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Tour of Qatar 2012: In riva al mare spunta Demare - Cavendish cade, generale a Boonen | Cicloweb

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Tour of Qatar 2012: In riva al mare spunta Demare - Cavendish cade, generale a Boonen

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A Doha prima vittoria da professionista per il ventenne Arnaud Démare © EquipeCyclisteFdj.frSe il luogo comune recita che a volte è facile andare dagli altari alla polvere, il concetto applicato al ciclismo potrebbe suonare come "andare dall'arcobaleno all'asfalto", il senso è sempre quello, e oggi Mark Cavendish ci ha dato una cruda rappresentazione di tale assunto. Con la volata lanciata, a Doha, nella frazione conclusiva del Tour of Qatar, il Campione del Mondo, fresco reduce da due successi questa settimana, ha urtato con la sua ruota anteriore la posteriore di Tyler Farrar, ed è finito giù, pesantemente, ma per fortuna senza riportare grossi danni.

Il destino odierno di Cavendish è più o meno quello di ogni velocista, che si trova da un giorno all'altro a vincere a braccia alzate o a cadere nel pieno della propria attività. Oggi il turno di alzare le braccia è toccato, per la prima volta nel professionismo, ad Arnaud Démare. 20 anni compiuti ad agosto, una carriera che tra gli Under 23 si è completata in maniera magica col titolo mondiale conquistato a Copenhagen, qualche apparizione da stagista (nella FDJ) nel ciclismo maggiore già negli ultimi mesi dello scorso anno, quindi il vero e proprio esordio, in questo Tour of Qatar, sempre in maglia FDJ (Madiot ci ha visto lungo e ha ovviamente confermato il gioiellino dopo il periodo di "prova").

E, se non proprio alla prima corsa da pro', diciamo all'altezza della sesta Démare assesta la prima zampata di una carriera che ne promette molte altre nei prossimi lustri. Il ragazzo di Beauvais si è imposto al termine di una frazione che era partita velocissima - quasi 56 di media la prima ora - e che aveva visto Farrar far suoi i 3" di abbuono disponibili al primo traguardo volante (dopo 41 km). Un modo per avvicinare Boonen in classifica (da 31 a 28"), non certo per mettere in discussione l'affermazione finale di Tom.

Dopo il TV è partita la fuga del giorno, 7 uomini in avanscoperta (Marangoni, Ladagnous, Mouris, Lodewijk, Gallopin, Ojavee e Tjallingii) ma gruppo sempre in pieno controllo, e a 10 km (dei 120 totali) dalla fine della tappa, il plotone era nuovamente compatto in attesa del volatone.

Qui l'anno scorso vinse Guardini, ma si arrivava dalla parte opposta del vialone; stavolta il vento contrario (proveniente dal mare del Golfo Persico, costeggiato per gran parte del circuito di Doha) ha fatto il suo gioco impedendo in primis la formazione di treni seri ed efficaci. Nel tutti contro tutti dell'ultimo km, Boonen si è accontentato di controllare la situazione facendo la sua volata senza cercar eccessivi rischi (in fondo lui le sue due tappe le ha vinte, e la corsa pure), la Rabobank ha tentato di far qualcosa per favorire un Renshaw piuttosto scarico, ma il vincitore dello scorso Qatar si è più concentrato a fare a testate con Guardini (facendo rinculare all'indietro l'italiano) che a inseguire un risultato importante.

Senza un preciso motivo, in quello stesso momento (ai 400 metri) Kruopis ha tentato un allungo in faccia al gruppo, ma era chiaro che il lituano avrebbe sbattuto contro il vento e sarebbe rimbalzato. Molto più importante l'azione di Mickaël Delage, che ai 350 metri è emerso prepotentemente dalla 20esima posizione (più o meno) risucchiando in avanti il giovane compagno Démare meglio di quanto avrebbe potuto fare un vortice.

È il termine giusto: la vorticosa quanto perentoria sparata dei FDJ ha mandato in confusione tutti gli altri, che sono stati troppo a guardare (ancora focalizzati su Kruopis che già si voltava in cerca di ispirazione sul da farsi), e lenti a reagire quando, ai 200 metri, Démare ha preso in mano la situazione finalizzando al meglio il capolavoro di Delage. Più di altri è stato lento Farrar, che ha atteso quell'attimo di troppo su cui è andato probabilmente a sbattere un Cavendish ugualmente distratto.

Il ruzzolone di Mark ha sparpagliato il drappello dei velocisti quel tanto che ancora mancava per favorire Démare, alle cui spalle solo Renshaw abbozzava una tardiva reazione (e per di più l'australiano è stato anche superato sul traguardo da Galimzyanov che gli ha soffiato il secondo posto mentre il vincitore esultava già da tempo). Al quarto posto si è piazzato Kluge, al quinto Kristoff, poi Farrar, un ancora discreto Oss, infine Davis, Kemps e Debusschere a completare la top ten.

Boonen si aggiudica, come detto, la classifica, con 28" su Farrar, 33" su Flecha, 34" sull'ottimo compagno Steegmans, un minuto tondo su Veelers, 1'05" su Cavendish e 1'06" su Cancellara. Per lui è la quarta vittoria del Tour of Qatar dopo quelle del 2006, 2008 e 2009.

Diversi dei protagonisti di questa settimana arabica resteranno in zona per partecipare, da martedì 14 a domenica 19, al Tour of Oman (stessa organizzazione di ASO, percorso molto più variegato, l'anno scorso - per dire - vinse Robert Gesink), ma molti torneranno in Europa, a partire da Philippe Gilbert (del tutto trasparente in questa sua gara d'esordio), il quale tenterà migliori fortune all'Haut Var il prossimo fine settimana.

Marco Grassi

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