Coppa Agostoni 2013: Pozzato, adesso continua così - Nella volata di Lissone precede Ponzi. Aru molto attivo
- Coppa Agostoni - Giro delle Brianze 2013 [1]
- Astana Pro Team 2013 [2]
- Bardiani Valvole - CSF Inox 2013 [3]
- Lampre - Merida 2013 [4]
- Vini Fantini - Selle Italia 2013 [5]
- Alberto Cecchin [6]
- Alexandr Kolobnev [7]
- Davide Mucelli [8]
- Davide Rebellin [9]
- Fabio Aru [10]
- Filippo Pozzato [11]
- Ivan Rovny [12]
- Kristijan Durasek [13]
- Louis Meintjes [14]
- Marco Zamparella [15]
- Matthew Brammeier [16]
- Nicola Dal Santo [17]
- Patrick Facchini [18]
- Patrick Sinkewitz [19]
- Simone Ponzi [20]
- Tim Mertens [21]
- Uomini [22]
Uno dei corridori più discussi, criticati, analizzati, apprezzati, torna alla vittoria dopo un digiuno di 186 giorni. Era il 16 febbraio quando Pippo Pozzato si aggiudicava con relativa semplicità, e per la terza volta in carriera, il Trofeo Laigueglia. Da quel fresco pomeriggio ad oggi ne sono capitate (o non ne sono capitate) tante a Pozzato.
Dalla primavera da buttare, con il vicentino mai nel vivo delle "sue" Classiche, al Giro corso in appoggio a Scarponi, dunque senza risultati personali.
Si era rivisto all'Eneco Tour, una settimana fa, quando colse un 7° posto a Forest, altura nei pressi di Bruxelles, ed un 9° posto a Geraardsbergen. Più importante di ogni risultato era stato vederlo davanti a tirare il gruppo sia sulle stradine olandesi che sui muri delle Fiandre.
Ritorna alla vittoria non certo in una classica monumento ma in un a corsa italiana che è tradizione, nonché parte del trittico lombardo: la Coppa Agostoni. Vittoria che giunge ben prima dello sprint finale con cui Pozzato supera Kolobnev ed anticipa Ponzi, esultando forse un po' troppo presto (o almeno quanto basta per provocare un mezzo infarto ai suoi tifosi).
Infatti, quando con Durasek nella fuga di otto, la Lampre ha messo Favilli a tirare, con Pippo che si nascondeva poco più indietro, è stato chiaro che la gamba del vicentino era ottima e che avrebbe provato ad ottenere il massimo.
La corsa inizia ben prima del via, con il traffico autostradale che blocca buona parte dei team diretti a Lissone sull'autostrada, con ancora 50 km da percorrere per giungere al via. Si decide così di posticipare il via di mezz'ora, dalle 12.00 alle 12.30, eliminando uno dei quattro giri iniziali da 29 km. La gara, dai 198.7 km previsti in origine, scende dunque ad un tracciato di 169.7 km.
Subito in fuga cinque uomini: Tim Mertens, Matthew Brammeier, Louis Meintjes, Nicola Dal Santo e Alberto Cecchin. Non supereranno mai il vantaggio di 4' e quando iniziano le asperità brianzole i battistrada si sgretolano. Sulla prima salita, quella di Ello, rimangono in testa Dal Santo, Meintjes e Cecchin. Brammeier rientrerà sulle prime rampe di Colle Brianza ma a quel punto ci si sarà già concentrati totalmente o quasi sul gruppo principale.
È da lì infatti che scatta deciso Fabio Aru, portandosi dietro Manuel Bongiorno, Julián Arredondo e poco dopo Kristijan Durasek. Rientra anche Patrick Facchini su di loro ed il gruppetto (con Firsanov e Fedi tra i più attivi) li vede lì davanti, così sull'erta di Giovenzana Aru dà un'altra sgasata e manda nuovamente buona parte del gruppo a gambe all'aria.
Solo Durasek tiene il ritmo del classe '90 sardo in forza all'Astana. Ad ogni allungo di Aru risponde il solo Durasek, gli altri aspettano terreno favorevole per riportarsi sotto.
Dopo Giovenzana troviamo così in testa Sinkewitz con Zardini, Aru, Durasek, Rovny, Mucelli, Facchini e Rebellin. il gruppo è a due minuti ma né Lampre (che ha Durasek davanti), né Bardiani (c'è Zardini), né altre formazioni si prendono la briga di tirare.
Sembra fatta per gli otto, tant'è che sul finale dell'ultima salita, il Lissolo, Aru riprova ad allungare, scremando il gruppo dei battistrada. Facchini è quello che più si danna l'anima per chiudere su Aru, mentre Rovny si stacca (rientrerà). Intanto il gruppo che sembrava privo di forze e speranze fino a pochi chilometri prima ha rosicchiato mezzo minuto ai fuggitivi; Elia Favilli il testa, Pozzato in quarta ruota, i Vini Fantini a tutta.
Davanti iniziano a studiarsi, a scattarsi in faccia, a perdere ancora secondi: il gruppo non aspettava altro. All'ultimo chilometro restano davanti solo Patrick Facchini e Davide Mucelli, gli unici a crederci, mentre il gruppo ha ormai riassorbito gli altri sei battistrada. Anche Facchini e Mucelli vengono ripresi e sorpassati a doppia velocità da Kolobnev, che tenta di anticipare la volata.
Chi ha calcolato bene i tempi è Pozzato, che sprinta in maniera impeccabile ed esulta con largo anticipo, lasciando una speranza residua a Ponzi, che sarà comunque secondo. Terza piazza per il veloce Marco Zamparella, seguito da Rebellin e Rovny. Angelo Pagani è 6° davanti a Davide Mucelli, Franco Pellizotti, Alexandr Kolobnev e Bjorn Thurau. L'infaticabile Aru chiude 23° a 19", il suo compagno di fuga Durasek 25° a 26".
Domani secondo appuntamento del trittico lombardo, la Coppa Bernocchi, con 200 km tondi tondi da percorrere (partenza ed arrivo a Legnano). Che Pozzato voglia mandare a Bettini un messaggio di conferma, "per Firenze io ci sono"? Altamente probabile.