GP Nobili Rubinetterie 2015: Il primo graffio di Nizzolo - Il milanese in volata su Ponzi. Bella fuga di Valverde e Rebellin
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L'ultima volta che Giacomo Nizzolo vide il traguardo e lo superò per primo si trovava a Perwez, Tour de Wallonie 2014. Era il 27 luglio ed il milanese della Trek batteva Gianni Meersman ed il giovane Silvan Dillier. Troppo lungo questo digiuno. E sì che Nizzolo non s'era affatto nascosto in queste prime corse del 2015; anzi, si può dire senza problemi che la vittoria l'ha spesso sfiorata, arrivandoci a tanto così. Ha sempre trovato una ruota più veloce della sua, così si inizia a far collezione di piazzamenti: secondo nella terza tappa dell'Etoile de Bessèges dietro a Bryan Coquard, quinto nella prima tappa della Parigi-Nizza, terzo nella terza (superato - diciamo chiuso di mestiere - da Matthews e Cimolai). Sembrava che questo benedetto primo centro non volesse arrivare, che il famoso ghiaccio non si volesse rompere. E invece... Invece oggi a Stresa, nella volata che assegnava il 18esimo Gran Premio Nobili Rubinetterie, il classe '89 milanese ha fatto tutto nel modo giusto: volata di potenza, precisa, la migliore di tutti. E finalmente può esultare, Nizzolo.
Nessuno scatta, poi fuga di 27 uomini
Sono 187.5 km, quelli che separano Suno da Stresa. Prima ora di gara a 50 km/h, non si riesce ad andare in fuga. Passati 86 km di corsa vanno all'attacco 27 uomini: Marco Canola e Niccolò Pacinotti (Italia), Eugenio Alafaci, Marco Coledan, Calvin Watson e Laurent Didier (Trek), Jussi Veikkanen (FDJ), Winner Anacona ed Enrique Sanz (Movistar), Cameron Meyer (Orica-GreenEDGE), Lasse Norman Hansen e Robert Zepunkte (Cannondale-Garmin), Pavel Kochetkov ed Eduard Vorganov (Katusha), Franco Pellizotti e Marco Frapporti (Androni Giocattoli-Sidermec), Tomasz Kiendys e Bartolomiej Matysiak (CCC Sprandi-Polkowice), Juan Pablo Valencia (Colombia) , Riccardo Stacchiotti ed Alessandro Malaguti (Nippo-Vini Fantini), Eugert Zhupa e Mauro Finetto (Southeast), Dylan Gidlestone (Drapac), Chris Williams (Novo Nordisk), Giovanni Carboni (Unieuro) e Marco Tizza (Team Idea 2010). AG2R La Mondiale e Movistar (hanno sia Valverde che Lobato da giocarsi) tirano il plotone, che viaggia con 3', non di più, prima che si salga a Massino Visconti. È la prima ascesa, ma il plotoncino che guida la corsa scoppia: restano al comando Marco Canola, Winner Anacona, Cameron Meyer, Pavel Kochetkov, Eduard Vorganov, Franco Pellizotti e Mauro Finetto. Enrique Sanz tiene duro ma l'andatura è troppo alta per lo spagnolo. Il primo gruppo inseguitore scollina con 30" di svantaggio da questo piccolo drappello, poi discesa e nuovamente salita a Massino Visconti.
Valverde e Rebellin staccano Cunego, Reda e Gasparotto
Il gruppo si ricompatta, scatti e controscatti che nulla producono, poi uno scatto speciale: grandi nomi davanti, con Alejandro Valverde (Movistar) e Davide Rebellin (CCC Sprandi-Polkowice) che vanno via insieme a Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini), Francesco Reda (Team Idea 2010) ed Enrico Gasparotto (Italia) per poi staccarli. Adesso Rebellin e Valverde ci credono, si spremono, danno l'anima per arrivare. Dietro non sono della stessa opinione dei due fuggitivi illustri, quindi Valverde e Rebellin vengono ripresi a 7 km dall'arrivo dopo che il loro vantaggio non era mai salito oltre i 35". Katusha e Cannondale-Garmin le squadre più attive in gruppo per chiudere sulla coppia, inizia ora un'altra corsa.
Si arriva in volata, Nizzolo trafigge Ponzi e Haller
Una corsa molto breve - appena 7 km - ed in cui tutti vogliono arrivare allo sprint. Specialmente la Katusha, che sa di avere un Marco Haller in buona condizione e tira come una dannata. Anche la Cannondale fa un lavorone, ma sul rettilineo finale Giacomo Nizzolo capisce che è giunta l'ora di vincere. Parte a sinistra elì resta, contenendo il ritorno degli altri sprintanti. Simone Ponzi, qui vittorioso nel 2014 e nel 2011, è secondo. Terzo gradino del podio occupato dall'austriaco della Katusha Marco Haller. Resta a bocca asciutta uno dei grandi favoriti della vigilia, Juan José Lobato, che chiude al quarto posto, seguito da Grega Bole, Oscar Gatto, dall'ottimo Iuri Filosi (è un neopro'), Matteo Montaguti, Antonino Parrinello e Francesco Reda.
Nizzolo: «So bene che è la corsa ideale per preparare la Sanremo»
«Conosco bene questa corsa - ha dichiarato Giacomo Nizzolo subito dopo l'arrivo - so che si disputa a ritmo velocissimo e proprio per questo è l'ideale per preparare la Sanremo. Non solo, sapevo che se avessi tenuto duro sul Massino avrei potuto giocarmela: al primo passaggio ho faticato parecchio, al secondo stavo molto meglio. In volata, poi, ho dovuto lanciarmi molto presto, perché ai 300 metri Valverde si è accorto che alla sua ruota non c'era Lobato e quindi si è spostato, costringendomi a partire lungo. Temevo che potessero rimontarmi, invece sono riuscito a tenere e a cogliere un successo importante per il morale e anche in chiave Sanremo, dove correremo compatti per il nostro grande leader, Fabian Cancellara». Insomma, Nizzolo alla Sanremo ci sarà, ha una grande gamba ma non sarà il capitano della Trek, almeno non in partenza. Eppure questa vittoria, giunta non troppo all'improvviso ed appena prima della Milano-Sanremo, è una vera e propria iniezione di fiducia. Tenetelo d'occhio, il milanese, domenica.