Tour de France 2012: Giorno per giorno, ecco le 22 squadre in corsa per la Boucle
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Un Tour de France che rischia di rinverdire i fasti del 2006, quando alla vigilia saltarono diversi favoriti per via dello scoppio dell'Operación Puerto. Stavolta il grimaldello sarà l'affaire USADA-Armstrong, ma il tema è sempre lo stesso: il doping (o l'antidoping?). Con l'ombrello aperto (si sa mai che piova) possiamo azzardare che la lotta tra Sky (per Wiggins), BMC (per Evans), Rabobank (per Gesink) e Liquigas (per Nibali) potrebbe lasciare poco spazio ad altre formazioni. Soprattutto alla luce del fatto che tra le squadre appena citate troviamo anche stoccatori che si chiamano Cavendish, Gilbert o Sagan. I favoriti, malgrado il possibile setaccio a cui assisteremo, sono comunque tanti, e non possiamo non citare almeno Sánchez, Rolland, Van den Broeck, Valverde, Brajkovic, Schleck e Leipheimer (se ci saranno) e il vincitore del Giro Ryder Hesjedal.
Qui di seguito i roster completi di tutte le squadre, analizzati nel dettaglio e aggiornati in tempo reale da qui al momento in cui, sabato 30 giugno, il Tour si metterà in movimento per la 99esima volta.
Ultimi aggiornamenti
28 giugno - L'AG2R sostituisce l'infortunato Mondory con Hinault
26 giugno - Confermata la Lampre di Petacchi e Scarponi. Omega Pharma: Vandenbergh sostituito da Martin Velits. Liquigas: Sagan, Nibali e Bassso
25 giugno - Ecco l'Europcar di Voeckler e Rolland e l'Astana di Vinokourov, Brajkovic e Kiserlovski. Confermate anche Cofidis, Movistar e Saur-Sojasun
24 giugno - Ufficializzate l'AG2R, la FDJ e l'Orica-GreenEDGE con Matthew Goss come punta.
22 giugno - Definita la Saxo Bank: classifica con Chris Anker Sørensen, volate con Juan José Haedo
21 giugno - Ufficiale la Vacansoleil: Marcato c'è, Feillu no; Hunter, Millar, Vansummeren e Zabriskie completano la Garmin. Eisel, Knees, Rogers e Siutsou, 4 posti per completare la Sky che lascia Urán a casa
20 giugno - Chavanel, Martin e Leipheimer tra i 9 dell'Omega Pharma
19 giugno - Confermate Argos-Shimano, Lotto-Belisol, Euskaltel e Katusha
19 giugno - C'è anche Quinziato nella BMC
18 giugno - Confermate la Rabobank a più punte e la RadioShack del rischioso Bruyneel
AG2R La Mondiale [3] |
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IL ROSTER - Maxime Bouet [4] |
L'ANALISI Dopo una prima fase di stagione abbastanza anonima (l'abbiamo intravisto tra Algarve, Parigi-Nizza, Trentino e California), al Giro di Svizzera ha fatto qualcosa di meglio, chiudendo al decimo posto: non un risultato che lo proietti chissà dove, ma tanto basterà a Nicolas Roche per vestire i gradi di capitano della squadra (con ambizioni da top ten, però difficili da onorare). Anche perché l'alternativa sarebbe Jean-Christophe Péraud che però è sicuramente più mentalizzato sulle Olimpiadi di MTB. Il resto della squadra è composto da Bouet, Cherel, Dupont, Kadri, Minard, Mondory e Riblon. Non una squadra eccelsa, qualche cacciatore di tappe come Kadri, Dupont o Hinault ma niente più. Servirà un grande Roche per portare a casa un risultato degno di questo nome. |
IL CAPITANO |
Argos Oil - Shimano |
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IL ROSTER - Roy Curvers [15] |
L'ANALISI Una formazione di passisti e di uomini veloci che avrà in Marcel Kittel il faro. Il giovane velocista tedesco (due tappe appena vinte in Olanda allo Ster ZLM Toer, battendo peraltro Cavendish) ha buone credenziali per inserirsi nella lotta tra i big dello sprint, e l'assenza di Degenkolb farà sì che tutto il team sia a lui consacrato. Il giovane Gretsch potrebbe far bene nelle prove contro il tempo mentre gli altri 7 selezionati cercheranno gloria in più d'una fuga. Gli altri chi sono? Curvers, De Kort, Fröhlinger, Huguet, Sprick, Timmer e Veelers vanno a completare la rosa del team olandese. |
IL CAPITANO |
Astana Pro Team |
