Parigi-Nizza 2012: Col d'Èze e corsa, tutto a Wiggins - Westra cede di un soffio. Bravo Cunego
- Paris - Nice 2012 [1]
- Lampre - ISD 2012 [2]
- Movistar Team 2012 [3]
- Sky ProCycling 2012 [4]
- Vacansoleil Pro Cycling Team 2012 [5]
- Alejandro Valverde Belmonte [6]
- Bradley Wiggins [7]
- Damiano Cunego [8]
- Jean-Christophe Péraud [9]
- Lieuwe Westra [10]
- Simon Spilak [11]
- Uomini [12]
Dopo la vittoria dello scorso anno al Giro del Delfinato, Bradley Wiggins ha aggiunto un altro importante tassello nella costruzione del puzzle che lo potrebbe portare verso il podio finale del Tour de France: una prestazione sontuosa sul Col d'Èze gli ha permesso di aggiudicarsi la Parigi-Nizza. La grandissima crescita del corridore della Sky era iniziata nel 2009 ma è dal 2011 che i migliori si vedono gara dopo gara: adesso Wiggins sembra essere entrato davvero in un'altra dimensione visto che riesce a dare una grande continuità alle sue prestazioni, come dimostra anche il terzo posto ottenuto a metà febbraio alla Volta ao Algarve.
Le cronoscalate non saranno forse il massimo in quanto a spettacolarità ma questa tappa finale della Parigi-Nizza ci ha fatto divertire, soprattutto grazie ad uno splendido ed incertissimo duello tra Bradley Wiggins e Lieuwe Westra che ha tenuto tutti i giochi aperti fino all'ultimo secondo. Nella prima parte di questa cronometro è toccato al francese Jean-Christophe Peraud prendersi tutte le attenzioni: il corridore dell'AG2R ha deluso in classifica ma oggi si è riscattato alla grande facendo segnare un ottimo 19'46". Con il passare dei minuti e dei corridori la prestazione di Peraud è aumentata sempre più di spessore visto che in pochi riuscivano ad avvicinarlo al passaggio intermedio dei 5.6 km e comunque quei pochi perdevano comunque inesorabilmente nel secondo tratto.
Questa situazione s'è protratta esattamente fino agli ultimi due corridori in gara visto che nessuno tra i vari Valverde, Spilak, Van Garderen, Klöden, Coppel o Leipheimer (per dire un po' di nomi adatti alla prova) è stato in grado di scalzare il francese dalla prima posizione parziale. Quando, però, sono arrivati sul tracciato Westra e Wiggins la musica è cambiata e lo si è visto a occhio nudo già dalle primissime pedalate: grinta a volontà per l'olandese della Vacansoleil che forse non si aspettava neanche lui di ritrovarsi a 6" dal leader alla partenza dell'ultima tappa, posizione e casco aerodinamici e grande attenzione a tutti i particolari invece per il britannico della Sky.
Al primo intermedio, al termine del tratto più impegnativo della salita, la rivelazione Westra ha continuato a stupire tutti: il tempo di Peraud è stato migliorato di ben 17" ma soprattutto anche Wiggins s'è ritrovato costretto ad inseguire con un ritardo di 2". A questo punto a Wiggo rimaneva un margine in classifica generale di appena 4" ed il pensiero è ritornato per un attimo alla tappa di Mende, quando l'olandese si rialzò nel finale per festeggiare il successo di tappa lasciando per strada, però, tempo prezioso. Per fortuna, da un certo punto di vista, alla fine Westra non ha dovuto recriminare per quella tappa perché nella seconda parte del Col d'Èze, con pendenze assai poco proibitive, Wiggins ha allungato il rapporto ed è andato a chiudere la sua gara in 19'12", 2" appena meglio di Westra ma ben 33" meglio di Peraud, terzo, che per lunghi tratti era sembrato inavvicinabile. Wiggins ha dato così un'altra dimostrazione di grande classe: anche nei tratti di salita il britannico ha tenuto le mani sulle appendici aerodinamiche e nonostante stesse correndo su una bicicletta tradizionale la sua posizione era ugualmente perfetta come su quelle da cronometro; poi in quei due secondi di differenza possiamo metterci anche il dettaglio del casco, classico per Lieuwe, chiuso e aerodinamico per Bradley: quando si sale ad una media di 30 km/h tutto conta.
Per quanto riguarda gli altri piazzamenti segnaliamo l'ottimo quarto posto sia di tappa che nella di Simon Spilak mentre Alejandro Valverde ha salvato il suo podio nella classifica finale chiudendo in sesta posizione a 52" da Wiggins: lo spagnolo della Movistar con questo risultato diventa anche il leader della classifica dell'UCI World Tour. Per quanto riguarda i corridori italiani, invece, la notizia lieta del giorno è il nono posto di tappa di Damiano Cunego a 59" da Wiggins: pur con pochi giorni di corsa nelle gambe il veronese della Lampre si è difeso ottimamente su una salita non proprio adatta alle sue caratteristiche (pendenza media 4.7%) e ciò fa veramente ben sperare in vista dei suoi obiettivi stagionali, sia quelli più prossimi come le classiche delle Ardenne, sia quelli più lontani.