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Giro del Friuli Venezia Giulia 2011: Pantò beffato per un secondo - Il vincitore finale è Matteo Busato

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L'arrivo solitario di Pantò a Osoppo © Uff. stampa della corsaTutto lasciava presupporre che l'ultima tappa del Giro della Regione Friuli Venezia Giulia 2011 sarebbe stata accesa e combattuta, e così è stato: in tanti hanno provato ad attaccare la maglia bianca Matteo Busato, che conduceva una classifica cortissima con ventuno corridori in 34 secondi, ma alla fine il veneto è riuscito a mantenere la leadership per un solo secondo, portandosi a casa l'edizione numero 48 della corsa a tappe per dilettanti più antica d'Italia. A tagliare per primo il traguardo della quarta tappa, Arta Terme - Osoppo è stato Carmelo Pantò, che ieri aveva solo 29" di distacco dal leader Busato, ma per un solo secondo non è riuscito a ribaltare in extremis la classifica conquistando anche la maglia di leader.

Si diceva una tappa estremamente combattuta, che ha visto attacchi lungo tutti i 156,5 km della frazione odierna: dapprima hanno provato ad andarsene Matteo Zambon e Maxim Averin (Palazzago), Romain Ramier (Amical Velo Club), Daniele Ferraresso e Daniele Cavasin (Generali) e Maxim Pokidov (Katusha), tutti ripresi nel corso delle prime rampe della Sella Chianzutan (km 57). Il gruppo maglia ha affrontato questa prima salita compatto, ma al termine della tecnica discesa si è tornati subito a salire verso il Gpm di Orton (km 80), e qui altri attacchi sono susseguiti, mentre il gruppo principale continuava a sfaldarsi. Nel corso della successiva discesa verso Travesio, una lunga strada tutta in continua discesa, tutti i migliori della classifica si sono riportati nelle posizioni di testa. Al km 95 è scattato l'australiano Luke Durbridge (Team Jayco), e su di lui si sono portati anche Averin, Mattia Ceola (Mantovani), Sebastian Balck (Sweden), Carlos Alexandre Manarelli (Generali). I cinque hanno guadagnato sino a 1'10" sul gruppo maglia bianca alle loro spalle, ma i continui sali-scendi che conducevano il gruppo al Gpm di Clauzetto hanno favorito l'inseguimento e stancato i battistrada, che sono stati riassorbiti in vista del terzo Gpm di giornata (km 122). Qui la maglia bianca Busato si è lasciato sfilare in fondo al gruppo dei migliori, e questo ha dato la spinta ad altri corridori per tentare l'attacco finale. In discesa hanno allungato quindi Julian Kern (Seven Stones), ancora Averin, Ilya Gorodnichev (Coppi Gazzera), Axel Domont (Chambery Cyclisme Formation), Carmelo Pantò (Gragnano) e Thomas Lebas (Amical Velo Club), questi ultimi due con soli 29" di distacco in classifica dal leader Busato. Gli ultimi chilometri di corsa sono stati condotti al cardiopalma, con il gruppetto dei fuggitivi che manteneva un vantaggio tra i 20" e i 36" e la maglia bianca virtuale che continuava a cambiare proprietario. Tutto si è deciso sull'ultimo chilometro in pavè che saliva verso il Forte di Osoppo: prima ha attaccato Kern, poi è stato raggiunto e superato da Pantò, che ha dato tutto ciò che aveva sulle ultime rampe di salita ed è riuscito a tagliare il traguardo per primo, ma per un solo secondo non è riuscito a sfilare la maglia bianca a Busato, che in prima persona aveva condotto il gruppo negli ultimi chilometri di corsa.

Busato, vincitore della classifica, in maglia bianca © Uff. stampa della corsaGioia immensa quindi in casa Zalf, che conquista il Giro della Regione due anni dopo la vittoria di Gianluca Brambilla: «Quello che era importante non erano i secondi, ma tenere la maglia - spiega un raggiante Matteo Busato, che nel 2010 aveva chiuso al terzo posto - Sapevo che la condizione era buona, ma è stata davvero dura perchè tutti continuavano ad attaccarmi: per fortuna che la squadra mi è stata vicina, abbiamo tutti dato il massimo». E ora, con questa maglia bianca sulle spalle, uno sguardo al futuro: «Spero che questa vittoria mi cambi la carriera, perchè quello che desidero adesso è fare il salto nel professionismo. Brambilla adesso è al Giro d'Italia, chissà che il Giro del Friuli Venezia Giulia non porti bene anche a me». La Zalf ha vinto anche la classifica generale per squadre.
Una nota di amarezza segna invece le parole di Carmelo Pantò: «Non serve neanche descrivere cosa si prova a perdere un giro per un solo secondo. Di certo rimane la soddisfazione per la vittoria di tappa e per aver chiuso comunque al secondo posto un Giro internazionale. Adesso punterò a far bene al Giro Bio e ai campionati italiani, speriamo di arrivarci in buona condizione».
Massimo Graziato
ha mantenuto la maglia azzurra di leader della classifica a punti e il suo compagno di squadra Filippo Fortin è riuscito a conquistare quella fucsia dei traguardi volanti grazie al primo posto sullo sprint intermedio posto a Bordano. Giro più che positivo quindi per la Trevigiani Dynamon Bottoli, che porta a casa due maglie e una giornata in maglia bianca (la terza tappa con Graziato).
La maglia rossa dei Gpm è rimasta sulle spalle del russo Ilnur Zakarin (Nazionale Russa), che oggi ha fatto il mattatore sui Gpm di giornata, mentre quella verde di miglior giovane è andata al francese Axel Domont, altro protagonista della giornata odierna ma anche delle tappe precedenti: «Sono venuto qui per lavorare per il mio capitano Romain Bardet - spiega il francese, classe 1990 - Oggi ho attaccato nella speranza di spaccare il gruppo e di favorire un suo attacco. Alla fine però non è riuscito a rientrare su noi attaccanti e allora ho tentato di vincere la tappa. E' stata una corsa positiva per la Chambery Cyclisme Formation anche se è mancata la vittoria: io ho la maglia verde e il terzo posto della generale, Bardet ha chiuso sesto».

La Redazione

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