Le due facce del pavè - Hincapie vince. Boonen: cocaina!
Iniziamo dalle notizie belle o da quelle brutte? Eh sì, perché purtroppo oggi dobbiamo registrare l'ennesima spallata data al mondo del pedale, e stavolta viene anche difficile prendersela con l'Uci (o chi per lei). Ma iniziamo dal ciclismo pedalato.
La seconda tappa del Critérium del Delfinato ha mostrato un grande George Hincapie, abile nel capire e nello sfruttare il lavoro della Gerolsteriner, col giovane Haussler che, (quasi) furbescamente, aveva fatto il buco dopo l'allungo del compagno Lang, partito già dentro l'ultimo km della tappa di Vienne.
La tappa era vissuta sulla fuga a tre promossa da Albizuri, De la Fuente e Augè (questi ultimi hanno continuato in due nell'ultima parte, visto che il basco si era staccato), la classica fuga destinata a morire già in partenza, visto che i velocisti - ieri bugerati dallo strappo nel finale - oggi avevano tutta la voglia di giocarsi il successo di tappa.
Ed infatti la Crédit Agricole del capoclassifica Hushovd s'è impegnata in testa al gruppo per gran parte della tappa, almeno fino al km 12, quando il laziale Agnoli ha acceso la miccia al gruppo, che poi s'è prodigato in scatti più o meno convinti che hanno indotto la coppia autoctona Dumoulin e Passeron (ancora un Cofidis ed un Saunier Duval) ad un tentativo che si è esaurito sotto i colpi della stessa Crédit Agricole a meno di 5 km dalla conclusione.
L'aver lavorato così aspramente tutta la giornata, però, non ha permesso al vikingo Thor di avere compagni di squadra nel finale, dove la Gerolsteiner ha inscenato un bel colpo di teatro; colpo che sarebbe probabilmente riuscito a pieno se quella vecchia volpe di Hincapie non avesse colto l'attimo esatto per lanciarsi alla caccia della ruota posteriore del cronoman tedesco per poi passarlo piuttosto agevolmente a 200 metri dalla conclusione, mentre dietro Hushovd lanciava una volata lunghissima nel disperato tentativo di riportarsi sulla coppia al comando.
Praticamente in contemporanea al successo di uno dei "vecchi" leoni del pavè, dal Belgio rimbalzavano le notizie della positività alla cocaina dell'ultimo vincitore della Parigi-Roubaix (ultima di tante vittorie di gran prestigio), durante un controllo a sorpresa effettuato dalla Comunità fiamminga il 26 maggio. Tom Boonen non è stato arrestato perché le perquisizioni effettuate ieri nelle case dei genitori e della compagna del belga hanno dato esito negativo: non c'era altra cocaina in casa, in pratica.
L'Uci ha già fatto sapere che Boonen non rischia sanzioni sportive perché i metaboliti della cocaina fanno parte di quelle sostanze che, se trovate prima di 48 ore da una competizione, non portano a squalifiche, però ora Boonen - che terrà domani una conferenza stampa in quel di Wielsbeke, nella sede del suo club di appartenenza, la Quick Step - rischia una denuncia penale, forse una condanna e il carcere, e sicuramente l'ostracismo di quelle false verginelle che rispondono al nome di "organizzatori". Difatti il Giro di Svizzera ha già fatto sapere di non gradire Boonen al via della propria corsa (che scatterà sabato) ed è probabile che anche il "puritano" Tour de France possa prendere una decisione simile di qui a breve.
Mario Casaldi