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CdM Ronde van Drenthe WE: Il filo di Marianne non si spezza mai - Vos infilza le velociste, Bronzini terza

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Marianne Vos alla sua prima vittoria stagionale in Coppa del Mondo © Meijco.nl

Sempre lei, solo lei. Si inizia così quando si racconta una vittoria di Marianne Vos. Su queste strade fatte di ciottoli pone un altro mattoncino verso il raggiungimento della vittoria numero cento nelle gare UCI. Aveva palesato un'ottima forma già giovedì, al Drentse 8. Vince in volata, anche oggi, ed è la novantacinquesima volta che la Campionessa olandese alza le braccia al cielo. Cinque vittorie per arrivare alle cento tonde, ventiquattro punti per raggiungere in vetta alla classifica di Coppa la compagna ed amica, Annemiek Van Vleuten. 

Eppure Kirsten Wild, possente velocista di un'AA Drink-Leontien.nl in cerca di rivalsa dopo la deludente Drentse 8, ci aveva provato, ad anticipare la volata. Troppo lunga anche per lei, che pure è specializzata in azioni di forza ed in discipline da pistard. L'olandese parte a trecento metri dal traguardo di Hoogeveen e si pianta sul più bello, quando ormai la vittoria sembrava a portata di ruota. Marianne Vos la guarda con l'aria di chi pensa che sarebbe riuscita a portarlo a termine, quel numero. Mette la freccia, la Vos, e coglie la sua ottava vittoria in Coppa del Mondo.

La gara era partita alle 11 in punto e dopo 20 chilometri si erano già verificate le prime cadute. Al primo passaggio sul VAM Berg La Diadora-Pasta Zara scandiva il ritmo, con la Zabelinskaya a precedere Sarah Düster ed Eleonora Patuzzo, poi ritiratasi. Dopo il primo passaggio sul VAM Berg se ne va dapprima l'australiana Shara Gillow, ripresa subito. Provano quindi la sortita una statunitense, Alison Starnes, e l'olandese Janneke Kanis. Quest'ultima appartiene alla Nederland Bloeit di Vos, Van Vleuten e della vincitrice uscente, Loes Gunnewijk. Il messaggio alle altre squadre è chiaro: se volete riprenderle tocca a voi lavorare.

La fuga delle due raggiunge in un primo momento un margine minimo, un minuto sul gruppo, quindi il vantaggio raddoppia. L'HTC-Highroad di Ina-Yoko Teutenberg si mette in testa a tirare. Gestisce lo svantaggio in vista dei primi tratti di pavé. Nel settore di Exloo (sono trascorsi 53 chilometri di gara) succede il finimondo: cadute, gruppetti che si frazionano in una lotta alla ricerca dell'ultimo centimetro utile di strada. Si forma un gruppo contenente Johansson, Arndt, Zabelinskaya, Vos, Bronzini, Martisova ed alcune altre atlete. Guadagnano terreno sulla coppia di testa, Kanis e Starnes.

Dopo una sessantina chilometri ed alcuni passaggi sul pavé la situazione si stabilizza momentaneamente: davanti un gruppo di trenta atlete, contenente Johansson, Arndt, Zabelinskaya, Vos, Bronzini, Martisova e le ex fuggitive Kanis e Starnes. Vantano 25" sul plotone tirato da HTC-Highroad e AA Drink-Leontien.nl e Nederland Bloeit. Con il passare dei chilometri il gruppo delle battistrada si rinfoltirà sino a contenere una sessantina di unità, mentre dietro la Garmin-Cervélo si attiverà nell'inseguimento, mettendo a dura prova le forze residue di Lizzie Armitsteadt. Finirà che la britannica si riporterà sul gruppo di testa, rimpolpandolo ulteriormente grazie al contributo di Van Vleuten, Verbeke, Teutenberg, Blaak.

