Reportage Lampre - Intervista a Pieri: «Che peccato la Roubaix senza Arenberg»
Versione stampabileA Donoratico, al GP Costa degli Etruschi, Martinelli ha preferito portare Gilberto Simoni piuttosto che te. Come hai preso la notizia di questa esclusione?
«L'esclusione era concordata, visto che mi trascino un problema dalla scorsa estate. Io e la squadra abbiamo deciso di non correre ulteriori rischi. Ho fatto quattro giorni di stop e poi una settimana di antibiotici, dato il riacutizzarsi del dolore che mi ha costretto all'operazione nel 2004».
È lo stesso problema che ti ha bloccato e fatto ritirare in Australia?
«Sì, è un po' l'insieme di tante componenti: sono sei mesi che non corro, e ci sono sempre un po' questi problemi fisici».
Martinelli ha dichiarato di attendersi "un miracolo": il ritorno di Pieri ad alti livelli.
«I miracoli non esistono, ognuno cerca sempre di competere e di lottare con le proprie armi, magari sperando di ricevere un aiuto dalla fortuna. Dal mio punto di vista, io cerco sempre, e cercherò in futuro, di dare tutto quello che mi è possibile, poi lo ripeto, ci vuole anche un po' di fortuna. Non tutti gli anni sono uguali, speriamo che questo somigli più al 2003 che all'ultimo».
Ballerini una volta dichiarò: "Se con il mio cervello avessi avuto il fisico e la classe di Pieri, avrei vinto qualche Fiandre e parecchie Roubaix in più". È un complimento o un'accusa?
«Da una parte è una frase che ti fa piacere, perché mi ha riconosciuto delle indubbie qualità; dall'altra è ovviamente un monito che evidenzia i miei limiti. Ma ognuno ha i suoi. Io so che potrei fare meglio, ma a volte ho come un limite mentale. È questo che va giudicato, e non tutti lo giudicano nello stesso modo e nella stessa maniera».
E Pieri come lo giudica?
«Non ho molto da dire. Sicuramente devo rendermi conto delle possibilità che ho; piano piano ed anno per anno acquisisco sempre qualcosa in più, ma per sfortuna o per altri motivi non ti puoi esprimere. Quando si è frenati da cause di forza maggiore è sempre difficile giudicare una stagione».
La Roubaix rimane sempre il tuo obbiettivo dichiarato?
«Sicuramente mi piacerebbe far bene anche da prima, ma con tutti questi problemi fisici spero di recuperare la condizione migliore in tempo per la Roubaix, e magari allargare il discorso a tutta la campagna del Nord».
Che ne pensi del taglio della Foresta di Arenberg dal percorso della Parigi-Roubaix?
«È come levare le grandi salite ai Grandi Giri...».
Sembra anche che il sindaco di Wallers (dove si trova la foresta) abbia dichiarato che la situazione, dal passaggio del 2004, non è molto cambiata. Anche se hanno aumentato i chilometri in pavè la corsa risentirà dell'assenza di Arenberg?
«Dicono che si stia veramente rovinando, e quest'anno si eviterà per salvaguardare uno dei patrimoni ambientali dello stato francese: ma la corsa perde parecchio del suo fascino, senza dubbio. La Foresta di Arenberg è "la Foresta"».
Le volate di gruppo rientrano nei tuoi allenamenti oppure hai deciso di abbandonare questo tipo di lavoro?
«Le volate posso anche farle, nel caso mi senta bene e ce ne siano le possibilità. Ma certamente non è il mio obbiettivo principale che, lo ripeto, è la campagna del Nord. E poi per le volate la Lampre-Caffita ha già i suoi bravi velocisti».
Mario Casaldi