Si La Chaux tutti dietro - Freire domina in volata su Rabon
- Tour de Romandie 2009 [1]
- Alejandro Valverde Belmonte [2]
- Assan Bazayev [3]
- Cadel Evans [4]
- Florent Brard [5]
- Frantisek Rabon [6]
- Roman Kreuziger [7]
- Óscar Freire Gómez [8]
- Uomini [9]
Come si fa a non commentare la vittoria ottenuta oggi da Oscar Freire senza rivolgere il pensiero almeno alla Milano-Sanremo, se non al Fiandre, all'Amstel ed alle classiche valloni? Probabilmente non ha senso chiedersi cosa sarebbe stato della prima parte di stagione del tre volte iridato spagnolo se la sfortuna non lo avesse colpito durante il Tour of California, in febbraio; corsa alla quale era andato per affinare la condizione in vista di Tirreno e - soprattutto - Sanremo, e che invece gli lasciò in dote soltanto una caduta e lo stop forzato a causa di due costole fratturate.
E così Oscarito ha dovuto attendere il 30 aprile per alzare le braccia al cielo in questo suo 2009 così sfortunato che però, in questi giorni, gli sta dando un colpo di pedale invidiabile: leggendo infatti l'ordine d'arrivo di oggi, si noterà che la vittoria "facile" del corridore della Rabobank (ha vinto su Rabon, Bazayev, Kreuziger e Daniel Martin, senz'altro [molto] meno veloci di lui) non è tanto figlia della pochezza - in termini di velocità massima - dei contendenti, ma dalla capacità di Freire nel resistere alla salita della Tourne e da quella della Communal de La Sagne, poste rispettivamente a circa 30 e 13 km dall'arrivo di La Chaux-de-Fonds e che hanno animato parecchio i 161,5 km di oggi.
Dicevamo della resistenza di Freire; tra i 57 corridori arrivati a giocarsi il successo di tappa, il solo Valverde poteva pensare di giocarsela col fuoriclasse di Torrelavega, ma il murciano ha deciso di impostare il proprio sprint come peggio non poteva, praticamente tirando la volata a Bak (il primo a partire) ed allo stesso Freire, che ha dato poi un paio di bici di distacco a Rabon nonostante abbia smesso di pedalare a 30 metri dalla linea d'arrivo.
Tutta questa selezione in una tappa vallonata è dipesa dal bel modo con il quale tante squadre hanno affrontato la corsa, a partire dalla Cofidis, che ha mandato Brard in fuga (con Sprick) e poi ha scatenato il sempre più interessante Taaramae sul Gpm di 1a categoria (in compagnia dell'abruzzese Cataldo). Ai meno 24, all'inseguimento dei due battistrada si è formato anche un gruppetto interessante: con il portacolori Cofidis e quello Quick Step c'erano difatti Kreuziger, Casar, Seeldraeyers (compagno di squadra di Cataldo) e il vincitore della tappa di ieri (e 2° in classifica) Ricardo Serrano.
Ai meno 21 i sei avevano più di 25" sul gruppo della maglia gialla Rast (parecchio in difficoltà), ma non hanno trovato l'accordo necessario e ai meno 15 il loro tentativo (e quello dei due fuggitivi della prima ora) è svanito. Dopo un tentativo di Frank e Pinotti, è stato poi Cadel Evans ad accendere la miccia sull'ultima salita di giornata: la stilettata dell'australiano ha fatto male ed il solo Gilbert - suo compagno di squadra - è riuscito a seguirlo.
La Silence ha così avuto modo, per circa 8 km (dai meno 12 ai meno 4), di fare l'en plein, anche perché la Caisse d'Epargne e la Rabobank ci hanno messo un po' prima di recuperare uomini ed energie necessarie per lanciarsi all'inseguimento di Cadel e Philippe (che speriamo di vedere così pimpante anche al Giro d'Italia).
Ai meno 4 la situazione si ristabilisce, con Valverde e Kreuziger a chiudere in prima persona sui due Silence e Frank che prova di nuovo un contrattacco, stoppato ancor prima rispetto all'altro. Ci provano in realtà un po' tutti: da Zubeldia (meno 3) a Casar (meno 2), ma ormai il gruppo è in fila indiana e la coppia mista Ten Dam-Losada fa buona guardia per i capitani.
Ai 500 metri c'è Valverde in testa, poi Bak prova - come ieri al termine della fuga - a partire lungo, ma Freire non fa una piega e lo va a prendere e a saltare con facilità. Rabon chiude al 2° posto praticamente sfruttando la scia, mentre Bazayev e Kreuziger si giocano il 3° posto (e i 4" d'abbuono) al fotofinish, che premia il kazako. Certo, un Freire così - in grande forma e con pochi giorni di corsa nelle gambe - potrebbe anche decidere all'ultimo momento di correre in maggio una corsetta che si tiene sulla nostra Penisola; non sarebbe per niente male, né per lui né per noi.
In classifica generale Rabon e Freire sfruttando gli abbuoni per portarsi al 4° (a 27") e 5° (a 28") posto, con i 14,8 della cronosquadre di domani a Yverdon-les-Bains che darà una sistemata alla classifica, anche perché ci sono 52 corridori nello spazio di 59" e la quarta tappa non dovrebbe certamente fare sfracelli, anche se non avrebbe dovuto farli neanche la frazione di oggi.
L'ordine e gli orari di partenza della cronosquadre [10]