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Tour de San Luis 2011: Tondo va ko, Arriagada in volo - Tappa a Rubiano, Capecchi un po' defraudato

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Miguel Ángel Rubiano Chávez, primo a La Carolina al Tour de San Luis © BettiniphotoIl mancamento di Xavier Tondo in cima al Cerro de Amago lo ricorderemo come un momento inatteso e anche drammatico, visto che non capita certo tutti i giorni che un corridore in corsa cada perché ha perso i sensi per un attimo. Forse il gran caldo (36° con punte certo superiori sul Cerro), unito allo stress del difendere la maglia di leader della corsa, ha causato il patatrac, nella fase finale della frazione decisiva del Tour de San Luis.

Fino al momento topico, consumatosi a una quindicina di chilometri dal traguardo (appena dopo lo scollinamento, quindi)  Tondo stava controllando abbastanza bene la situazione, sempre scortato dal fido Soler e con Arriagada e Serpa (i principali rivali per la generale) rigorosamente tenuti a bada. Il Cerro, ultima salita della corsa (nonché probabilmente la più dura), era da poco alle spalle, e davanti c'erano i sopravvissuti di una fuga che, come ieri formata da 13 uomini, come ieri aveva caratterizzato l'intera giornata di gara.

Nella fattispecie, su tutti primeggiava Miguel Ángel Rubiano (importantissima pedina della D'Angelo&Antenucci, formazione Continental italiana), che si era avvantaggiato in salita sugli ex compagni d'attacco, e che è riuscito a conservare un buon margine fino al traguardo, tagliato con 1'29" di vantaggio su Antonio Piedra, anch'egli nella fuga del mattino. Il quale Piedra, a sua volta, ha bruciato in volata per il secondo posto Marco Arriagada, il cileno che già ieri aveva fatto faville sul Mirador del Sol, e che oggi, appena appurato che Tondo andava - in un modo o nell'altro - in crisi, si è sentito le ali ai piedi e ha staccato tutti gli altri uomini di classifica, guadagnando nel finale oltre mezzo minuto su tutti.

La classifica che ne risulta, con Tondo che ha pagato un quarto d'ora in un colpo solo, vede Arriagada in testa, con 38" su un Serpa meno brillante di quanto fosse lecito attendersi, e con 1'51" sul giovane argentino Josue Moyano e sul nostro Capecchi.

Qui va aperto un capitolo a parte, visto che la strada aveva stabilito che Eros fosse a 1'31" da Arriagada, quindi abbondantemente terzo da solo. Ma la giuria ha voluto metterci il suo zampino, addebitando all'italiano una penalizzazione di 20" a causa di una scia dall'ammiraglia... il tutto si sarebbe verificato dopo una caduta dello stesso Capecchi, ovvero in una situazione in cui praticamente sempre le giurie chiudono un occhio. Stavolta, probabilmente, c'era da premiare un (comunque meritevole) giovane talento di casa, e quindi i giudici sono stati inflessibili (penalizzando tra l'altro anche Piedra, sempre di 20").

Il momento della pericolosa caduta di Capecchi e i segni rimasti addosso al corridore umbro © Bettiniphoto

Ma la spettacolare sequenza fotografica di Roberto Bettini ci dimostra anche che se Capecchi è caduto, ciò è dovuto a una sede stradale allagata, in una tappa in cui i corridori sono stati costretti a guadare un fiume, come si vede dalla sequenza in basso... Forse, sommando le cose, la giuria poteva arrivare da sé all'idea di non infierire. Così non è stato, peccato.

Due immagini del guado di un fiume nel corso della sesta tappa del Tour de San Luis © Bettiniphoto

Domani, sul circuito intorno a San Luis, Arriagada dovrebbe avere buon gioco a difendere il primo posto in classifica, visto che il percorso dell'ultima tappa, che pure presenta qualche strappo buono per le imboscate, dà anche ampie possibilità di recupero a chi è costretto a inseguire. Che vinca un velocista, o che arrivi al traguardo una fuga di comprimari, la classifica non dovrebbe più subire soverchi scossoni.

Marco Grassi

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