Tour of Turkey 2014: Viviani, questo è un bel segnale - Elia davanti a Cavendish, Sbaragli terzo. Domani arrivo in salita
- Presidential Cycling Tour of Turkey 2014 [1]
- Cannondale Pro Cycling Team 2014 [2]
- Cofidis, Solutions Crédits 2014 [3]
- Omega Pharma - Quick Step 2014 [4]
- Andrea Fedi [5]
- André Greipel [6]
- Cameron Wurf [7]
- Danilo Napolitano [8]
- Elia Viviani [9]
- Kristian Sbaragli [10]
- Luca Paolini [11]
- Mark Cavendish [12]
- Mattia Pozzo [13]
- Niccolò Bonifazio [14]
- Rein Taaramäe [15]
- Uomini [16]
dal nostro inviato
Elia Viviani vince in Turchia, laddove aveva timbrato nel 2010 la prima da pro', e spezza l'incantesimo che vedeva i colori azzurri non trionfare da due anni esatti al Tour of Turkey. Ma soprattutto il veronese interrompe il dominio di Cavendish, autentico mattatore delle prime volate in terra turca.
Il corridore della Cannondale, dopo aver centrato due piazzamenti nei primi 5, oggi ha vinto alla grande a Turgutreis prendendosi una piccola rivincita sul corridore dell'Omega che l'anno scorso gli aveva soffiato la maglia rosa sul traguardo di Napoli in occasione della 1a tappa del Giro d'Italia.
Anche se la corsa turca non è il Giro, il segnale dato da Elia a se stesso e agli altri sprinter che si contenderanno le volate della corsa rosa, Kittel in primis, è davvero forte. Il veronese infatti è stato autore di una superba volata al termine di una tappa lunga e nervosa nel finale: una sorta di ciliegina sulla torta a margine di un Tour of Turkey disputato soprattutto per fare la gamba in vista del Giro.
Merito anche della squadra che ha assistito il veronese negli ultimi chilometri per metterlo in condizione di prendere la ruota giusta, quella del manxman che, a corto di gregari nel finale, si è dovuto piegare alla progressione in rimonta di Viviani. In particolare Viviani ha ringraziato Wurf, preziosissima pedina nello strappetto finale posto a poco più di 1 km dal traguardo.
La Cannondale aveva mandato in avanscoperta dopo pochi chilometri l'austriaco Krizek, uno dei protagonisti della fuga che ha caratterizzato la corsa insieme a Boem (Bardiani), Ferrari (Caja Rural), Norris (Drapac), Van Niekerk (MTN), De Maar (Unitedhealthcare), Sijmens (Wanty), Tedeschi e Pozzo (Neri). Per cui a svolgere il grosso del lavoro per riprendere i fuggitivi sono state la Cofidis di Taaramäe, l'Omega di Cavendish e un grandissimo Paolini autore di alcune trenate utili in ottica Giro d'Italia che non hanno fatto decollare una fuga potenzialmente pericolosa. Il più attivo tra i fuggitivi è stato il corridore della Neri Mattia Pozzo, lesto a inserirsi nel tentativo giusto per incrementare il suo vantaggio nella speciale classifica della maglia bianca, il cui sprint era posto a 20 km dal traguardo, ma anche per tentare lo stesso colpaccio riuscito due anni orsono ad Andrea Di Corrado che a Turgutreis vinse in solitaria al termine di una lunga fuga con altri compagni d'avventura.
Il riaggancio puntualmente è avvenuto a una decina di chilometri dall'arrivo con Hansen, Reguigui, Canola, Kal e Kudus che hanno provato nel finale a guastare la festa dei velocisti e a stuzzicare Taaramäe ma, come da copione, Turgutreis ha accolto il gruppo compatto con tutti i velocisti più forti, tranne Guardini e Greipel staccati, pronti a contendersi una volata che ha parlato italiano. Sul gradino più basso del podio è infatti finito Kristian Sbaragli con altri tre azzurri nella top 10: Fedi 4°, Napolitano 5° e Bonifazio 8°.
Domani giornata di tregua per gli sprinter prima delle volate di Izmir e Istanbul. Si arriva infatti in salita a Selcuk, a due passi da Efeso, e rivedremo all'opera gli stessi protagonisti della tappa di Elmali pronti a contendersi il successi di tappa e la classifica finale. Un altro sussulto dei colori azzurri non è da escludere visto che a Elmali hanno dato ottimi segnali i giovani Barbin e Formolo e la chioccia Rebellin. In particolare il corridore veneto è infuriato perché nella tappa di ieri gli è stato quantificato un distacco di 10" per via di un buco in volata da lui contestato invano ai giudici.