Fate il Vos-3 gioco - Dominio assoluto dell'olandese a San Marino
Volata lanciata, velocità abbastanza sostenuta, nonostante i tre gpm di oggi, gruppo di 18 atlete che si giocano la tappa: e vince, come da copione, Marianne Vos.
Alla partenza le scalatrici sembravano tutte molto concentrate. I 100,7 km della 2a tappa di questo 3° Giro di San Marino, difatti, si prestavano eccome a dei colpi di mano: i gpm di Sogliano al Rubicone, Borghi e Verucchio sono degli gpm veri. Salite dure, selettive, forse non lunghissime, ma che fanno male; soprattutto l'ultimo, posto a circa 10 km dall'arrivo, sembrava il trampolino ideale per chi volesse provare a mettere in crisi la straripante Vos di questo week-end.
E già verso Sogliano al Rubicone il gruppo ha dato una prima scrollata. Un evento bizzarro, se vogliamo; più uno staccarsi (all'indietro) che un attaccare. Però tutte le migliori, 35 atlete, erano tutte davanti. Evento che poteva anche minare le convinzioni della Vos, da subito pressoché privata di tutte le compagne di squadre, contro le varie alleanze delle altre squadre.
Stranamente, però, il gruppetto delle migliori non ha voluto forzare, probabilmente perché, al passaggio del gpm, una certa Marianne Vos s'è andata a prendere il traguardo per la maglia verde davanti alla Lutz. Avranno pensato che non meritava di vincere questa tappa in carrozza. Tanto valeva riprovare a mischiare le carte.
La Vos, davanti alla Brändli e alla Lutz, s'è aggiugicata anche il gpm di Borchi, e li le avversarie hanno capito che dovevano far saltare il banco, anche rischiando in prima persona.
Al km 72 parte Dorte Rasmussen, danese compagna di squadra di Fabiana Luperini nella Menikini-Selle Italia, che può essere utilissima alla toscana come testa di ponte. Da dietro sembrano lasciar fare: il vantaggio dell'ultima vincitrice del Gp GFM Meccanica riesce a salire fino a 24" quando siamo al km 90.
Il gruppo, che nel frattempo s'è ricompattato, non lascia fare; anche perché la salita di Verucchio s'avvicina, e le comprimarie (con tutto il rispetto) non possono precedere le faro di questa edizione della corsa sammarinese.
La prima a muoversi - e la Vos ieri ci aveva detto di temerla particolarmente - è la svizzera del Bigla Cycling Team, Nicole Brändli, già vincitrice di tre Giro d'Italia, più il secondo posto dello scorso anno: scatto secco, in contropiede, dopo il riassorbimento della Rasmussen. La segue in prima persona Fabiana Luperini, e poi s'accodano la Pucinskaite, la Graus, la Neben e, neanche a farlo apposta, Marianne Vos.
E dire che Radio Informazioni ci aveva allarmato, perché dava davanti la (semi)sconosciuta Miluse Glave Flaskov e non la Vos: probabilmente un refuso di dorsali.
La notizia vera è che non è la Vos a vincere il gpm di Verucchio, bensì la Brändli, che riesce a mettere la propria ruota davanti a quelle della Neben e della Graus. Gli scatti si susseguono, soprattutto grazie alla presenza di due compagne di squadra dell'Equipe Nürnberger, la Graus e la Pucinskaite, che scattano a turno, a ripetizione, per provare a mettere in difficoltà l'olandese in maglia biancoceleste di leader. Marianne Vos però risponde alla grandissima, provando addirittura ad allungare, dalla testa del gruppo, attraverso delle progressioni poderose.
"Con una Vos così, tanto vale aspettare il gruppo", avran pensato le sue compagne d'avventura. E difatti a 3 km dall'arrivo altre 12 atlete rientrano sulle 6 di testa, con Monia Baccaille che prova l'anticipo da finisseur a 1000 metri dal traguardo. Ed è ancora Marianne Vos a rispondere, con uno scatto bello, secco, deciso ed imperioso.
Che fare?
Niente.
Si arriva in volata, e Marianne svernicia tutte, con una sempre più convincente Marta Bastianelli, vera speranza del ciclismo giovanile femminile italiano, di nuovo al 2° posto di tappa, e la neozelandese Joanne Kiesanowski, che riesce a cogliere il podio dopo il 4° posto di ieri.
Lungo il cerimoniale delle premiazioni scambiamo qualche battuta con Edita Pucinskaite: «Ho la soddisfazione di essere arrivata prima dopo una grandissima atleta - ammette candidamente la campionessa lituana -. Con la mia squadra abbiamo provato ad attaccare la Vos, avevamo anche il dovere di farlo, così come abbiamo avuto quasi il dovere, una volta davanti, di tirare per la buona riuscita della fuga, visto che eravamo in due, la sottoscritta e la Graus».
«La Brändli ha fatto uno scatto molto buono a Verucchio - continua Edita -, ed anche la "Lupa" (Fabiana Luperini, ndr) ha fatto una bella azione. Però quello che mi ha più sorpresa - e qui la Pucinskaite si fa più seria - è che la Vos non solo ci veniva a riprendere, ma addirittura ha provato a staccarci con un allungo in pianura. Ora, va bene che va forte, ma io in pianura di ruota non mi faccio mica sfilare», e poi sorride quasi ad ammettere che è più l'orgoglio - giustissimo ed assolutamente sportivo - che l'atleta a parlare. Un 2° posto che vale una vittoria per la Pucinskaite, e lo sa anche lei.
Così come molto soddisfatta è la Neben, statunitense che è arrivata 3a: «La corsa è stata davvero bellissima. Bei paesaggi, belle strade, salite molto belle e molto dure. Verucchio è stato il gpm più duro in assoluto. Purtroppo - fa spallucce Amber - la Vos è stata inattaccabile, non siamo mai riuscita a staccarla. Complimenti a lei, è stata davvero la più forte».
Marianne Vos è disponibile con tutti i tifosi che vogliono scattare foto con lei, anche se il non parlare l'italiano la spiazza un po'. È sempre molto cordiale, però, e con lei lo staff della sua squadra, il Team DSB Bank, che ha lasciato sempre molta corda alla disponibilità dell'olandesina volante con i tifosi, gli appassionati, ma anche semplici curiosi.
Termina così, col trionfo della Vos leader di tutte le classifiche finali (a tempo, a punti, gpm, giovani) e vincitrice di tutte e tre le tappe in programma, il 3° Giro di San Marino, corsa che ha assunto un'importanza di riflesso ancora maggiore dalla notizia che è trapelata ieri sera tra gli addetti ai lavori: la 18esima edizione del Giro d'Italia femminile si correrà.
Mario Penariol, membro della Commissione Tecnica della Fci per quanto riguarda il ciclismo femminile, ha riunito ieri sera le squadre italiane per sincerarle sul futuro: «Potete continuare la vostra marcia di avvicinamento al Giro - ha detto a grandi linee Penariol ai team manager - perché al 99,9% il Giro d'Italia femminile si correrà».
L'organizzazione dovrebbe essere affidata (sarà ufficializzata a giorni) a Giuseppe Rivolta ed al Velo Club Sovico, già realizzatore del Giro donne dal 2002 al 2005.
Un'ottima notizia a corollario di una grande manifestazione.
Cosa volere di più? La Vos al via? Chissà...
Mario Casaldi