Tour de France 2013: Franza&Spagna, più non si magna - Transalpini e iberici ancora a secco
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La vittoria di oggi di Matteo Trentin ha interrotto un digiuno italiano al Tour de France che durava da 71 tappe, dalla quarta frazione della Grande Boucle 2010 quando Alessandro Petacchi s'impose sul traguardo di Reims. Le difficoltà del nostro movimento ovviamente non vengono spazzate via in un colpo solo, ma questa vittoria di Trentin mette in luce i problemi di alcune nazioni storiche del ciclismo mondiale che in questo Tour sono ancora all'asciutto: Francia e Spagna.
Con quella di oggi abbiamo 14 tappe già alle spalle e 7 ancora da fare e sia Francia che Spagna sono ancora clamorosamente ferme a quota zero vittorie di tappa: l'ultima volta che i transalpini non sono riusciti a vincere una tappa nel grande giro di casa è stato nel 1999, l'ultimo digiuno iberico al Tour risale invece all'anno prima; a fare più scalpore, però, è il fatto che nel dopoguerra mai queste due nazioni si sono trovate contemporaneamente a secco dopo due settimane di gara, e per ritrovare qualcosa di simile bisogna addirittura tornare indietro al 1926 quando su 17 tappe totali vinsero solo Belgio, Italia e Lussemburgo.
Fino ad adesso in questo 100° Tour de France il miglior risultato da parte di un corridore francese è stato il 5° posto di William Bonnet nella convulsa volata di Saint Malo: è vero che la corsa ha offerto per poche occasioni per gli outsider, ma tutti gli uomini migliori d'oltralpe stanno girando al di sotto delle aspettative. Thomas Voeckler al momento attuale sembra solo un lontanissimo parente dell'indomito attaccante ammirato gli anni scorsi e anche oggi, in una tappa adattissima alle sue caratteristiche, non s'è mai schiodato dalle ultime posizioni del gruppo: per quanto visto sembra difficile possa risorgere sulle Alpi. Male anche Thibaut Pinot che s'è bloccato dalla paura in discesa e che ora sta accusando anche alcuni problemi di salute (forte mal di gola) che potrebbero farlo soffrire ancora di più nei prossimi tapponi di alta montagna.
Può bastare quindi la maglia a pois di Pierre Rolland a salvare il bilancio francese? Forse sì, ma lo scalatore dell'Europcar sembra che quest'anno si sia voluto concentrare quasi esclusivamente nella caccia ai punti dei gran premi della montagna sprecando tante energie in tappe interlocutorie. Il prestigio di questa speciale classifica, in particolar modo al Tour de France, non si discute ma dopo un decimo ed un ottavo posto non vorremmo che fosse anche un ridimensionamento delle ambizioni di un corridore in cui i francesi credono molto.
Un po' diverso è il discorso della Spagna che ha due terzi posti con Rojas e Valverde come risultati migliori fin qui. Qui non ci sono velocisti in grado di portare risultati a così alto livello, ma dal punto di vista qualitativo i numeri sono ottimi però è tutto l'anno che nelle corse internazionali le vittorie vengono un po' a mancare: Valverde è il plurivittorioso con 4 successi e dietro al murciano c'è molto poco segno che qualche difficoltà ad ottenere dei primi posti forse c'è. Lo stesso Valverde ieri ha perso il podio e forse ora potrà essere la carta migliore per portare a casa almeno un successo parziale.
Per il resto al momento vediamo più speranze che possibilità reali. Il geniale attacco di ieri ha portato grande ottimismo nel clan di Alberto Contador ma se in salita sarà lo stesso visto sui Pirenei sia il podio che una vittoria di tappa rischiano di essere una chimera; lo stesso vale anche per Joaquim Rodríguez che ha sacrificato praticamente tutta la stagione per puntare a questo Tour e per ora è in lotta solo per una top10.
Magari tutti questi discorsi vogliono dire poco e tutto dipende dal percorso, da una serie di imprevedibile coincidenze o solo dalla sfortuna ma in un Tour de France con sette nazioni diverse già a segno, colpisce che a mancare siano proprio due storiche come Francia e Spagna: noi per un giorno abbiamo potuto festeggiare, ce la faranno anche loro?