Coppa Agostoni 2015: Quei tre Rebelli(n) sempre all'attacco - A Lissone Davide esulta dopo una fuga da lontano con Nibali (2°) e Scarponi. Bonifazio, volata amara
- Coppa Agostoni - Giro delle Brianze 2015 [1]
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- Southeast 2015 [7]
- Alberto Bettiol [8]
- Andrea Pasqualon [9]
- Antonino Parrinello [10]
- Davide Ballerini [11]
- Davide Rebellin [12]
- Enrico Gasparotto [13]
- Enrico Gasparotto [14]
- Felix Alejandro Baron Castillo [15]
- Giacomo Nizzolo [16]
- Giacomo Nizzolo [17]
- Giacomo Tomio [18]
- Gianfranco Zilioli [19]
- Gianni Moscon [20]
- Lukas Pöstlberger [21]
- Maciej Paterski [22]
- Maciej Paterski [23]
- Maciej Paterski [24]
- Marco Tizza [25]
- Mattia Pozzo [26]
- Mauro Finetto [27]
- Michele Gazzara [28]
- Michele Scarponi [29]
- Miguel Ángel Benito Díez [30]
- Niccolò Bonifazio [31]
- Rafael Andriato [32]
- Simone Ponzi [33]
- Sonny Colbrelli [34]
- Stefan Schumacher [35]
- Vincenzo Nibali [36]
- Uomini [37]
Ci volevano tre corridori esperti ed affamati per far sì che la Coppa Agostoni non si concludesse in volata. Davide Rebellin, Vincenzo Nibali, Michele Scarponi: 109 anni in tre (44 anni il CCC Polkowice-Sprandi, 30 e 35 la coppia Astana), coraggio da vendere. Hanno attaccato all'ultimo giro del circuito del Lissolo - il promotore dell'azione, come si intuirà facilmente, è stato Nibali - hanno tenuto duro fin sul traguardo.
Hanno resistito al gruppo, nel piatto circuito di Lissone, poi Scarponi s'è rialzato e Nibali s'è giocato la sua carta. L'anticipo non è riuscito allo Squalo dello Stretto, così Davide Rebellin l'ha fulminato giusto un attimo prima che il gruppo piombasse sul traguardo.
Torna Nibali e con lui gli attacchi da lontano
Una prima volta, per l'intramontabile corridore veneto, che mai in carriera aveva conquistato l'Agostoni. C'era troppa pianura nel finale, ma ha saputo sfruttare al meglio l'azione a tre. Non vinceva da un po': era il 28 aprile scorso quando Rebellin spianava il difficile arrivo in salita di Gögübeli, al Tour of Turkey che l'avrebbe visto leader per tre giorni, prima di essere sopravanzato da Kristijan Durasek.
Mancava la vittoria a Rebellin tanto quanto mancavano gli attacchi di Vincenzo Nibali. Finita la Vuelta quando nemmeno era iniziata - e finita male - il messinese dell'Astana era oggi al rientro alle gare. Senza la sua azione nell'ultima tornata del Lissolo, probabilmente la corsa si sarebbe decisa allo sprint, con Bonifazio a ripetere il successo dello scorso anno, Nizzolo e Colbrelli a contrastarlo. Non è andata così.
La pioggia benedice la 69esima Coppa Agostoni
Piove al via di Monza, dato alle 10:45. Sono 25 le squadre al via della 69esima Coppa Agostoni-Giro delle Brianze, ma solamente due fanno parte del World Tour (Astana e Lampre-Merida). Si percorrono 198.2 km, con l'arrivo posto a Lisssone.
Nel mezzo, un primo giro per scaldarsi e dar modo alla fuga del mattino di prendere il largo, quindi quattro tornate nel circuito del Lissone, ognuna da 24.5 km con le salite di Sirtori, Colle Brianza e Lissolo, infine il ritorno a Lissone, con un circuito cittadino finale di 9.8 km a complicare ulteriormente la vita agli attaccanti.
Partenza a tutta, poi vanno in via in otto
Forte andatura nei primi chilometri, con la pioggia che aiuta il gruppo a perdere pezzi ed a frazionarsi nelle retrovie. La prima fuga parte dopo 25 km ed è composta da sei uomini: Gianfranco Zilioli (Androni-Sidermec), Lukas Pöstlberger (Bora-Argon 18), Miguel Ángel Benito Diaz (Caja Rural-Seguros RGA), Mattia Pozzo (Nippo-Vini Fantini), Davide Ballerini (Unieuro-Wilier-Trevigiani) e Giacomo Tomio (Roth-Skoda). Si uniscono, a formare un gruppetto di otto, Stefan Schumacher (CCC Sprandi-Polkowice) e Rafael Andriato (Southeast), con il gruppo che amministra ma lascia i battistrada prendere il largo.
