Tour de Langkawi 2013: Wang, una vittoria Made in China - Fuga giusta e primato a Cameron Highlands. Baliani 8°
- Le Tour de Langkawi 2013 [1]
- Garmin - Sharp 2013 [2]
- Hengxiang Cycling Team 2013 [3]
- KSPO 2013 [4]
- OCBC Singapore Continental Cycling Team 2013 [5]
- Team Nippo - De Rosa 2013 [6]
- Terengganu Cycling Team 2013 [7]
- Chad Beyer [8]
- Dennis Van Niekerk [9]
- Fortunato Baliani [10]
- Joon Yong Seo [11]
- Julián David Arredondo Moreno [12]
- Jun Rong Ho [13]
- Mohamed Hariff Salleh [14]
- Nathan Haas [15]
- Pieter Serry [16]
- Pieter Weening [17]
- Sea Keong Loh [18]
- Tsgabu Gebremaryam Grmay [19]
- Wang Meiyin [20]
- Wesley Sulzberger [21]
- Yonathan Monsalve Pertsinidis [22]
- Uomini [23]
A vederlo così, Meiyin Wang non sembra proprio avere il fisico da scalatore: piuttosto tozzo sia nel busto che nelle gambe, è tutt'altro che l'immagine della leggerezza, del volo angelico di chi le montagne le cavalca. Come ha fatto dunque questo cinese classe '88 a vincere sul primo arrivo in salita del Tour of Langkawi? Semplice, anticipando il resto della compagnia. Un metodo che a volte funziona, a volte no: quest'oggi la prova è andata e Meiyin Wang, oltre che la vittoria di tappa, veste la maglia gialla di leader della generale (è anche in testa alla classifica a punti, a quella dei Gpm ed è pure il miglior atleta asiatico in corsa).
Dopo due vittorie in volata di Theo Bos la terza frazione, 140.7 km da Sungai Siput alle rampe di Cameron Highlands, ha visto sin da subito andare via una fuga, non corposa ma di gente ben affiatata. All'interno Mohamed Hariff Salleh (Terengganu Cycling Team), Sea Keong Loh e Jun Rong Ho (OCBC Singapore Continental Cycling Team), Joon Yong Seo (KSPO) e Meiyin Wang (Hengxiang Cycling Team). Al primo sprint intermedio posto a Ipoh è Loh a transitare in testa, mentre gli altri due traguardi volanti (l'uno posto a Kampar, l'altro a Kapah) vengono vinti da Mohamed Hariff Salleh.
Nel frattempo i cinque hanno guadagnato un grande vantaggio sul gruppo, ben 12'; dietro è la Garmin a tirare ma ciò che traspare dagli uomini di Vaughters non è certo convinzione. In tal modo il vantaggio dei battistrada resta invariato fino a che non inizia la salita finale, prevedibilmente giudice della tappa. Aspettando ed aspettando, finisce che la fuga va in porto e sono così i cinque andati in fuga sin da subito a giocarsi la tappa.
Wang, che nei primi due traguardi volanti era stato tranquillo, ha evidentemente conservato le forze per l'ascesa finale. La riprova si ha quando la strada inizia a guardare verso il cielo malese e Wang se ne va, mentre gli altri quattro cedono e verranno ripresi dal gruppo. Wang però insiste e conserva un ottimo vantaggio sul gruppo, più di 3'.
Da dietro è il colombiano del Team Nippo Julián Arredondo a provare ad inseguire, ed in effetti la sua azione porterà buoni frutti, con il vantaggio sul gruppo che sarà di 44" sul traguardo. Davanti a tutti c'è però sempre Wang, che non cede nemmeno nel finale e va a vincere in solitaria. Come nel 2011, ultimo arrivo a Cameron Highlands, vince un asiatico, anche se allora era toccato al giapponese Takeaki Ayabe. Curiosamente, allora come oggi, piazza d'onore per un atleta della Colombia (nel 2011 fu Libardo Niño Corredor).
Tornando al presente, Wang vince su Julián Arredondo, come detto, distanziato di 2'27", mentre il gruppo giunge sul traguardo a 3'11" regolato da Nathan Haas. Sulzberger e Weening precedono Monsalve e Serry, mentre Fortunato Baliani chiude 8° a 3'13" davanti all'etiope Gebremaryam Grmay ed a Van Niekerk, che va a completare la top ten di giornata.
La classifica generale cambia radicalmente dopo l'impresa di Wang e vede ora il cinese in testa con 2'43" su Arredondo, 3'29" su Haas, 3'33" su Sulzberger, 3'35" su Beyer e Monsalve. Fortunato Baliani, anch'egli a 3'35", è 10°.
Domani i 168 km della Tapah-Kapar sono piuttosto mossi e nel finale, con il Gpm di Kuala Selangor, potrebbero prestarsi a colpi di mano. Tutto in attesa del secondo arrivo in salita della corsa, il classico Genting Highlands, dove si giungerà lunedì e che potrebbe cambiare nuovamente la carte in tavola.