Kirchen: «Dubito che tornerò a correre»
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Lo scorso 19 giugno ci spaventammo tutti per lui: Kim Kirchen ebbe una crisi cardiaca nel corso del Giro di Svizzera, e da allora non ha più corso. Operato per l'innesto di un pacemaker, Kirchen di fatto non ha più inforcato la bici, se non per qualche uscita in assoluta scioltezza in questi ultimi mesi. Il lussemburghese è giù di morale, come confessa a Wort.lu (ripreso da CyclingNews): «Aspetto ancora novità dai dottori che mi seguono, ma ci vorranno altre settimane per saperne di più. Ma le possibilità che io possa a tornare un professionista sono basse: non posso prendere alcun rischio, la situazione è seria e non posso prendere sottogamba quanto accaduto a giugno. Se ci sarà anche un piccolo dubbio che ciò possa succedere ancora, dovrò trovarmi un altro lavoro». Fatto che, naturalmente, incupisce Kim: «Sono molto preoccupato e pessimista; dormo poco», e forse si sente abbandonato dal Team Katusha in cui ha militato in questa disgraziata stagione, e con cui il contratto sta per rompersi a causa dei 6 mesi di inattività del corridore (era una clausola dell'accordo): «I rapporti con la squadra si sono interrotti da tempo, avevamo visioni divergenti su alcuni punti. Ma non importa, non voglio entrare nel dettaglio». Quantomeno Kirchen potrà dedicarsi alla famiglia e ai due gemelli dati alla luce da sua moglie qualche settimana dopo la crisi cardiaca di Kim: «Passo molto tempo coi bimbi, e mi fanno dimenticare i miei problemi. Voglio passare con la mia famiglia delle fantastiche festività».