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Highlands - Colli d'Irlanda - Il diario dal Tour of Ireland

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Non è una corsa che fa strappare i capelli agli appassionati, né un percorso ricco di tradizione. si corre in Irlanda, una Nazione che è legata al ciclismo, attualmente, soprattutto per via di McQuaid, e capirete da soli che non è un gran vanto per la patria della Guinness. Noi però abbiamo deciso di seguire questa corsa insieme ad un amico/forumista di Cicloweb.it, che dopo il meraviglioso esordio tra i pro' del 2005 in maglia Liquigas-Bianchi ha dovuto pagare alcuni debiti con la fortuna, ed ora è in Ceramica Panaria-Navigare, coi Reverberi, per tentare il rilancio, cercando di tramutare quei debiti in crediti. E allora facciamoci trascinare dalla verve e dall'ironia del milanese classe '82 Daniele Colli lungo l'Irlanda.

Domenica 26 agosto - 5a tappa: Chi marcava Marcato?
A volte può capitare di non riprendere una fuga, ma essere addirittura doppiati è qualcosa di fenomenale e di non facilmente capitabile.
Tappa sin da subito ricca d’attacchi, ad un certo punto va via una fuga a 13, comprendente anche il sottoscritto: pensiamo sia quella buona, comprende tutte le squadre, invece ci han preso dopo un pezzettino, sfiorando quasi i 2'00" di vantaggio.
Appena ci riprendono procedono gli scatti, vanno via in tre, con dentro proprio Marcato; lasciano fare, forse anche troppo, a meno di 60 km abbiamo più di 6'00", comincio a pensare che ci possa stare una piccola impresa, incominciano a tirare a tutta Csc e T-Mobile, guadagnando tanto, ma non abbastanza, difatti entriamo nel circuito con 2'30" ai meno 25 km: qui grosso errore dell’organizzazione, che ferma le ammiraglie, ma non tutti i mezzi al seguito, e giustamente i fuggitivi tentano il doppiaggio, che va a buon fine.
Qui inizia il delirio.
Ci fermano facendo passare i tre, ripartiamo e li riprendiamo; li lasciamo passare di nuovo, andiamo pianissimo con le auto davanti, ad un giro dalla fine loro sono ancora poco davanti e cosi ci tengono ancora dietro le auto, vince Marcato, mentre noi facciamo una volata di 100 metri, le auto si spostano proprio alla fine, con due o tre a fare lo sprint in qualche modo.
L’errore di giornata, oltre al pasticcio organizzativo, è stato da parte di squadre con interessi ad arrivare allo sprint: non si può lasciare cosi tanto vantaggio sperando di recuperare, soprattutto quando vi è un circuito finale.
Bravi e astuti i fuggitivi, molto meno il gruppo; si chiude cosi uno strano Giro d’Irlanda, qualcosa di particolare, quasi una novità sotto certi aspetti ciclistici.
Si chiude anche il diario, con la speranza di non avervi annoiato. Un abbraccio!!

Sabato 25 agosto - 4a tappa: Ecco Colli McRae
Che tappaccia, alla fine quasi 240 km, una pioggerellina fine, asfalti impraticabili. Oggi mi sono trasformato in Colli McRae (pilota di rally), su questi percorsi che mai immaginavo dover percorrere in bicicletta... avete mai visto una salita dove nel mezzo trovate l’erba? Abbiamo percorso strade sperdute!
Iniziamo a raccontare la partenza: poca voglia di scattare in gruppo, vanno via subito cinque atleti, il gruppo lascia fare fino a 7-8 minuti, poi si inizia a fare sul serio; la corsa viene tirata sempre dalla Unibet.com, e dopo diversi Gpm, in discesa cadono una serie di corridori, tra cui Frank Schleck: era un'impresa stare in piedi.
Successivamente, altri corridori della Csc e della Unibet.com fanno la stessa fine, sembrava di essere su un tappeto di schiuma, bastava alzarsi sui pedali per vedere la ruota dietro slittare. Quando siamo arrivati ad avere 5'00" di svantaggio, anche due miei compagni hanno cominciato a tirare: si andava forte, con il vento laterale, difatti il gruppo si è rotto in più tronconi. Ci hanno provato anche a meno 20 km dall'arrivo altri due (o tre?) atleti, con dentro il nostro Priamo, ripresi tutti ai meno 2 km.
Da qui, a velocità folle, ci lanciamo verso l’ultima curva: le sbandate sono molte, Boasson Hagen ha fatto l’ultima curva ad una velocità di almeno 5 o 6 km/h più veloci di noi... niente da fare, vince agevolmente, noi arriviamo terzi con Richeze e sesti col sottoscritto. L’arrivo era quasi da pistard, i rischi erano molti.
Domani ci sarà un circuito finale di 3 km da ripetere 10 volte, vediamo come andrà...