Baron e Gazzara inseguono. In gruppo lavora l'Astana
Dopo 36 km il plotone viaggia con un ritardo di 1'53" dai battistrada, con Felix Alejandro Baron (Colombia) e Michele Gazzara (MG.Kvis-Vega-Norda) che inseguono a 1'15". All'entrata del circuito del Lissone gli otto hanno 2'22" su Baron e Gazzara, mentre il gruppo, che è tirato dall'Astana, viaggia a 4'12".
La pioggia (e si scoprirà, del gasolio) ha reso viscido l'asfalto e così davanti, a seguito di una caduta, Lukas Pöstlberger perde contatto dagli altri sette, che tirano dritto. L'austriaco della Bora-Argon 18 viene raggiunto da Baron e Gazzara, con i quali insegue gli ex compagni di fuga. Dovrà nuovamente fermarsi per problemi tecnici, perdendo il treno buono.
Zilioli e Schumacher gli ultimi a mollare, dei fuggitivi
Lungo le prime due tornate del Lissolo l'Astana controlla che il margine dei sette non cresca, anzi, lo lima pian piano; al penultimo giro i fuggitivi hanno ancora 2'09" sul gruppo. Davanti avviene una selezione naturale che fa sì che Zilioli e Schumacher restino gli ultimi a guidare la corsa, con un minuto sul gruppo.
All'inizio dell'ultimo giro il gruppo è addosso a Zilioli, ultimo giapponese della Brianza con una ventina di secondi su Ballerini, Benito e Schumacher ed un minuto e mezzo, appunto, sul plotone.
Astana al lavoro sull'ultimo Lissolo e Nibali all'attacco
Nell'ultimo giro, però, si vedono i fuochi d'artificio. Ballerini, Benito e Schumacher sono stati ripresi dal gruppo, dove è sempre l'Astana a fare il ritmo. E lo scopo dei kazaki si rivela ben presto, quando parte Vincenzo Nibali. Lo Squalo va a riprendere e superare Gianfranco Zilioli, portandosi dietro il compagno Michele Scarponi e Davide Rebellin. I primi inseguitori del terzetto sono Gianni Moscon (Italia) e Marco Tizza (Team Idea), con Mauro Finetto (Southeast) ed Enrico Gasparotto (Wanty-Groupe Gobert) ancora più indietro.
Verso il traguardo tanta pianura per il terzetto in fuga
Riprende la pioggia e mentre nelle retrovie cadono in non pochi (Alberto Bettiol, quest'oggi in azzurro, una delle vittime), davanti i tre attaccanti scollinano sul Lizzolo con 57" sul gruppo. Niccolò Bonifazio, che si era staccato in salita, rientra. Sarà la sua Lampre-Merida, insieme all'Italia (che lavora per Giacomo Nizzolo) a condurre l'inseguimento.
I tre però ridiscendono verso Lissone con il medesimo vantaggio, poco meno di un minuto (48" a 25 km dal traguardo). C'è tanta pianura e lì il gruppo rosicchia molto a Rebellin, Nibali e Scarponi. È il marchigiano dell'Astana a far l'andatura, tenendo il ritmo alto perché il gruppo fatichi di più a rientrare. Ma l'Italia e la Lampre, di concerto, hanno deciso che debbono chiudere.
Scarponi si stacca. Italia, Lampre, Bardiani e Southeast per chiudere
Non è semplice, perché è vero che lavorano anche Southeast e Bardiani-CSF, ma davanti il terzetto non molla: ai -8 hanno ancora 16" da gestire, siamo nelle fasi cruciali. Michele Scarponi, dopo un grande lavoro per Vincenzo Nibali, viene riassorbito: Lo Squalo se la gioca con Rebellin ed i due hanno tutto l'interesse a non rallentare. Nibali prova alla fine un'accelerazione che vorrebbe fosse letale, ma Rebellin risponde rientrando sul Campione d'Italia ed infilandolo in una volata a due.
Rebellin vince lo sprint a due. Niccolò Bonifazio terzo
Vincenzo Nibali si deve accontentare della piazza d'onore mentre ancor più grandi rimpianti li avrà Niccolò Bonifazio, lo scorso anno vittorioso in questa corsa, oggi primo del gruppo. La volata vincente, però, vale solo il gradino più basso del podio.Al quarto posto troviamo l'azzurro Giacomo Nizzolo, seguito da Sonny Colbrelli ed Andrea Pasqualon.
Settimo Simone Ponzi, quindi il polacco Maciej Paterski, Enrico Gasparotto ed Antonino Parrinello. Domani seconda prova del Trittico Lombardo, la Coppa Bernocchi che nel 2014 premiò Elia Viviani; chi succederà al ragazzo di Isola della Scala sul traguardo di Legnano?