Le pagelle del Lombardia - Ecco i nostri promossi e bocciati
Bettini - 10+
La gamba gli scappava, ha saputo trasformare la propria disperazione di uomo in una grande, immensa, rabbia agonistica di sportivo. Non voleva vincere, voleva arrivare da solo, ed avere tutto il tempo per potersi concedere il lusso di dedicare la vittoria a chi voleva lui, a chi sappiamo tutti, e voleva farlo in un modo che ha emozionato, commosso, non solo lui, non solo l'ambiente Quick Step (bellissime le lacrime di Bramati all'arrivo), ma tutti i tifosi, tutti gli addetti ai lavori; sia quelli presenti sul lungolago di Como, sia quelli a casa. Grazie Paolo!
Wegmann - 10
Grandi ed epiche vittorie nascono anche, se non soprattutto, da eroici avversari, da corridori duri da battere, difficili da togliersi da ruota. Se oggi Bettini ha commosso, tutti si sono stretti col cuore accanto al giovane tedesco lì sul San Fermo della Battaglia, all'ennesimo allungo di Bettini, che apriva la bocca per cercare più aria possibile, chiudeva gli occhi per cercare di togliersi il buio della vista, addirittura gli tremava il mento, sull'orlo delle lacrime. E al km 98 era anche caduto. Le sue espressioni sono state un bellissimo amarcord del ciclismo che fu.
Samuel Sánchez - 9
Dategli una discesa, e vi spaccherà il mondo. Sono incredibili i numeri che riesce a fare l'asturiano dell'Euskaltel in discesa, in qualsiasi discesa, e il modo di piegare e disegnare le curve. Negli ultimi 3 km avrà recuperato qualcosa come 15" a Bettini, un'enormità. Una forza della natura, uno spettacolo per gli occhi vederlo pedalare.
Andrea Pagoto - 9
Partire al km 34 vuol dire affrontare 211 km di fuga. Arrivare decimo dopo una corsa presa di petto in tal modo vuol dire avere dei numeri non comuni. Il fatto che sia un classe '85 significa che il futuro è tutto dalla sua parte. Oggi è stato fenomenale, s'è saputo gestire alla grande ed ha estratto dal cilindro una prestazione superlativa.
Di Luca - 6,5
Meglio provare a fare il vuoto sul Civiglio e poi staccarsi o provare a rimanere agganciati coi denti al treno dei migliori, come fatto fino ad allora, seppure la gamba non sembrasse irresistibile? A noi i tentativi piacciono, non era neanche troppo sconsiderato, ed ha dimostrato comunque un degno orgoglio da parte dell'abruzzese.
Moreni - 8
Ha una grinta da applausi, e una gamba che ha iniziato a girare a meraviglia sin dal Giro di Polonia. L'esclusione dagli azzurri di Salisburgo l'avrà ulteriormente caricato, ed è sempre stato davanti in tutte le corse che ha disputato dopo di allora.
Carrara - 7
Saltano Ballan e Ruggero Marzoli, e la Lampre piazza tra i primi il bergamasco Carrara, una sorpresa se non assoluta quantomeno spiazzante. Dopo l'arrivo impreca contro tutti e tutto per via dello sprint per il quarto posto, o più verosimilmente perché sapeva che in volata non era affatto fermo e avrebbe potuto agguantare il podio.
Riccò - 6,5
Ricordiamoci che è un neopro', seppur molto forte, e stare coi migliori fino al Civiglio, a meno di 20 km da Como, è sintomo di ottime cose. Ha la "sfortuna" di essere messo - oggi - in contrapposizione a Pagoto, ma un neopro' deve fare i conti col fondo, con le salite in successione, con una gestione di corsa a cui si deve abituare. Difatti l'ha messo fuori gioco una crisi di fame.