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IL ROSTER - Borut Bozic [25] |
L'ANALISI Il "padre nobile" del team è Alexandre Vinokourov, che incarna come nessuno la stessa Astana. Ma, seppur capitano di lungo corso, non sembra destinato a fare una buona classifica (al Delfinato è stato respinto dalle salite). Forse potrà fare meglio Janez Brajkovic, fresco vincitore del Giro di Slovenia, e da anni in attesa di un risultato che lo consacri tra i migliori atleti per i grandi giri, ma sulle tre settimane l'esile sloveno non dà le stesse garanzie di un Kiserlovski, uscito molto bene dal Giro di Svizzera. C'è poi quel Kessiakoff che sempre in svizzera ha stupito per la sua forma (in particolare la cronometro vinta su Cancellara ha sbalordito). Nelle volate più o meno ristrette Bozic sarà capace di dire la sua, aiutato da Fofonov. Grivko andrà a caccia di fughe e qualche soddisfazione se la toglierà di sicuro, così come il vincitore dell'ultima Liegi, Maxim Iglinskiy. Insomma, di facciata quest'Astana è Vino centrica, nella realtà chi farà classifica saranno Brajkovic, Kiserlovski e magari Kessiakoff. Non è esclusa - anzi - la zampata del vecchio leone kazako, all'ultimo grande appuntamento prima che il sipario cali sulla scena della sua carriera. |
IL CAPITANO |
BMC Racing Team [34] |
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IL ROSTER - Marcus Burghardt [35] |
L'ANALISI Se Cadel Evans non ha bisogno di presentazioni, visto che è nientemeno che il campione uscente del Tour e che si presenta come uno dei principali favoriti per il successo finale (anche se non ha avuto una primavera scintillante come quella del 2011, l'australiano ha pur sempre mostrato ottime cose al recente Delfinato), non ha bisogno di presentazioni nemmeno Philippe Gilbert. Il quale, in terra di Francia, dovrà cercare di voltare pagina dopo una prima metà di stagione disastrosa: per lui i traguardi non mancheranno, bisognerà vedere se ci saranno le gambe. Ad affiancare l'australiano ed il belga l'eterno George Hincapie (su cui pende la spada di Damocle del caso USADA-Armstrong) insiame a Burghardt, Cummings, Moinard, Schär ed il bolzanino Manuel Quinziato. Attenzione a Tejay Van Garderen, che parte col ruolo di spalla di lusso di Evans. |
IL CAPITANO |
IL ROSTER - Rémy Di Gregorio [46] |
L'ANALISI Rein Taaramäe: riuscirà, l'estone, a cambiare status ed a passare da quello di eterna promessa a quello di realtà? Il Delfinato (molto negativo per lui) direbbe di no, l'esperienza ci suggerirebbe di aspettare perché se il capitano della Cofidis trovasse la forma, potrebbe ambire a una top ten. Un po' più di garanzie (se non altro di andare in fuga) le dà al momento la seconda punta della squadra, Rémy Di Gregorio, pronto nel caso a ereditare i gradi sul campo. Moncoutié cercherà punti per la maglia a pois mentre Dumoulin punterà agli arivi veloci. Edet, Fouchard, Ghyselink, Maté e Zingle completano la rosa. |
IL CAPITANO |
Euskaltel - Euskadi [56] |
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IL ROSTER - Mikel Astarloza [57] |
L'ANALISI Tutto ruota attorno a Samuel Sánchez. L'asturiano sarà capitano unico della formazione basca, nonostante la caduta al Delfinato gli abbia complicato non poco la preparazione. Scommettere su un solo numero della lotteria è ardito, vero, ma Samuel Sánchez ha preparato a puntino il Tour per poi lanciarsi su un'Olimpiade (dovrà difendere il titolo conquistato a Beijing). In appoggio avrà Astarloza, Azanza, Gorka Izagirre, i fugaioli Martínez de Esteban e Txurruka, Pérez Moreno, Urtasun e Verdugo. |
IL CAPITANO |
FDJ - Big Mat [66] |
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IL ROSTER - Sandy Casar [67] |