Venerdì 24 agosto - 3a tappa: Il Palio di Siena
La nebbia agli irti Colli... oggi pensavo di correre in casa, con questa nebbia milanese da dicembre.
Invece sono sempre in Irlanda, tappa relativamente tranquilla, inizialmente c’è stata una fuga a 6, con dentro il nostro salva-squadra Aldape Chavez, cosi noi abbiamo “respirato”, mentre gli altri tiravano; a meno di 20 km dall’arrivo c’è stata una foratura di Richeze, ci siamo fermati tutti ad attenderlo e siamo rientrati ai meno 15 km, ai meno 10 km un atleta della Colavita ha pensato di provare le sue attitudini nel cross, visto che ha percorso 300 metri in mezzo a fossi e terra, ovviamente con successiva caduta... sembrava una Coppa Kobram.
Negli ultimi km abbiamo aiutato Richeze per lo sprint, l’ultima curva era in stile "Palio di Siena", mancava solo Aceto; una curva ai 200 metri a 90°, roba da matti; la mia non era di 90°, ma bensì di 180°, chiedetevi il perché...
Alla fine abbiamo raccolto un terzo posto che male non ci va, sono stati più lesti gli atleti della Lpr nell’affrontare l’ultima curva nelle prime due posizioni e vincere.
Domani tappa lunghissima, sveglia ore 6:30, 240 km nervosi, sì, quasi come quelli che vorranno scattare subito, domani ricomincia la battaglia... intanto se non erro stasera l'Italrugby sta vincendo... speriamo che domani non ci siano ritorsioni su noi poveri italiani...

Giovedì 23 agosto - 2a tappa: Breschel non è bergamasco
Fuori tempo massimo, o no? Chi deciderà la nostra sorte? McQuaid? O chi?
Scherzi a parte, ci hanno salvato, 4'00" fuori tempo massimo abbonati, ci hanno scambiato per delle pecore irlandesi, e hanno capito la situazione... Iniziamo con il raccontare cosa è successo: dopo 11.819.819.829 scatti, il gruppo si è rotto in due tronconi, io purtroppo facevo parte del secondo, vista la pessima giornata, soffro queste partenze a tutta, e oggi con la testa non c’ero al 100%.
Pazienza, l’importante era salvarsi e ce l’abbiamo fatta. La corsa è stata vinta da Breschel, non è bergamasco, "è di Breschel", mi verrebbe da dire, ottimo giovane, oggi i paesaggi sembravano tipici di Livigno, o del Gavia, invece eravamo solo a 300 metri sul livello del mare; la fatica gioca brutti scherzi.
Dopo la corsa siamo andati in hotel, sperduto con tanto di campo da golf, ma senza internet e senza rete telefonica, praticamente inesistente, mi sentivo un misto tra San Francesco, per le pecore viste, e uno sull’Isola dei famosi, per la fame che avevo; il diario non l'ho dimenticato, semplice ritardo...

