Il Portale del Ciclismo professionistico

.

Sono giovani, sono veloci - Intervista doppia: Marzoli-Bozic

Versione stampabile

Il primo lo conosciamo abbastanza bene, anche se è giovanissimo. Ma forse proprio la sua giovane età gli ha permesso di essere considerato già da qualche anno, e lo è tuttora, una delle promesse più fulgide e splendenti, seppur un poco da lucidare, per gli sprint italiani degli anni a venire. Il secondo se non è un oggetto misterioso poco ci manca, anche se l'anno scorso – soprattutto – abbiamo iniziato a sentire questo cognome spesso e, principalmente per lui, volentieri. Quest'anno sono compagni nel nuovo Team L.P.R. di Davide Boifava, ed abbiamo posto loro le stesse domande.


Nome e cognome.
Samuele: Samuele Marzoli.       Borut: Borut Bozic.
 
Soprannome.
Samuele: "Samu"; o "Marzo", dipende.       Borut: "Božo", con la "z" slovena. Si legge Bojo, in pratica.
 
Anni.
Samuele: 22.       Borut: 26.
 
Nazionalità.
Samuele: Italiana.     Borut: Slovena.
 
A quanti anni sei passato pro'?
Samuele: A 19 anni.     Borut: A 24 anni.
 
Qual è stata la tua ultima società da dilettante?
Samuele: La Bottoli Artoni, che è stata anche la prima e l'unica, visto che ho fatto solo un anno da under.     Borut: La Sidi De Rosa (e Marzoli aggiunge: «Mi ricordo che andavate come moto...», e Bozic ride).
 
Quante vittorie da pro'?
Samuele: Nessuna, purtroppo, ma spero di invertire la rotta.     Borut: L'anno scorso 11, poi 4 due anni fa e ancora 4 il primo anno: il totale fa 19, no?
 
Quante vittorie da dilettante?
Samuele: 12.     Borut: Una decina in tutto, anche se non me lo ricordo perfettamente.
 
La corsa dei sogni?
Samuele: Se devo dire un sogno, dico senza dubbio la Milano-Sanremo.     Borut: Una tappa del Giro d'Italia.
 
La corsa più bella tra gli under?
Samuele: Il Gp Liberazione, anche se purtroppo quell'anno non l'ho corso.     Borut: Tra quelle che ho fatto, sicuramente il Gp William Tell, che si corre in Svizzera.
 
Chi o che cosa ti ha avvicinato alla bici, da bambino?
Samuele: La bici è una tradizione di famiglia, era inevitabile, credo, per me fare ciclismo.     Borut: I buoni risultati di Walter Bonca, professionista sloveno, mi hanno fatto innamorare.
 
Domanda singola per Bozic: a che livello è il dilettantismo in Slovenia?
      Borut: Sicuramente è più difficile sia per questioni organizzative delle corse sia per la poca quantità di squadre.
 
Qual è la differenza principale tra il dilettantismo e il professionismo?
Samuele: Innanzitutto le velocità e i cambi di ritmo in corsa. E poi le salite; si fanno a delle velocità incredibili.     Borut: Le salite vengono rese dure anche se sono facili. Il professionismo è un altro mondo.
 
Qual è stato il primo pensiero dopo aver firmato il primo contratto da pro'?
Samuele: Non penso di aver avuto pensieri. Vi basterà sapere che ho firmato il mio primo contratto da pro' davanti a Beppe Saronni, di cui ho in camera un poster enorme della vittoria in maglia iridata alla Milano-Sanremo. Può rendere l'idea?     Borut: Siccome sono passato in una squadra non molto importante, ho pensato: "Cosa posso vincere per firmare un contratto con una squadra migliore?".
 
Qual è stata la tua prima squadra da pro'?
Samuele: La Lampre, che all'epoca aveva un solo nome.     Borut: La Perutnina Ptuj, una squadra minore slovena.
 
La tua prima gara da pro'?
Samuele: La Kuurne-Bruxelles-Kuurne, un inferno. Sono arrivato ultimo, credo, a quindici minuti dal primo, ma già dall'inizio non capivo se fossi davanti, se fossi in fuga, se mi avessero staccato; niente! Una gara impensabile.     Borut: Il Gp Costa degli Etruschi di Donoratico ed anche allora, come quest'anno, caddi e finii dietro, anche se trovai la forza per non ritirarmi.
 
Qual è stato il tuo primo pensiero, nella camera d'albergo, finita la prima gara da pro'?
Samuele: Tra me e me mi son detto: "Ma in che mondo son finito?".     Borut: Nessuno in particolare, ma conoscendomi avrò pensato: "Speriamo di aver più fortuna la prossima corsa".
 
Con chi dividi la camera durante il ritiro?
Samuele: Con Marco Marcato.     Borut: Con Luca Solari.
 