La Bronzini resta attardata in un settore di pavé ma, complice qualche scia benevola delle auto al seguito, riesce a rientrare sul gruppo di testa. Al secondo passaggio sul VAM Berg nessuna attacca a fondo ma è Verbeke a scandire il ritmo. Mancano poco meno di 40 chilometri al traguardo. Subito dopo lo scollinamento è la ragazza della TIBCO-To The Top, Carmen Small, a promuovere un attacco. In questo caso la sparata nasce from the Top ma è un'azione che dura poco ed al primo passaggio da Hoogeveen il gruppo è di nuovo compatto.

Qui succede quello che nessuno si aspetta. O meglio, che è contemplato solo dalla mente geniale di una Campionessa: 30 semplici chilometri al traguardo ed un ultimo passaggio sul VAM Berg, Marianne Vos decide di salutare la compagnia. La segue Lizzie Armitsteadt, autrice oggi di una meravigliosa rimonta. Le due collaborano ma dietro il gruppo non può permettersi distrazioni che sanno di déjà vu. C'è chi ricorda Emma Pooley a Cittiglio uscire dal gruppo a 70 km dall'arrivo e non essere più ripresa, così la coppia anglo-olandese viene riacciuffata quando mancano 20 chilometri all'ultimo VAM Berg. Nel frattempo Van Vleuten rimane appiedata da guai meccanici e deve faticare non poco, tra la scia delle ammiraglie, per rientrare nella coda del gruppo principale.

Ecco il VAM Berg ed è Emma Johansson a piazzare lo scatto che fa male: Vos, Wild e Bras le restano alle calcagna e la riprenderanno dopo lo scollinamento. La bella svedese potrà consolarsi con la vittoria della classifica dei Gpm a fine giornata (Starnes sarà la più combattiva). A questo punto, ad una decina di chilometri dalla conclusione della terza prova di Coppa del Mondo, si capisce che sarà la prima del 2011 a concludersi in volata. Tutti i grandi nomi sono lì davanti. Nicole Cooke apre la strada alla Baccaille ma nell'azione urta le ragazze della Diadora-Pasta Zara, alla frusta per Shelley Olds. La AA Drink-Leontien.nl cerca di pilotare al meglio Kirsten Wild alla vittoria. Le ragazze dell'ex Campionessa Van Moorsel ci riescono alla perfezione.

È la Wild in persona che, in un misto di eccessiva generosità ed errore nel calibrare le distanze, tira una splendida volata alla Vos. Anche la nostra Bronzini è lì davanti ma non va oltre la terza posizione, già ottenuta qui lo scorso anno. È comunque questo il ritorno, dopo dodici mesi, di un'italiana sul podio di una gara di Coppa del Mondo. Sempre meglio di niente. Teutenberg, Gilmore, Van Vleuten e Bras e la tricolore Baccaille seguono le prime tre.

Per i nostri colori la soddisfazione maggiore, a margine del podio di Giorgia Bronzini, arriva da una ragazza che, se manterrà le promesse, potrà in futuro dire la sua, qui al Nord: Elisa Longo Borghini. Già quinta all'Omloop Het Nieuwsblad ed in fuga con Emma Johansson, ben in evidenza alla Drentse 8, all'inseguimento di Jacquelyn Crowell, Elisa termina la prova in 24esima posizione. Si tratta dell'unica classe '91 nelle prime 25, della miglior giovane in gara oggi e, con tutta probabilità, anche un domani. Lei, che bada alla concretezza, si rifugia nella modestia, come se il suo fosse un risultato da non tenere in gran considerazione. Con Bronzini e Baccaille l'Italia ha trovato un corridore da Nord, con buona pace di chi cerca la forma di Ballan o la giornata perfetta di Pozzato.

Poi sì, c'è la Vos, inarrivabile in giornate come quella odierna. Costruisce una splendida carriera costellata di vittorie. Metodica e spontanea, pone un mattoncino dopo l'altro, con la velocità che poche, se non nessuna, riescono a tenere. E se capita anche che la Wild le tiri, errando, una volata, Marianne non si fa scrupolo: guarda, passa, senza complimenti. Con la testa è già a cento vittorie UCI, resta solo da stabilire la corsa nella quale festeggiare; con le ruote è sempre là davanti, oltre tutte le comuni mortali.

Francesco Sulas

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