinare un disastro organizzato ieri (con un uomo in fuga e i suoi compagni a inseguirlo scriteriatamente), e di spendere tanto anche oggi senza incassare niente di sostanzioso. In mancanza di uno stoccatore come Freire, infortunatosi al Giro della California, urge per il team olandese un ripasso di tattiche alternative.

Marco Grassi    



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