L'ANALISI Squadra che punterà sicuramente a qualche tappa pianeggiante col il suo velocista Yauheni Hutarovich ma che non ha solo nel neocampione bielorusso la sua punta di diamante. Sandy Casar è un uomo capace di entrare nelle fughe e capire quali occasioni siano destinate ad avere successo. Può fare anche classifica e la farà, proprio come il più giovane Thibaut Pinot. Fédrigo punterà a qualche tappa andando in fuga (e non dite che non ha naso per questo tipo d'azioni) ma validissimi sono anche Ladagnous, Pineau, Roy, Roux e Vichot, che vanno a completare la rosa. Lasciato a casa il gioiellino Arnold Jeanneson, abbastanza giovane per avere davanti a sé altre occasioni di mettersi in mostra in un Tour. |
IL CAPITANO |
Garmin - Sharp [76] |
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IL ROSTER - Thomas Danielson [77] |
L'ANALISI
Se al Tour ti presenti col vincitore del Giro d'Italia, non puoi dubitare - nella maggior parte dei casi - su chi sarà il capitano designato della squadra. La Garmin punta quindi su Ryder Hesjedal, il quale fisserà un nuovo riscontro nel novero delle possibilità di bissare ad alti livelli, nel ciclismo d'oggi, i due più importanti GT. Dovesse steccare il canadese, non manca chi potrebbe fare una discreta classifica, a partire da quel Daniel Martin che, uscito quasi indenne (per quanto ammaccato) da una caduta al Delfinato, potrebbe essere tra le sorprese della Boucle: se è in giornata, l'irlandese in montagna non teme rivali. Terzo al Tour of California, settimo al Suisse, Danielson è il terzo uomo del team (che però al massimo ambirebbe a una top ten), e Vande Velde (reduce anche lui da un ottimo Giro) il quarto: li vedremo senz'altro tirare in montagna, da qualche parte. Così come vedremo Farrar sprintare: con esiti però scarsi, se Tyler sarà quello visto per tutta questa stagione; in ogni caso avrà un Hunter a spalleggiarlo. Millar e Zabriskie cercheranno gloria contro il tempo ma siamo certi che li vedremo anche nel ruolo di gregari di lusso; così come vedremo nello stesso ruolo Vansummeren, al netto di qualche fuga per cercare un successo parziale. |
IL CAPITANO |
Katusha Team [87] |
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IL ROSTER - Giampaolo Caruso [88] |
L'ANALISI È "vecchio" e in fase certamente calante, ma Denis Menchov merita senz'altro di disputare un altro Tour da capitano; e anche se al Delfinato ha deluso moltissimo, chissà che non trovi qualche guizzo all'altezza del campione che fu. D'altra parte, il giovane Freire si butterà negli sprint, coadiuvato da una squadra che ha un nucleo italiano, con Giampaolo Caruso e Luca Paolini, l'uno in appoggio a Menchov, l'altro da utilizzare come battitore libero. Completano la rosa Gusev, Horrach, Kuschynski, Trofimov e Vorganov. |
IL CAPITANO |
Lampre - ISD [97] |
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IL ROSTER - Grega Bole [98] |
L'ANALISI Lampre a due volti, forse pure tre: si era partiti dall'assunto che al Tour tutti avrebbero dovuto lavorare per Alessandro Petacchi, ci s'è messo Michele Scarponi a volersi testare sulle salite della Grande Boucle. Farà classifica? Punterà alle tappe? Più probabile la seconda ipotesi, alla luce anche di un Giro dispendioso. Gli arrivi veloci ma impegnativi, quelli per intenderci dove Petacchi si staccherebbe e Scarponi non saprebbe sprintare più veloce di tutti, vedranno in azione Grega Bole, altrimenti usato insieme a Hondo, Krivtsov e Viganò nel treno di AleJet. Scarponi avrà uomini importanti da usare sulle montagne. I loro nomi sono Matthew Lloyd, Marco Marzano e Simone Stortoni. Una formazione ambigua (classifica con Scarponi? Tappe con Petacchi? Tappe con entrambi? Nessuno dei due con tutti e due?), quella di Damiani, che sulla via di Parigi potrebbe rivelarsi una vera mina vagante. |
IL CAPITANO |
Liquigas - Cannondale [107] |
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IL ROSTER - Ivan Basso [108] |