Caccia - 6
Con Totschnig è il primo a smuovere la corsa al km 28, e poi una volta ripreso, sulla Madonna del Ghisallo, mette il rapportino e bada soltanto ad arrivare all'arrivo. L'altra faccia del Lombardia: il primo ad attaccare, l'ultimo ad arrivare, a 16'44" da Bettini. Il ciclismo è popolare anche, se non soprattutto, grazie a questi "pazzi" coraggiosi.
Nardello, Celestino - 5,5
Dai "grandi vecchi" ci si aspetta sempre qualcosina, se non in brillantezza, almeno in resistenza. E invece sia il varesino sia il ligure trapiantato a Bergamo si nascondono per tutta la corsa, non mettono mai il naso fuori dal gruppo e si lasciano trasportare dagli eventi.
Sella, Devolder - 5
Ci riesce francamente difficile capire come due corridori che navigano nel terzo gruppetto intorno a tre quarti di corsa possano saltare in maniera così repentina ed irrimediabile. Al km 217 Sella è con Noè e Gustov, poi scompare; nell'inquadratura successiva con Noè e Gustov c'è il belga Devolder. All'arrivo risultano entrambi ritirati. Mah.
Valverde - 4
La Caisse d'Epargne ha provato in tutti i modi possibili a non farlo partire, adducendo addirittura una pseudo-protesta sindacale contro la decisione di RCS Sport di non premiare con la maglia bianca Pro Tour il vincitore del ranking istituito dall'Uci all'inizio del 2005. Ha firmato, sì, ma praticamente non ha corso lo stesso. Ritirato, e non premiato. Wow.
RCS Sport - 3
Bettini ha denunciato la mancanza di luci in galleria, che hanno causato anche una caduta, ed alcune carenze organizzative al seguito corsa, con delle auto che si sono infilate nella "lunga teoria delle ammiraglie" (cit: Roata) in maniera piuttosto indebita. E poi c'è anche il concorso di colpa con l'Uci (che ha colpe ben più gravi, per carità) per il mancato podio. Capiamo le prese di posizione, siamo d'accordo con il pugno duro nei confronti dei padri-padroni, ma le decisioni non devono svantaggiare il pubblico. Mai.
I gruppi sportivi del Pro Tour - 0
Ci sarebbe da scrivere un "no comment", o un "senza parole", ed invece ci ostiniamo a commentare la vergogna che s'è consumata sul lungomare di Como: vince il campione del mondo Bettini in solitaria, secondo un ottimo Sánchez, terzo un coriaceo Wegmann. Si aspetta la cerimonia delle premiazioni, il pubblico vuole applaudire i propri beniamini. I soliti gruppi sportivi del Pro Tour, gli stessi che han deciso il Codice Etico dello stesso Pro Tour, invece han pensato bene di fare la guerra a RCS Sport, che a sua volta aveva deciso di fare la guerra al Pro Tour decidendo già da due giorni di non premiare a fine manifestazione il leader Pro Tour.
Gli sponsor su chi vogliono far leva? Sulla gente, giusto? I team manager allenano dei corridori per vincere e per farli gioire, giusto? E allora cosa c'è di sensato in quello che è successo? Altro capitolo nefasto nella faida interna del ciclismo. Complimenti.
La gente, i tifosi - 10
Siamo tifosi anche noi, siamo tifosi dei ciclisti, spesso di più di un ciclista soltanto, spesso ci basta emozionarci con le lacrime di un Bettini, di un Wegmann, con uno scatto di Di Luca, con una sorpresa come quella di Pagoto. Ed è per questo che andiamo sulle strade, che accendiamo la tv. Per i ciclisti, non per il Pro Tour, per le classifiche a punti, per i team manager arroganti, per gli organizzatori che badano più al lucro che al proprio pubblico. Da qui, da Cicloweb.it, si alzerà sempre la voce della gente, dei tifosi. Come quelli che sul San Fedele d'Intelvi, tanto per fare un esempio, hanno gridato contro Riis. Senza violenza, ovviamente, ma per farci sentire. Non ne possiamo più di essere presi in giro.