Mercoledì 22 agosto - 1a tappa: Colli(e) 1 - Bastardino 0
Buona sera, pessima giornata oggi... fuga di dieci corridori, nessun Panaria dentro... inizio non positivo.
Dopo 80 km percorsi a velocità folli, hanno lasciato andare via una fuga con numerosi atleti, noi abbiamo provato in tutti i modi, ma sapete, andare in fuga è difficile; puoi fare uno scatto e trovare gloria, o puoi farne venti e non andare da nessuna parte, questo è il ciclismo. Ad un certo punto abbiamo pensato anche di tirare per Richeze, ma a 50 km dall'arrivo recuperare 7 minuti è qualcosa di impossibile, a meno che in squadra non ci siano Armstrong, Fignon e qualche altro...
Il finale prevedeva due strappi di 700 metri con pendenze oltre il 20%, difatti una macchina dell'organizzazione è ancora lì che sta provando a mettere la prima (penso abbia rotto il motore); in una discesa mi sono fermato a fare bisognini fisiologici... mi ha passato un'ammiraglia ed ha perso una bici, prontamente raccolta, anche se secondo me di bici, ora, ha veramente poco.
A 2 km dal traguardo un cane mi ha puntato, poi visto che sono un "Colli", e lui era solo un bastardino, ha capito e ha rinunciato.
Oggi ci ha abbandonato Bucciero, non è partito per un po' di gastrite; con quello che mangiamo qui la gastrite è nulla, bisogna stare attenti a tutto ciò che si mangia, non abbiamo la nostra meravigliosa cucina italiana.
Ora siamo in un altro fantastico hotel a Cork, vicino ad un aereporto, c'è anche un simulatore di volo, dopo proverò ad inventarmi qualcosa.
Personalmente parlando non stavo molto bene oggi, alternavo momenti buoni ad altri grigi, vedremo domani come andrà; con questo gap sicuramente gli attacchi non mancheranno. Un saluto caloroso!

Martedì 21 agosto - La vigilia: Ireland o Iceland?
Ciao amici, riprendiamo con il diario, vi chiederete se sono diventato un giornalista? No, grazie, sono solo rientrato da poco alle corse... sono sempre io, Daniele Colli, corridore della Ceramica Panaria.
Vi scrivo da un paesino vicino a Dublino, un po' piccolino e un po' tristino, vista la temperatura; sono solamente passato dai 40 gradi del Portogallo (Giro del Portogallo) ai 15 gradi circa qui in Irlanda, altro che agosto, qui il fresco è tosto...
Oggi sgambata in compagnia di Tomei, abbiamo ammirato il paesaggio verde (e te credo, piove ogni due secondi!) e la pazienza degli automobilisti; ad un certo punto ho pensato che oltre al volante a destra, forse a queste auto manca il clacson... non ne ho sentito uno lamentarsi, meglio cosi.
Pomeriggio con massaggio (gratis), internet (gratis), in un alberghetto misero da 400 euro per notte, non possiamo lamentarci, anche se l’albergo sarà anche bello, ma mancano solo le mucche... avrete capito più o meno dove siamo. Domani ci sarà la prima tappa, Kilkenny - Cork, 180 km circa con due begli strappi nel finale che faranno la prima scrematura.
Esco da un Giro del Portogallo ricco di fatiche, dove mi sono giocato l’ultima posizione in classifica fino alla fine, con diverse tappe con il carro-scopa dietro di me che cercava di convincermi a salire, ma non l’ha avuta vinta e sono riuscito a terminare il Giro. Adesso vedremo se i dieci giorni di fatica possono tramutarsi in qualcosa di buono, visto che questa stagione ho perso cinque mesi per un infortunio; non sarà facile certo, però abbiamo una buona squadra competitiva.
Staremo a vedere, anzi starete a vedere... noi dobbiamo pensare al resto... Saluti!


Daniele Colli (Professionista della Ceramica Panaria-Navigare)
a cura di Mario Casaldi

 

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