L'ANALISI Rinunciare al Giro per provarci a fondo al Tour: una scelta difficile per un italiano, ma Vincenzo Nibali sa di avere una grande occasione per centrare quantomeno un podio in Francia (anche se al Delfinato non è andato bene). Gli guarderà le spalle un certo Basso, che garantisce che farà il gregario però potrebbe anche sentire lo stimolo a volersi riscattare dopo un'opaca corsa rosa. I riflettori del mondo ciclistico saranno però puntati su Peter Sagan, vera iradiddìo su determinati arrivi (di quelli tecnici, complicati, tostarelli di cui abbonda anche questa Boucle). Una squadra insomma fortissima e completa, che vedrà nel roster anche Oss (apripista-collaboratore ideale di Sagan) e Vanotti (che tirerà ogniqualvolta ce ne sarà bisogno). Canuti, Koren, Nerz e l'infaticabile Szmyd vanno a completare una rosa che non può sbagliare. |
IL CAPITANO |
Lotto Belisol Team |
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IL ROSTER - Lars Ytting Bak [118] |
L'ANALISI Se Greipel combatterà appena possibile con Cavendish e gli altri velocisti della carovana gialla, Jurgen Van den Broeck si riserverà nelle tappe interlocutorio per dare il massimo in salita e a cronometro: per lui il podio è un'ambizione coltivata con fondate ragioni, ma finora ha spesso reso meno (anche a causa di qualche caduta) di quel che si pronosticava. L'anno scorso si ritirò proprio per una caduta, questo dovrà essere l'anno del riscatto. Con lui farà corsa parallela Jelle Vanendert, che ha sicuramente meno chance di lottare per l'alta classifica, ma che ha una maggiore versatilità (fatto che lo fa ottenere buone cose nelle classiche) e che comunque l'anno scorso fu il migliore sui Pirenei. Avrà migliorato il recupero sulle tre settimane? Completano la rosa Bak, De Greef, Hansen, l'apripista di Greipel Henderson, Roelandts e Sieberg. |
IL CAPITANO |
Movistar Team [127] |
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IL ROSTER - Juan José Cobo Acebo [128] |
L'ANALISI Una coppia come Alejandro Valverde e Rui Costa, dovesse funzionare come al Tour de Suisse (vinto dal portoghese), sarebbe manna dal cielo per qualunque squadra. Alla Boucle probabilmente i ruoli si invertiranno e sarà il murciano a lottare per la classifica, col supporto di un Rui Costa che comunque è ancora lontano dall'aver esplorato i propri limiti. Ma non solo: anche Cobo, se fosse quello di 12 mesi fa, potrebbe ambire ai piani alti della generale, mentre Kiryienka ci delizierà con le sue ubriacanti fughe. Rojas Gil per gli arrivi in volata, Karpets, Erviti e Plaza Molina per tenere la corsa chiusa. |
IL CAPITANO |
IL ROSTER - Sylvain Chavanel [140] |
L'ANALISI Levi Leipheimer (terzo al Giro di Svizzera) campeggia nel fotospazio dedicato al capitano del team, ma gli sviluppi della vicenda USADA-Armstrong potrebbero far fuori anche lui. Nel malaugurato caso, squadra da reinventare, visto che Sylvain Chavanel ha il carisma per fare il capitano ma non il fisico per tenere in classifica (anche se a crono e in fuga lo vedremo di certo). Tony Martin potrebbe provare a fare un altro passettino per capire se un giorno potrà essere, un magnifico cronoman come lui, competitivo anche per la generale. De Weert, Devenyns, Grabsch, Pineau, Martin Velits e Peter Velits le altre scelte di Lefévère. |
IL CAPITANO |
Orica - GreenEDGE [149] |
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IL ROSTER - Michael Albasini [150] |
L'ANALISI Il capitano, come al Giro, sarà Matthew Goss, in cerca di conferme vincenti dopo il successo nella volata di Horsens nella corsa rosa. Lancaster, Cooke, O'Grady e Impey (vittorioso pochi giorni fa al Giro di Slovenia) saranno i vagoni principali (diciamo pure gli ultimi) del suo treno. Se Langeveld e Gerrans tenteranno la sorte nelle tappe miste (il primo ha steccato la stagione delle classiche, il secondo, beh, proprio no: ha vinto la Sanremo!), desta un po' di curiosità Pieter Weening, decimo al California e undicesimo al Delfinato con buone prestazioni in salita. Una top 20 la può tranquillamente cercare e centrare, lui che al Giro 2011 indossò per qualche giorno la maglia rosa. Resta da capire cosa potrà fare un Michael Albasini che in questo 2012 ha trovato modo di stupire se stesso e talvolta anche gli avversari, qualche tappa è decisamente alla sua portata. |