Ha dei difetti particolari?
Samuele: Forse è un po' rumoroso (e Marcato, che lo ascolta da qualche passo, si volta e sorride).     Borut: Nessuno, è un bravo ragazzo.
 
Che ne pensi dell'ambiente del Team L.P.R.?
Samuele: Penso sia una grande famiglia dove non c'è né tensione né disagio. Ad esempio ieri abbiamo ricevuto la notizia di non essere stati invitati al Giro d'Italia, e seppur l'umore non può essere il migliore, non è stato fatto di certo un dramma.     Borut: Sono d'accordo con Samu su tutto. In più per me che vengo da una squadra più piccola, vivo tante cose nuove che mi fanno star bene. È un importante passo in avanti per la mia carriera essere qui.
 
Qual è l'aspetto più bello della vita da professionista?
Samuele: Avere la possibilità di fare il mestiere che piace, alzarsi ed andare in bici, fare i massaggi e pensare alle corse: la "vita", dunque.     Borut: Essere parte di un mondo che ami è sicuramente una bella sensazione.
 
E l'aspetto più brutto?
Samuele: L'altro aspetto della "vita". È bello, sì, ma è tremendamente duro fare il mestiere del ciclista.     Borut: Questo lavoro non si può fare se non lo sia ama.
 
Qual è la parolaccia che dici più spesso in corsa?
Samuele: Non penso che possiate scriverla, ma ne dico tante.     Borut: Ne dico tantissime, neanche mi ricordo quella che dico più spesso.
 
I velocisti ne dicono di più, o vale per tutti i pro'?
Samuele: I velocisti in volata non ne dicono, perché sappiamo che ognuno cerca di limare l'altro per le posizioni. Però le diciamo qualche km prima, per qualche manovra pericolosa o troppo azzardata.     Borut: Vale per tutti, credo. Ma in fondo penso sia anche un po' naturale, vista la tensione che c'è in gruppo, soprattutto nelle corse più importanti.
 
A chi devi il "grazie" più sentito?
Samuele: Sicuramente alla mia famiglia.     Borut: La famiglia innanzitutto, visti i sacrifici che hanno fatto per comprarmi la mia prima bici, e poi mia moglie.
 
E all'interno del ciclismo?
Samuele: A Renzo Busetti, uno dei miei primi ds di quando ero bambino, che nel '98 ha iniziato a seguirmi negli allenamenti, nei dietro macchina, ovunque e comunque, e lo fa tuttora.     Borut: A Walter Bonca, sicuramente, perché per i primi anni è stato molto importante. Adesso a nessuno, visto che faccio tutto da me.
 



Mario Casaldi

RSS Facebook Twitter Youtube

30/Jul/2017 - 20:30
ESCLUSIVO: le immagini del folle che ha tagliato la strada al gruppo facendo cadere decine di corridori al Giro d'Italia

24/May/2016 - 21:06
All'An Post Rás giornata di gloria per James Gullen nella tappa "di montagna": Fankhauser diventa leader

24/May/2016 - 17:07
Giro, nel giorno della nuova delusione di Vincenzo Nibali vince Alejandro Valverde davanti a Kruijswijk e Zakarin

23/May/2016 - 22:12
An Post Rás, nella seconda tappa vince il padrone di casa Eoin Morton

23/May/2016 - 16:00
Giornata di rinnovi: André Greipel e Marcel Sieberg alla Lotto Soudal fino al 2018, Geraint Thomas prolunga con la Sky

23/May/2016 - 13:11
Benjamin Prades vince l'ultima tappa del Tour de Flores ma non basta, la generale va a Daniel Whitehouse

23/May/2016 - 12:39
Brutte notizie per il ciclismo elvetico: l'IAM Cycling comunica che cesserà l'attività a fine stagione

23/May/2016 - 11:22
Conclusi i Campionati Panamericani: l'ultimo oro è dell'ecuadoriano Jonathan Caicedo

22/May/2016 - 23:59
Il Tour of California si conclude con una imperiosa volata di Mark Cavendish. Classifica finale a Julian Alaphilippe

22/May/2016 - 23:39
Il Tour of Bihor si chiude nel segno dell'Androni Giocattoli-Sidermec: tappa a Marco Benfatto, generale a Egan Bernal

22/May/2016 - 23:20
Women's Tour of California: gioie finali per Kirsten Wild e Megan Guarnier. Le altre corse: ok Bertizzolo e Lepistö

22/May/2016 - 22:44
Velothon Wales, Thomas Stewart supera Rasmus Guldhammer e Ian Bibby

22/May/2016 - 22:24
Dilettanti, ulteriori vittorie per Nicola Bagioli e Riccardo Minali alla Due Giorni Marchigiana

22/May/2016 - 22:22
Scatta l'An Post Ras: la prima tappa va all'olandese Taco Van der Hoorn grazie ad un colpo di mano