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Vuelta al País Vasco 2015: Il muro lo spiana Landa - Ad Aia vince il basco. Henao e Purito staccano Quintana | Cicloweb

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Vuelta al País Vasco 2015: Il muro lo spiana Landa - Ad Aia vince il basco. Henao e Purito staccano Quintana

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Sul muro di Aia vince Mikel Landa © EFE

Mikel Landa, un basco alla Vuelta al País Vasco: prima in fuga, poi all'attacco, quindi da solo al traguardo sul muro si Aia, applaudito dalla sua gente. Che questo cicloalpinismo ci piaccia, no, non si può dire. Pendenze oltre il 20%, velocità limitate, zigzag come se piovessero: pochi sanno resistere a certe rampe. Uno di questi è Landa, che è andato in fuga con Taaramäe ed Agnoli (ed altri duecento uomini...) per poi mettere il turbo nel finale. Un finale assurdo e mozzafiato: per gli amanti del genere, poco ma sicuro. Dietro a Landa il primo dei grandi è un giovanotto, Simon Yates, britannico e promettente, classe '92 e gemello di Adam, altrettanto forte, se non di più. Sergio Henao e Purito Rodríguez si sono dati battaglia, con la maglia gialla che ha preceduto di poco il catalano, mentre Nairo Quintana ha perso terreno rispetto ai primi due della generale. Ad oggi, non si vede chi possa sottrarre il primato ad Henao, con una crono che chiuderà la 55esima Vuelta al País Vasco nella giornata di domani.

 

Maxi fuga e finale già scritto
Oggi la quinta tappa era composta da 155.5 km, partenza da Eibar ed arrivo ad Aia. Non partono Verona e Meersman, provano subito dopo 15 km ad andare in fuga Tim Wellens (Lotto-Soudal) ed Amets Txurruka (Caja Rural-Seguros RGA). Non è un'idea molto originale per il belga ed il basco, tanto che dopo 36 km ne troviamo diversi al comando: Bruno Pires e Chris Anker Sørensen (Tinkoff-Saxo), Rohan Dennis (BMC), Giovanni Visconti e Igor Antón (Movistar), Carlos Betancur, Mikaël Cherel e Matteo Montaguti (AG2R La Mondiale), Daryl Impey (Orica), Sébastien Reichenbach (IAM), Nicky Van Der Lijke (LottoNL-Jumbo), Mikel Landa, Rein Taaramäe e Valerio Agnoli (Astana), Tim Wellens, Tony Gallopin e Louis Vervaecke (Lotto-Soudal), Tony Martin e David De La Cruz (Etixx-QuickStep), Matteo Bono e Valerio Conti (Lampre-Merida), Tom Jelte Slagter e Tom Danielson (Cannondale-Garmin), Julian Arredondo e Laurent Didier (Trek), Omar Fraile, Antonio Molina ed Amets Txurruka (Caja Rural-Seguros RGA), Yohan Bagot, Rudy Molard e Romain Hardy (Cofidis). Guadagnano 2'33" dopo 47 km di gara, 3'05" dopo 57 km, 3'58" dopo 68 km. A 61 km dal termine hanno 4'14" di vantaggio sul gruppo di Sergio Henao, leader Sky a cui la fugona va benissimo, non avendo all'interno uomini pericolosi per la sua maglia gialla.

 

Zaugg, che paura! Kwiatkowski in rimonta
Oliver Zaugg
è vittima di una brutta caduta, si rimane con il fiato sospeso: lo svizzero è a terra e non si muove, verrà portato in ospedale dove alcuni accertamenti non riscontreranno nulla di rotto. Un trauma cranico ed un grandissimo spavento. Davanti nel frattempo il plotoncino s'è frazionato e ad 11 km dalla fine guidano Mikel Landa, Rein Taaramäe, Tony Gallopin, Tim Wellens e Tom Danielson. I più immediati inseguitori sono a 30", mentre Tony Martin si stacca per aspettare il rientrante Michal Kwiatkowski; l'iridato ha appena 30" di distacco da Sergio Henao e vuol tentare il colpaccio prima del muro di Aia. Tony Martin gli dà una grossa mano. Al comando Gallopin si stacca, restano Landa, Taaramäe, Wellens e Danielson. Inizia la scalata verso Aia.

 

Danielson detta il ritmo, Landa rifinisce. Henao Vs. Purito
È Tom Danielson a scandire il passo, con Rein Taaramäe che si stacca subito. Reggono il passo dell'uomo della Cannondale-Garmin solo Landa e Wellens. Poi però Danielson finisce la benzina, Tim Wellens ne approfitta - siamo quasi al culmine del muro - ma chi ne ha più di tutti è Mikel Landa, che nella sua terra stacca i due rivali e vince la tappa forse più dura di tutta la Vuelta al País Vasco. Nel frattempo dal gruppo maglia gialla è evaso l'ottimo Simon Yates, con Tom Jelte Slagter che ha provato pure ad andar via. Sergio Henao ha ingagggiato un duello con Purito Rodríguez, mentre Nairo Quintana, atteso oggi, rimane distanziato. Yates è il primo dei grandi, Henao lotta con Rodríguez ma alla fine i due arrivano insieme, con la maglia gialla davanti a Purito. Tutti gli occhi sono però per Landa, che precede Tim Wellens di 3" e Tom Danielson di 16". A 28" Rein Taaramäe, a 38" Tony Gallopin, a 53" Simon Yates, a 56" Sergio Henao e Purito Rodríguez, a 1'05" Tom Jelte Slagter, a 1'06" Alexis Vuillermoz, subito davanti a Michal Kwiatkowski, Simon Spilak e Nairo Quintana, terzetto staccato di 1'08". Primo degli italiani Michele Scarponi, quattordicesimo a 1'11", a conferma di una gamba buona.

 

Henao sempre più al comando, Simon Yates 3°
La classifica generale vede Sergio Henao davanti a Joaquim Rodríguez, quindi Simon Yates che balza al terzo posto, con 7" di distacco, mentre Nairo Quintana ora è quarto a 12". Seguono Michele Scarponi e Simon Spilak a 22", Ilnur Zakarin e Ion Izagirre a 28", Tejay Van Garderen e Thibaut Pinot a 36". Nella classifica a punti comanda ora Purito Rodríguez su Michal Kwiatkowski (58 a 56 per il catalano), mentre la maglia di miglior scalatore finisce matematicamente nell'armadio di Omar Fraile. Domani ultima frazione, 18.3 km a cronometro con partenza ed arrivo ad Aia: ci sarà da scalare il muro per due volte negli ultimi 8 km, Henao pare forte ma la prova di domani è davvero unica nel suo genere.

Francesco Sulas

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