IL CAPITANO |
Rabobank Cycling Team [159] |
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IL ROSTER - Robert Gesink [160] |
L'ANALISI Avete presente la Rabobank molliccia presente al Giro? Scordatevela, era proprio un'altra squadra. Al Tour gli olandesi scendono in campo con i pezzi forti del loro scacchiere, e Robert Gesink avrà il compito (o perlomeno il pronostico) di essere il migliore di loro. Al punto da centrare un podio? Se non cade, perché no? Tantopiù che è anche migliorato molto a cronometro (a fronte di un piccolo ingolfamento in salita, ma magari carbura e il problema scompare). Con lui ecco Steven Kruijswijk, rivelazione del Giro 2011 e buon interprete dell'ultimo Suisse (ottavo, laddove Gesink è stato quarto); e ancora, Mollema, che in Svizzera è stato il più deludente del trio ma che in passato ha dimostrato di masticare bene i GT. Non basta ancora? LL Sánchez e Ten Dam sono due pezzi grossi sul passo, potranno garantire un gran gregariato quando non saranno alla ricerca di una fuga importante. Se Tankink tirerà come un ossesso per i capitani, Tjallingii ha la qualità per tentare anche qualche stoccata in tappe interlocutorie, mentre Renshaw (opaco quest'anno, anche se allo Ster s'è fatto un po' vedere) proverà a raccogliere qualcosa in volata, supportato dal forte (soprattutto sul pavé...) Wynants. |
IL CAPITANO |
RadioShack - Nissan [169] |
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IL ROSTER - Fabian Cancellara [170] |
L'ANALISI Fabian Cancellara, Gallopin, Horner, Klöden, Monfort, Popovych, Fränk Schleck, Voigt, Zubeldia: immaginiamoli nell'ideale foto di gruppo, con la consapevolezza però che potremmo non vederli mai in gara, se le voci incontrollate che provengono dalla Francia confermeranno l'intenzione del patron del Tour Prudhomme di lasciarli al palo (in seguito al coinvolgimento della RadioShack nell'affaire USADA-Armstrong). Nell'attesa di sapere di che morte morire, Bruyneel ha comunque fatto in tempo, con l'inserimento di Horner tra i 9, a creare (ulteriori) dissapori in squadra, con malumori sia da parte degli esclusi (Fuglsang nella fattispecie) sia da parte di alcuni inclusi (vedi alla voce Klöden)... |
IL CAPITANO |
Saur - Sojasun |
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IL ROSTER - Jérôme Coppel [180] |
L'ANALISI A Jérôme Coppel manca sempre una lira per fare un milione, ma se non altro a sprazzi farà vedere il bel ciclismo di cui è capace: se tutto va bene, poi, attendiamoci tra lui e il rivale Rolland il duello per stabilire chi è il più gallo della nuova (in attesa della nuovissima, ancora migliore di questa!) generazione francese. Il 22enne Delaplace è un bel prospetto e un paio di fughe le centrerà, e lo stesso potremo dire del più maturo Jeandesboz; invece l'esperienza di Engoulvent e Marino tornerà utile quando si tratterà di lavorare nei finali di tappa: e sì, perché stavolta la Saur non sarà una formazione tutta-fughe, perché ha anche un uomo veloce, e anche bravino. Si tratta di Julien Simon, che quest'anno ha vinto tra l'altro due tappe al Catalunya e che sa tenere anche nei finali più "rampanti". Lemoine, Levarlet ed un Brice Feillu che al Delfinato ha mostrato i numeri che non si vedevano da tempo scalando il Joux Plane completano la formazione transalpina. |
IL CAPITANO |
Sky ProCycling [189] |
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IL ROSTER - Edvald Boasson Hagen [190] |
