Non abbiamo più aggettivi - Altra vittoria di Petacchi: è la quarta
- VUELTA A ESPAÑA 2004 [1]
- Alessandro Petacchi [2]
- Uomini [3]
Cosa volete che scriviamo, questo dovrebbe essere un articolo odoroso di incenso e dedicato al nostro inimitabile Alessandro Dinamite, quel Petacchi che ha messo in carniere 4 tappe in questa Vuelta, praticamente tutte le volate possibili, e una quinta gli è sfuggita di poco il giorno della caduta di Valverde e del conseguente via libera all'avventuriero Landis. Ci voleva Petacchi per ottenere un bilancio così ricco in una corsa a tappe così povera di prospettive per la categoria dei velocisti: al contrario del Giro (ma anche del Tour), qui le frazioni facili sono centellinate, tra mille salite e qualche bella crono.
Il discorso dovrebbe essere recepito dagli organizzatori della corsa rosa (Castellano e Zomegnan, pronto a succedergli): non c'è bisogno di disegnare più della metà delle tappe pensando agli sprint per far sì che gli specialisti si esaltino. Le volate sono quanto di più spettacolare ci possa essere, ma è lo svolgimento delle tappe piatte a non essere il massimo del divertimento. Ora che Petacchi ha ottenuto il suo record di 9 vittorie al Giro, e che il dualismo con Cipollini sembra definitivamente tramontato, non avrebbe senso regalare allo spezzino e alla sua squadra un'altra decina di monologhi.
Perché il ragazzo vince lo stesso tanto, fa di necessità virtù, tramuta in oro quello che tocca. E dal punto di vista tecnico vale di più vincere tutti (o quasi) gli sprint in una corsa molto difficile, che non puntare sulla quantità in una gara più povera di contenuti. Spieghiamo meglio: è stato più bravo Petacchi a vincere 9 tappe al Giro sfruttando un percorso che di rado lo ha messo alla frusta, o pesano di più le 4 vittorie della Vuelta, in un contesto a lui più sfavorevole?
Per il resto, il gruppo si è preso un giorno di relax, che vale oro tra tanti sbattimenti. Per dire, domani altro colle notevole vicino al traguardo, domenica la tremenda cronoscalata (23 km di salita!), e appena ieri il tappone dell'Osservatorio Astronomico. C'è poco da respirare, quindi ogni occasione va colta al volo. Tyler Hamilton, dal canto suo, si è dedicato ad un riposo totale, visto che ha abbandonato la corsa; Cunego invece, a quanto dice il suo ds Martinelli, non è detto che non resti fino alla fine. Chissà, vedremo, forse; non è anche detto che il prossimo anno non partecipi al Tour (è sempre Martinelli a gettare l'esca): anche quando non è la sua giornata, si finisce sempre a parlare di lui, diavolo di un Damiano!