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Tour de Langkawi 2013: Chicchi, col cuore si comanda - Tappa e classifica a punti per lui. Corsa a Arredondo

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Francesco Chicchi, vincitore dell'ultima tappa del Tour de Langkawi 2013 © BettiniphotoÈ un Francesco Chicchi raggiante, quello che esce dal Tour de Langkawi. Due vittorie di tappa e la maglia blu della classifica a punti per lui, un bottino forse anche superiore a quanto sperasse, dovendo pur sempre perfezionare l'integrazione in un nuovo sodalizio, la Vini Fantini, che ha trovato in lui un ottimo erede di Guardini (anche se anagraficamente il toscano è molto più esperto dell'ex corridore di Scinto).

E proprio tra Chicchi e Guardini si è consumata la sfida più appassionante della corsa malese, se è vero che i giochi di classifica si sono chiusi a metà TDL, con il colpo di mano con cui Julián Arredondo a Genting Highlands ha messo più di un'ipoteca sul successo finale: al colombiano è bastato controllare la situazione nelle cinque restanti (facili) tappe, con l'aiuto del suo Team Nippo e il determinante apporto d'esperienza di Fortunato Baliani, e ha potuto portare a casa il risultato fin qui più prestigioso di una carriera ancora giovane (il sudamericano ha 24 anni ed è all'inizio della seconda stagione tra i professionisti - o semipro', se vogliamo così definire chi milita in una squadra Continental).

La sfida Chicchi-Guardini, dicevamo: come numero di tappe, ha avuto la meglio il corridore della Fantini, che oggi ha eguagliato (con 2 successi) Bos e Coquard, mentre Andrea rimane a quota 1 (come anche Wang, Arredondo e Leezer), frenato anche da qualche problema fisico negli ultimi giorni. Sintomi gastrointestinali hanno reso più difficile, al veneto, il compito di difendere la leadership nella classifica a punti; ed ecco che allora Chicchi, credendoci ogni giorno di più, ha prima avvicinato l'avversario (dopo la tappa di ieri eravamo 86-81 in favore di Andrea), quindi oggi, malgrado l'impegno del corridore dell'Astana sul secondo sprint intermedio (su cui è arrivato secondo, ma primo del gruppo), l'ha superato all'ultima occasione valida, ovvero la volata conclusiva di Kuala Terengganu. Nella quale il toscano ha messo insieme 15 punti, raggiungendo quota 96, mentre all'altro i 3 punti del traguardo volante sono serviti ad arrivare a 89, troppo poco per non perdere la maglia.

La tappa aveva visto una fuga, partita al km 0, comprendente l'eritreo Russom, i malesi Shahrul, Loh e Rauf e il giapponese Nakajima; a questa rappresentanza di mondo, si è aggiunto poco dopo Diego Rosa, voglioso di dare un senso al suo Langkawi (ma verrebbe da dire: al Langkawi di un'Androni che ha avuto un rendimento al di sotto di altre edizioni della corsa). Tanta la motivazione del piemontese, da averlo spinto a proseguire tutto solo anche quando i suoi compagni di fuga (tra il 50esimo e il 60esimo km di tappa) si sono staccati. Purtroppo per il ragazzo, oggi non c'era modo di sfuggire al volatone: già il fatto che il vantaggio degli attaccanti sia stato sempre tenuto tra i 2' e i 2'30" al massimo (molto lavoro dell'Europcar di Coquard, poi deludente allo sprint), la diceva lunga sulle intenzioni del gruppo.

E quando Rosa si è reso conto che stava lottando contro i mulini a vento, cercando di preservare quel mezzo minuto che gli rimaneva al terz'ultimo giro del circuito finale di Kuala Terengganu, si è rialzato, lasciandosi riprendere al km 92 (e quindi a 23 dal traguardo). Da lì alla fine, da segnalare solo un tentativo d'allungo di Haas, che è andato a prendersi il terzo sprint intermedio, giusto per provare a mettere insieme abbuoni per superare in classifica il cinese Wang, che lo precedeva (al quinto posto) di 7". Ai 4" così conquistati dall'australiano della Garmin, se ne sarebbero dovuti sommare altri 4: quelli del terzo posto di tappa, ad esempio.

Haas in effetti aveva proprio un progetto strutturato in tal modo, visto che a 500 metri dall'arrivo ha tentato un anticipo che - fosse riuscito - sarebbe stato clamoroso. Ci ha creduto fino ai 200 metri, il buon Nathan, e aveva messo in conto di essere pure ripreso, a patto di preservare il piazzamento sul podio di giornata. Così non è andata, visto che l'australiano è stato risucchiato fino alla 25esima posizione finale, ma quantomeno il suo agire ha dato pepe al finale della frazione.

Quanto allo sprint, c'è stato poco da dire: Chicchi non ha avuto rivali, è partito in testa ai 200 metri e ha vinto nettamente, lasciandosi dietro Rico Rogers, Brown, Davis, Fenn, Manan, Schnaidt e Omar Bertazzo, ottavo. Solo 22esimo Guardini. Nella - da giorni cristallizzata - classifica generale, Arredondo ha vinto con 1'15" su Weening, 2'10" su Pardilla, 2'30" su Stetina, 2'40" su Wang e 2'43" su Haas. Baliani, primo degli italiani, ha chiuso al settimo posto con 2'49" di ritardo dal colombiano e compagno di squadra.

In definitiva, un'edizione del Langkawi magari meno intrigante di altre, ma il fatto che la tappa decisiva sia venuta così presto non ha aiutato la produzione di pathos negli ultimi giorni. Restano alcune belle volate, i consueti buoni risultati di alcuni dei nostri (ottimo Chicchi, ma alla fine anche Guardini la sua brava vittoria se la porta a casa), la conferma del brillante Coquard come nome nuovo del panorama dello sprint, la crescita degli eritrei della MTN (Grmay ha fatto classifica e ha concluso al nono posto, Tewelde si è fatto vedere in volata), e qualche bella azione degli asiatici (su tutte la fuga vincente di Wang), i quali attendono con ansia il TDL per mettersi in mostra il più possibile. Arrivederci, a loro e alla Malesia, al 2014.

Marco Grassi

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