L'ANALISI Eccolo qui, lo squadrone che tremar il mondo fa. Almeno per quanto mostrato al Delfinato, la Sky merita per quest'anno tale appellativo. Bradley Wiggins (che il Dauphiné l'ha vinto) punterà a guadagnare a cronometro e a consolidare in salita; Froome, come alla Vuelta, sarà un'ottima spalla, Siutsou una mano in montagna la darà, così come Porte (che in più vedremo bene anche nelle prove contro il tempo). Oltre a loro, Boasson Hagen farà tutto (tirare in salita, andar bene a crono, sprintare su traguardi difficili, andare a vincere in fuga) e Mark Cavendish proverà a vincere qualcosa prima di un probabile prematuro ritiro da interpretarsi in chiave olimpica. Al suo servizio, comunque, il fido Eisel. Rogers ha trovato il biglietto per Liegi grazie all'ottimo Delfinato, chiuso al secondo posto alle spalle di Wiggo; l'australiano ha dimostrato nella citata corsa di poter essere un gregario super anche in salita. Knees chiude la formazione, è un uomo da fuga che però, grazie alla sua versatilità, saprà dare un aiuto sia a Cavendish che a Wiggins e Froome. |
IL CAPITANO |
Team Europcar [199] |
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IL ROSTER - Yukiya Arashiro [200] |
L'ANALISI La brutta notizia è che Thomas Voeckler, caduto alla recente Route du Sud, avrà una partenza lenta e sofferta. Brutto colpo al morale di T-Blanc, che l'anno scorso fu addirittura quarto della generale. Potrà avere allora maggiori attenzioni Pierre Rolland, non particolarmente attivo al Delfinato, ma negli occhi di tutti per il suo ottimo Tour 2011 (11esimo con vittoria all'Alpe d'Huez, e dopo aver dovuto lavorare molto per Voeckler). Se Rolland ha ancora l'età (25 anni) per crescere molto, lo stesso non si può dire del 31enne Kern, che viene da una prima metà di stagione deficitaria e che proverà, se non proprio a tornare ai fasti del Dauphiné 2011 (in cui vinse una tappa e fu sesto alla fine), a dare almeno una mano in salita. Il nipponico Arashiro non è al Tour solo per fare colore mentre Bernaudeau può inserirsi in qualche fuga. Gautier, Gène e Jérôme dovranno lavorare ma potranno godere di sufficiente libertà per andare in cerca di gloria personale. Stesso discorso per il nostro Davide Malacarne, anche se nelle ultime corse non è apparso brillantissimo (quand'è apparso). Insomma, se l'anno scorso tutta la Grande Boucle fu incentrata su un Voeckler in giallo, quest'anno (si spera) Rolland avrà maggiore spazio, specie in ottica generale. Perché se non inizi ad andar forte a 25... |
IL CAPITANO |
Team Saxo Bank [211] |
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IL ROSTER - Jonathan Cantwell [212] |
L'ANALISI Continua l'astinenza da Contador per il sodalizio di Riis, sicché anche al Tour, così come al Giro, saranno vacche magre. Il capitano in partenza è Chris Anker Sørensen, che sembra più vecchio dei 27 anni che fa e che al Suisse non è andato malaccio (11esimo). Se Karsten Kroon pare ormai vicino al canto del cigno (indovinerà almeno una fuga?), Nick Nuyens può trovare terreni adatti alle sue sparate da finisseur, a patto che trovi anche l'azione giusta in mezzo a tanta concorrenza. Resta da buttarsi nelle volate, con Michael Morkov e Juan José Haedo la Saxo potrebbe giungere a discreti risultati, specie con l'argentino. Completano la rosa Cantwell, Lund, Nicki Sørensen e un portoghese adatto alle fughe come Sergio Paulinho. |
IL CAPITANO |
IL ROSTER - Johnny Hoogerland [222] |
L'ANALISI Com'è possibile che il mitico Johnny Hoogerland non sia il capitano in partenza per Liegi per la Vacansoleil? Ma lo sanno tutti, il Toro di Beveland ha bisogno di libertà d'espressione e non di vincoli che lo immalinconirebbero. Per guardare alla classifica con occhio più interessato ecco invece Wouter Poels, anche se in Svizzera non è che abbia brillato più di tanto (e per dirla tutta, sembra più floscio di un anno fa). Attenzione anche a Lieuwe Westra che alla Parigi-Nizza volata su tutti i terreni ma che dopo non si è più ripetuto a quei livelli. Assente Feillu toccherà a Van Hummel lanciarsi col consueto ardore nelle volate, mentre il nostro Marco Marcato cercherà fortuna nella tappe mosse. Si rivede anche Valls mentre Boeckmans, Larsson e Ruijgh saranno importanti soprattutto per le fughe da lontano. |
IL CAPITANO |