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Parigi-Nizza 2012: Meersman mette Bole in pentola - Il belga batte lo sloveno in volata. Domani arrivo a Mende

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Il belga Gianni Meersman batte lo sloveno Grega Bole nella quarta tappa della Parigi-Nizza © Ansa.itQuando tutti si aspettano la rivincita tra Alejandro Valverde e Simon Gerrans ecco che l'australiano, tanto veloce ieri nel rimontare e quasi vincere sul murciano, crolla a terra urtando uno spartitraffico. La botta fa più male al morale che al fisico; siamo ai -6 km, il treno Movistar è lanciato e Gerrans prova ad intrufolarsi.

Ma se ieri era partito in ultima ruota in una rimonta che, affrontata un po' più avanti, avrebbe portato ben altri frutti, stessa cosa accade oggi, a guardare il posizionamento del Campione d'Australia. Simon si trova nelle ultime posizioni del gruppetto, basta un attimo di distrazione e la tappa è compromessa.

In realtà il finale concitato e condito di rotonde rende ancor più incerto l'esito della tappa. La Movistar lavora per Valverde, alla prima rotonda il treno deraglia ed in parecchi finiscono per aiole. Alla seconda la prudenza la fa da padrona, visto il precedente, e così si lascia anche il tempo ad Andreas Klöden di tentare l'anticipo.

La Lampre ha Bole come carta da giocarsi e così Klöden viene ripreso quando manca meno di un chilometro all'arrivo. Sul rettilineo finale è proprio Bole a lanciare la volata per se stesso, forse la prende un po' troppo lunga.

Sta di fatto che mentre Valverde è ancora indietro (è chiuderà soltanto ottavo) un fulmine marchiato Lotto si lancia con potenza verso il traguardo. Alza le braccia al cielo, Gianni Meersman, classe '85, un destino nel ciclismo.

Nonno Maurice è stato un onesto velocista negli anni '40, papà Luc ha corso con discreti risultati tra fine anni '70 e metà anni '80. E poi c'è Luigi, il fratellino 24enne. Insomma, a casa Meersman si parla il linguaggio del pedale da più generazioni.

Eppure non sempre bastano i geni trasmessi di padre in figlio a fare di questi un vincente, spesso ci si mette in mezzo la sfortuna. Gianni, passato con la Discovery Channel di Bruyneel nel 2007, è sempre stato un giovane molto promettente, mai altrettanto vincente.

Quando una preparazione invernale inadeguata, quando dei problemi fisici, il buon Meersman non ha mai potuto dare il meglio di sé. Dopo quattro anni alla FDJ è passato alla Lotto-Belisol ed i risultati stanno arrivando: «Sono contento di questa vittoria, finalmente ho svolto una preparazione invernale adeguata, senza problemi, e tutto ciò si ripercuote sui risultati. Ho la fiduca della squadra, per me è molto importante».

Aveva spiazzato quando ad Albufeira - era la Volta ao Algarve - aveva sprintato davanti a Van Avermaet e Breschel, non gli ultimi arrivati. E ancora ieri, mentre Gerrans e Valverde si scornavano a suon di colpi di reni, Gianni era lì, terzo, ad assistere allo spettacolo, spettatore più che attivo. La condizione lo sorregge e Meersman vince, semplice.

La tappa di oggi prevede cinque Gpm non così impegnativi ma non dà nemmeno modo di riposare troppo. Dopo 6 km se ne va un quintetto composto da Jean-Christophe Péraud (AG2R), Pierrick Fédrigo (FDJ), Leigh Howard (GreenEDGE) Luis Ángel Mate Mardones (Cofidis)e Bart De Clercq (Lotto Belisol).

La Sky di Wiggins lascia fare, il più pericoloso degli attaccanti è De Clerq, a 11'24" dalla maglia gialla. Vantaggio che s'impenna e tocca il picco di 5'20" al km 30, dopodiché iniziano a tirare la Rabobank per Luis León Sánchez e la Lampre per Grega Bole.

Come prevedibile, il vantaggio cala rapidamente ed ai -23 Mate, soddisfatto di aver conquistato abbastanza punti sulle côtes per poter vestire domani la maglia a pois, si lascia riassorbire dal gruppo di colore blu-fucsia-arancio.

Ai -20 anche gli altri quattro battistrada alzano bandiera bianca. Sul penultimo Gpm se ne va l'ormai ex maglia a pois De Gendt; rosicchia qualche punticino che da qui alla fine potrebbe risultare utile per riprendersi la maglia. E già che c'è prova ad andarsene via ma il gruppo lo conosce e non gli lascia troppo margine.

Ripreso, il plotone affronta compatto l'ultima asperità (una côte di 3a categoria) e quando Gerrans cade la Movistar, fin lì attiva ma non in modo esagerato, si mette a tirare a tutta. Così a tutta che in una rotonda perde Gutiérrez Palacios, andato dritto per le aiole. Tira Rojas per Valverde ma ormai il pallino della situazione è bell'e perduto.

Prima ci si mette Klöden a tentare l'anticipo, quindi Bole si lancia ma viene trafitto da Meersman. Domani non ci sarà spazio per le ruote veloci, si arriva a Mende: 178.5 km con due Gpm di 3a categoria, uno di seconda e ben tre di prima. Un tappone che scuoterà la classifica almeno quanto fece la frazione ventosa di Orléans.

Leipheimer a 6" fa paura ad un Wiggins che comunque ha una buona tenuta in salita. Occhio a Valverde, da par suo dimagrito durante il periodo di squalifica e verosimilmente più forte in salita. Senza contare la sfilza di francesi rimasti tagliati fuori dal ventaglio della seconda tappa e non certo felici di non potersi giocare la vittoria finale.

Tra i nostri ci si può attendere qualcosa di buono da Cunego, ormai fuori classifica e quindi interessatissimo ad una prestigiosa vittoria di tappa sulla montagna consacrata a Laurent Jalabert. E per l'Italia, oltre ad un Eros Capecchi che continua a farsi vedere là davanti, c'è un Francesco Gavazzi che anche oggi entra nella top ten (9° sul traguardo) e che troppo spesso non viene considerato adeguatamente.

Ma oggi il primo piano va a Gianni Meersman, velocista sino a ieri sfortunato, un vero predestinato.

Francesco Sulas

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