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Vuelta a España 2012: Rodríguez supera lo scoglio più alto - È in rosso con 1" su Contador. Crono a Kessiakoff

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Joaquim Rodríguez, giustamente contento in maglia rossa dopo la crono di Pontevedra © BettiniphotoSi sa che le certezze sono fatte per essere smentite, ma certo che questa Vuelta a España si sta impegnando in maniera particolare in questo senso. La cronometro galiziana di Pontevedra era uno spartiacque importante della corsa iberica, ma non avremmo pensato che lo sarebbe stato in tale misura. Non avremmo sottoscritto, onestamente, un pronostico che prevedesse che a vincere la tappa fosse Fredrik Kessiakoff, e che a uscire in rosso dalla cronometro fosse ancora Joaquim Rodríguez. Invece...

Partiamo da Kessiakoff. Il quale, beninteso, non è nuovo a exploit del genere, visto che ancora in giugno ha vinto la crono di Gossau al Giro di Svizzera, battendo nientemeno che un certo Fabian Cancellara. Stavolta lo svedese si doveva confrontare con grandi specialisti come Tony Martin (Campione del Mondo contro il tempo) o i vari Meyer, Porte, Talansky, oltre che con gli uomini di alta classifica che, a partire da Froome e Contador, promettevano di effettuare prestazioni di valore assoluto.

Ebbene, il corridore dell'Astana, partito ben prima degli uomini di classifica, ma ben dopo i Martin e i Meyer, ha fissato il cronometro sul tempo di 52'36", a una media di quasi 45 orari. Al traguardo lo svedese aveva 1'39" su un deludentissimo Tony Martin, e 1'17" su Meyer, con Porte che si era inserito davanti a quest'ultimo con un tempo di 2" migliore. Kessiakoff li ha in pratica spazzati tutti via, e dopo la sua performance non è che fossero tanti quelli che potevano mettere in discussione la sua vittoria: si attendevano giusto Froome e Contador (che partivano per penultimo e terz'ultimo), e se vogliamo anche Talansky, che ha gareggiato tre quarti d'ora dopo lo svedese.

Ma anche tra quelli che sono scesi in strada dopo Fredrik, nessuno è stato in grado di far meglio di lui. Talansky ci ha rimesso 1'24"; Froome 39"; Contador, quello che più gli si è avvicinato, 17". Per Kessiakoff un successo di tappa che non significa niente a livello di classifica generale (lo svedese è molto lontano), ma che dà una coloritura ancora più viva al suo 2012, la stagione per lui migliore, con le due citate vittorie di tappa in Svizzera e in Spagna, e con un Tour vissuto da protagonista della lotta per la maglia a pois.

Detto di Kessiakoff (che in ogni caso pure l'anno scorso fece una discreta Vuelta), possiamo passare a occuparci dell'appassionante lotta per la maglia rossa. Oggi Contador e Froome avevano un'importante carta da giocare, nel corso della partita spagnola, nei confronti di Rodríguez e Valverde, chiaramente inferiori nell'esercizio della cronometro. E non si può certo parlare di bottino pieno, da parte dei due "attaccanti" di giornata, anche se le differenze tra Alberto e Chris sono abbastanza sostanziose.

Contador si ritrova secondo sia nella tappa che nella generale. Ma ha girato in proprio favore un jolly che ci si aspettava giocasse Froome. L'inglese non è stato all'altezza delle attese né delle cronometro che ha disputato al Tour, e si è fatto infilare dal madrileno, che gli ha dato 22" di distacco. Una mano santa per il capitano della Saxo, che adesso in classifica è tornato davanti al rivale (lo precede di 14"), e che a livello psicologico potrà godere della certezza di non dover fare chissacché per staccare l'uomo Sky. Quest'ultimo, da parte sua, forse inizia a vedere qualche streghetta, perché se dovessimo tracciare una linea delle sue prestazioni degli ultimi 10 giorni, tale linea sarebbe un po' declinante. Che si avvicini il momento dello "scoppio", ovvero del netto calo fisico dopo aver dato già tanto (o quasi tutto) al Tour?

Per lo spettacolo sarebbe auspicabile che Froome tenesse fino in fondo, ma in alternativa lo scontro tra gli altri tre contendenti si annuncia quantomai esplosivo nella seconda metà di Vuelta. Intanto Joaquim Rodríguez: ha fatto una crono splendida, ancor più bella di quella, coraggiosa, di Milano all'ultimo Giro. Si è piazzato al settimo posto di tappa, perdendo da Kessiakoff 1'16", ma solo 59" da Contador, fatto che gli permette di salvare il simbolo del primato per appena un secondo. Froome è a 15" da JRO; Valverde, anch'egli autore di un'ottima tappa oggi (è stato quarto all'arrivo, a 1'08" da Kessiakoff, 51" da Contador e 29" da Froome), è al momento quarto della generale a 58" da Purito. Non possiamo peraltro fare a meno di riandare mentalmente ai 55" lasciati banalmente dal murciano a Valdezcaray: la sottrazione è facile, senza quell'incidente Alejandro sarebbe a 3" dal primo posto.

Riuscirà Contador, che fin qui è stato convincente ma non entusiasmante (ha fatto tanto, ma si ritrova senza vittorie e senza aver mai indossato la roja, al contrario dei due connazionali), ad assestare un colpo netto nelle tappe più impegnative del percorso, a partire da questo fine settimana? Su Valverde non abbiamo dubbi che attaccherà a fondo, anche con l'aiuto di un'ottima Movistar (squadra che oggi ne ha piazzati altri due in top ten, Intxausti quinto e Castroviejo decimo, giusto davanti a Tony Martin undicesimo). Froome lo attendiamo, come detto, a qualche riscontro nei prossimi giorni; degli altri, resta da capire se qualcuno potrà reinserirsi nella lotta di vertice: in fondo Gesink, sempre quinto, non è lontano (paga 2'26" a JRO), e anche lui è supportato bene, con due compagni ben messi in classifica (Ten Dam nono e Mollema decimo); mentre Roche, Talansky e a seguire tutti gli altri sembrano un po' troppo distanti per pensare di recitare un ruolo di primo piano da qui a Madrid.

Rodríguez, che a questo punto è autorizzato a crederci sempre più fermamente, avrà domani un altro traguardo amico: il Mirador de Ézaro a Dumbría, sede d'arrivo dopo una tappa altimetricamente facilissima, è una rampa durissima su cui il vincitore della Freccia potrà mettere in cascina altro fieno. Tra possibile vantaggio all'arrivo e abbuoni potrà ballare un'altra ventina di secondi: una dote che lancerebbe Purito verso le grandi montagne con una vera e propria riserva aurea da spendere contro avversari che non gli daranno tregua.

Marco Grassi

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