Tour of Oman 2014: Attacca Froome, Greipel finalizza - Chris va via in salita, André coglie il quinto centro
- Tour of Oman 2014 [1]
- Bardiani Valvole - CSF Inox 2014 [2]
- Lotto Belisol Team 2014 [3]
- Omega Pharma - Quick Step 2014 [4]
- Orica - GreenEDGE 2014 [5]
- Topsport Vlaanderen - Baloise 2014 [6]
- Unitedhealthcare Pro Cycling Team 2014 [7]
- Aldo Ino Ilesic [8]
- Alessandro Bazzana [9]
- Alexander Kristoff [10]
- André Greipel [11]
- Daniele Bennati [12]
- Filippo Fortin [13]
- Nacer Bouhanni [14]
- Nicola Boem [15]
- Nicola Ruffoni [16]
- Paolo Colonna [17]
- Peter Sagan [18]
- Preben Van Hecke [19]
- Stijn Devolder [20]
- Tom Boonen [21]
- Tony Gallopin [22]
- Uomini [23]
Al Tour of Oman è nuovamente il giorno di André Greipel: il tedesco della Lotto Belisol, dopo il successo nella prima tappa, s'è ripetuto anche oggi nella terza frazione e ha riconquistato la maglia di leader che aveva lasciato ieri all'australiano Leigh Howard. Con questo ennesimo successo Greipel è salito a quota cinque centri stagionali, più di ogni altro corridore: un primo mese di gare altamente scoppiettante è una caratteristica fissa del Gorilla e quindi questo score non deve sorprendere, ma volata dopo volata Greipel sta mostrando anche notevoli progressi generali che potrebbero contribuire ad elevare ulteriormente il livello degli sprint ed a rendere il 2014 un anno di battaglie memorabili e spettacolari.
Oggi sul traguardo di Al Bustan un arrivo con il gruppo compatto era tutto tranne che scontato visto che negli ultimi 25 chilometri c'erano da scalare due salite brevi ma dalle pendenze arcigne: il tracciato preveda prima lo strappo di Al Hamriya (pendenza al 9.8%) e poi quello al 9% di Al Jissah che terminava ad appena 6500 metri dal traguardo. L'anno scorso qui vinse Peter Sagan per distacco e quel giorno furono grandi protagonisti anche Vincenzo Nibali e Christopher Froome: in attesa dell'arrivo in salita a Green Mountain questo si poteva considerare quindi come un primo banco di prova per i big delle classiche e dei grandi giri e anche stavolta la tappa ha rispettato abbastanza le attese.
In partenza anche oggi s'è mosso subito un atleta della Bardiani-CSF: a centrare la fuga giusta è stato di nuovo Nicola Boem che già avevamo visto all'attacco da lontano nel corso della prima frazione; assieme a Boem sono riusciti ad avvantaggiarsi sul gruppo anche Kevin Ista (IAM Cycling), Martijn Maaskant (Unitedhealthcare) e Jelle Wallays (Topsport) con quest'ultimo che aveva fatto compagnia all'italiano anche il primo giorno.
Per i quattro battistrada, partiti proprio al chilometro quattro, il vantaggio massimo è stato di 3'15": il gruppo li ha tenuti sempre a distanza di sicurezza avvicinandosi fino a 1'40", poi lasciando nuovamente un po' di spazio fino a 2'15" ed infine lavorando con decisione nell'avvicinamento al tratto decisivo della tappa.
Sulla prima delle due salite in programma, quella di Al Hamriya, l'olandese Maaskant ha perso contatto dai fuggitivi ma ormai il gruppo aveva meno di 1' da recuperare ed il ricongiungimento definitivo è avvenuto dopo il secondo traguardo volante (Boem li ha vinti entrambi), praticamente ai piedi della salita di Al Jissah.
Qui sono iniziati i fuochi d'artificio con la Sky che ha preso il controllo del gruppo con al fianco anche gli uomini dell'Astana per Vincenzo Nibali: il primo a smuovere le acque in salita è stato l'italiano Manuele Boaro (Tinkoff-Saxo), ma è stata una potente accelerata di Cameron Meyer (Orica) a scatenare la reazione di Chris Froome che lo ha ripreso agevolmente per poi piazzare un bello scatto in prima persona. I primi a riportarsi su Froome sono stati Fabian Cancellara, Peter Sagan e Zdenek Stybar, tutti nomi che poi ritroveremo davanti anche nelle grandi classiche.
È stato proprio a questo punto che il copione tattico della tappa è cambiato rispetto all'anno scorso: in questi ultimi 5000 metri il gruppo inseguitore, forte di circa 80 unità, è riuscito subito a riorganizzarsi, davanti si sono guardati in faccia una volta di troppo e quasi all'ultimo chilometro gli attaccanti sono stati ripresi.
Nonostante gli sforzi della salita e dell'inseguimento, Greipel ha mostrato una grandissima condizione e nello sprint s'è imposto con margine davanti a Peter Sagan e Nacer Bouhanni: il tedesco non è mai stato uno di quei velocisti puri che vengono rimbalzano indietro alle prime rampe di salita, ma questa capacità di superare agevolmente certe difficoltà tanto da ritrovarsi ancora con parecchia forza nelle gambe è un gran bel segnale ed una classica come la Milano-Sanremo, se verrà effettivamente tolta la nuova ascesa della Pompeiana, potrebbe essere più alla sua portata. In fondo quest'anno Greipel s'è già piazzato al secondo posto dietro a Gerrans nella prima tappa del Tour Down Under su un traguardo che certo non si poteva definire di facile interpretazione.
Oltre alla fuga di Boem e all'attacco nel finale di Boaro, oggi si sono distinti anche altri corridori italiani con buoni piazzamenti: nei primi dieci dell'ordine d'arrivo troviamo infatti Marco Canola (Bardiani) al quinto posto, Francesco Gavazzi (Astana) al settimo, Matteo Trentin (Omega Pharma) al nono ed Enrico Battaglin (Bardiani) al decimo. Tutti questi corridori li potremmo ritrovare protagonisti anche domani visto che la tappa prevede quattro scalate della salita di Bousher Alamrat, due da un versante e due dall'altro: questo circuito potrà fare più selezione rispetto ad oggi visto che ci sarà poco margine per recuperare tra un passaggio e l'altro.